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Mnemoteca, biblioteca della memoria



Sabato 18 aprile alle ore 17.30 in Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno parteciperò all'inaugurazione della rassegna dedicata al racconto, attraverso i mezzi della tecnologia multimediale e del web,della  memoria individuale e collettiva del Valdarno.
Un cammino, un percorso tra volti e luoghi, tra immagini, emozioni e incontri.
Mnemoteca , una “biblioteca della memoria”, un museo vivo di racconti memoriali, che offrono una pluralità di testimonianze individuali e collettive. Tali storie naturalmente devono continuare ad essere rievocate e narrate, perché la vita e il suo senso vanno rinnovati nel lavoro sul passato-presente da “ri-guardare”.

Performing tra media, memoria e mutazione
Conversazione con Carlo Infante, docente di performing media
Emanuele Bani, Assessore cultura comune di S. Giovanni V.no
Enzo Brogi, consigliere regionale della Toscana
Stefania Ippoliti, Mediateca regionale
Mirko Lalli, Fondazione Sistema Toscana
Fernando Maraghini, video maker
Mario Spiganti, Casentino Mediateca

il programma >>>

Inserito da enzo , venerdì 17 aprile 2009 alle 00:42 | Commenti (2)

Il ruolo degli imprenditori
Ho ricevuto da David Corsi un contributo al dibattito, che si sta sviluppando anche in Valdarno, sulla crisi economica , è un pò lungo, ma ho piacere a sottoporvelo:

Il ruolo gli imprenditori.

Ritengo che, socialmente, focalizzare l'attenzione degli aiuti solo sui dipendenti sia vedere un solo lato della medaglia. L'altro lato è senz'altro rappresentato dalle aziende.

Ma quali aziende? questo credo sia un elemento fondamentale per chi, come voi, potrà nel tempo indirizzare le scelte. Usciremo tanto più forti dalla crisi tanto più saremo stati capaci di facilizzare business sani e, soprattutto, imprenditori sani. Non ho mai creduto ad un mercato del tutto libero capace di autodeterminarsi.

Non so se l'ho già scritto a te o nel blog di Enzo Brogi (altro martire del mio scrivere), ma ora più che mai, in un momento in cui le risorse scarseggiano, alcuni criteri meritori possono essere fissati. Ma quali? come scegliere? riporto alcune idee:
- contro chi fa la scelta della cassa-integrazione. Le aziende che non ususfruiscono della CI dovrebbero poter accedere a credito agevolato, magari supportate da consorzi (anche pubblici) capaci di ottenere i migliori prezzi del mercato
- Rispetto delle persone. Supporto alle aziende che tengono un rapporto etico verso i propri addetti, dimostrando come certi tipi di contratti (inserimento, a progetto, etc) siano veramente di accesso al lavoro (trasfomazione dei contratti in tempo determinato) e non un USA-E-GETTA delle persone veramente poco dignitoso e decisamente negativo
- Investimenti. Incentivazione di chi dimostra effettivi investimenti ai fini della ricerca e dell'innovazione di processo (magari proponendo una "corsia preferenziale" nei rapporti con il Comune stesso)
- Ecologia. Incentivazione reale e concreta all'uso delle energie rinnovabili e ai processi di smaltimento rifiuti eco-sostenibili oppure imballaggi zero (questo in termini di tariffe il Comune può fare molto)
- Processo produttivo in ITALIA. Abolizione di qualsiasi tipo di supporto o incentvo alle aziende che sviluppano i propri processi produttivi all'estero (i francesi l'hanno fatto, noi no finanziamo ancora la FIAT che produce in Polonia).
- Imposizione fiscale. Bisognerebbe avere anche il coraggio di tassare il surplus di guadagno derivante dall'utilizzo di manodopera straniera a bawsso costo. Non è infatti accettabile produrre un bene in Cina e venderlo sul mercato Europeo/Mondiale a costo pieno/elevato.
- Stipendi più bassi ai manager. Diminuzione dello stipendio, per legge, ai manager di aziende con persone in Cassa Integrazione e comunque imporre una perequazione tra la paga di un operaio e la paga dirigenziale.

Purtroppo, mi rendo conto, che un Comune ha poche leve per agire su quanto proposto, però credo che la gente capisca e voglia sentirsi dire queste alcune (che sinistra siamo, altrimenti?).

Concludendo, credo, si renda necessario elevare la "virtù" di certe aziende al più alto livello, proprio mostrando e rendendo pubbliche le capacità più significative. Ritengo questo il più alto dono/potere politico, ovverosia quello di rendere pubblici, trasparenti e condivisi comportamenti di merito. In altre parole ritrovare nell'etica imprenditoriale un esempio ed un valore da portare forte in petto e da mostrare.

Purtroppo l'Italia di oggi è tutt'altro - anzi l'inverso, se possibile (verità vera anche per i politici).

In questo il PD può essere diverso, iniziando proprio dal livello locale, una campagna di affermazione dei valori imprenditoriali e SCEGLIERE (perchè il territorio è ben conosciuto) le aziende meritorie. In tal contesto la capacità d'indirizzamento e conoscenza delle provincie e della regione sono fondamentali.

Ecco la diversità: la capacità di scelta e distinzione nel quadro politico devastante di questa Italia del fare il minimo possibile per ottenere il massimo. Ecco la capacità di creare un circolo virtuoso per il quale si fa emergere e si aiuta l'imprenditore "sano" e "capace" rispetto al "furbetto" che non vuol stare alle regole calpestando ogni etica morale.

Arrivo a queste conclusioni anche fresco delle "ferite" della mia esperienza lavorativa.
Ho visto morire un'azienda florida, "potente" e ricca soprattutto di potenziale umano: la Cassa di Risparmio di Firenze.
Da dieci anni l'unico driver è stato la riduzione dei costi. Gli investimenti (unico indicatore di una realtà aziendale sana) erano ridotti al lumicino e possibilmente solo per far fronte ai prescrittivi. La politica assente, alla fine, ha consegnato la CRF agli egemoni Gobbi-Milanesi di IntesaSanPaolo, in nome dell'economia libera del "senza-le-regole" alla quale anche la sinistra - purtroppo - si è infatuata nell'ultimo decennio.

Tanti esempi come questi hanno rovinato l'economia italiana e mondiale. Aver preferito un guadagno finanziario ad un guadagno derivante dalla trasformazione di beni (che sia intelletto nel caso dei servizi o "fisico" nel caso delle materie prime) è e si è dimostrato quanto mai deleterio.

Mi scuso per la lunghezza dalla mail.
Ciao David
Inserito da enzo&david , giovedì 16 aprile 2009 alle 08:40 | Commenti (4)

Dopo Pasqua

Inserito da enzo , giovedì 16 aprile 2009 alle 08:39 | Commenti (6)

25 aprile


“Grandi voci lontane, grandi nomi lontani. Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione!! Dietro ogni articolo di questa Costituzione o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta
.”
(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano 26 gennaio 1955)

Festeggerò il 25 Aprile assieme ai cittadini e all'amministrazione comunale di Pian di Scò.
Spero di incontrarvi.
Ecco il programma:

1945 – 2009
64° Anniversario della Liberazione

ore. 7,30 - Loc. Gastra- Deposizione corona al cippo “giorgio cuccoli ”
ore 8,30 - Chiesa di S. Maria a Faella -  S. Messa - Deposizione delle corone alla lapide e al monumento ai caduti.
ore 9,45  - Circolo Arci – Matassino - Deposizione corona  alla lapide di “Bianca Pampaloni e Brunetto Bernardoni”
ore 10,45 - P.za del municipio - Pian di Sco’- S. Messa  -  Deposizione  corona  al  monumento dei  caduti.  
                     
Interventi:
Sindaco Nazareno Betti
Prof. Ivo Bigianti
Consigliere regionale Enzo Brogi
On. Rolando Nannicini

Inaugurazione della nuova sede della biblioteca comunale- P.le Giorgio Cuccoli
Volantino >>>

Inserito da enzo , giovedì 16 aprile 2009 alle 08:39 | Commenti (0)

Visita alla discarica di Terranova


Venerdì scorso ho visitato assieme all'assessore regionale all'ambiente Annarita Bramerini, il Sindaco Mauro Amerighi e l'assessoere provinciale Andrea Cutini, la discarica di Terranova. Una visita istituzionale che aveva l'obiettivo di incontrare i tecnici e conoscere da vicino il trattamento dei rifiuti praticato da questi impianti, vedere il luogo dove si produce il compost e la centrale per l'utlizzo delle biomasse e la produzione del biogas.

La discarica è gestita da Centro Servizi Ambiente Impianti, una società a prevalente capitale pubblico.
I conferimenti annuali si attestano intorno alle 250.000 t/anno ed è grazie a discariche come queste che la Toscana, pur essendo tra le regioni che producono più rifiuti, ancora riesce a non andare in emergenza e gestisce la questione dei rifiuti. In effetti la discarica smaltisce annualmente circa 70.000 tonnellate di rifiuti prodotti nell'area fiorentina. Senza dubbio un'importante risorsa per tutto il territorio. Certo, "un bell'esempio di solidarietà istituzionale", come ha detto l'assessore regionale. Ma penso che debba anche essere riconosciuta una maggiore ricaduta socioeconomica su chi ne "sopporta" il peso e la vicinanza.

Inserito da enzo , giovedì 16 aprile 2009 alle 00:24 | Commenti (1)

Nemmeno un euro per l´Abruzzo

Adriano Sofri, dalla prima pagina la Repubblica:

Succede che faccia il record di letture e commenti su Facebook un articolo che comincia così: "Io non darò neanche un centesimo di euro per le popolazioni terremotate". Il pieno di Facebook vuol dire alcune migliaia di lettori, poca cosa, direte. Tuttavia l´episodio merita attenzione. L´autore è un giovane giornalista di Marsala, Giacomo Di Girolamo. E´ tutt´altro che cinico. E´ perentorio. "Non dò un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare".
È scandalizzato dall´Italia dei pasticci e della beneficenza, "ferma ancora sull´orlo del pozzo di Alfredino". I soldi ci sono, dice: per coprire i pozzi, per gli aiuti ai terremotati, e anche per i tribunali che facciano giustizia. Sono i soldi di chi paga le tasse. "Io non lo dò, l´euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po´ dei loro risparmi. Poi ci fu l´Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento". Ma niente cambia mai, dice. A Marsala, dice, l´Istituto Tecnico è un albergo mutato da trent´anni in scuola, come la Casa dello Studente all´Aquila, e basta uno scirocco ("c´è una scala Mercalli per lo scirocco?") per far venire giù il controsoffitto - in amianto. Il terremoto, dice, è il gratta e vinci della politica. L´articolo, che leggerete per intero sul web, finisce così: "E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci... Io qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso. Come la natura quando muove la terra, d´altronde".
Non è vero che a morire siano sempre solo i poveracci, non è stato vero all´Aquila, ma lo scritto è bello, risoluto, retorico quanto basta - l´annuncio "Non dò un euro, non dò una lira" lo scandisce come un ritornello - ed esprime esemplarmente un´impressione dell´Italia che è di una minoranza non solo dissenziente, ma esasperata. Gli stessi gesti che, a stare ai sondaggi, conquistano il favore della maggioranza, ripugnano a questa minoranza: le lacrime del capo del governo, le gaffe vere e supposte, le dentiere donate, la passerella dei ministri, le trivialità dei cronisti, le vanterie dei telegiornalisti. Per non dire delle ininterrotte ultime novità di legge: le ronde, le denunce dei disgraziati al pronto soccorso, le norme antisismiche addomesticate, le new towns... Una pentola ribollente che vuole scoppiare. I commenti a Di Girolamo sono di due tenori opposti - anzi, due e mezzo. Gli uni di adesione entusiastica, del tipo: "Non avrei saputo dire meglio". Gli altri di dissenso drastico, del tipo: "Parole vanesie per nascondere una grettezza di cuore". E il mezzo? Sono i commenti, numerosi anch´essi, che approvano tono ed esempi, ma danno per scontato che quella del centesimo è una provocazione retorica, e che il proprio centesimo ciascuno fa bene a darlo. A questo mezzo - lasciando da parte i dettagli, in una questione così decisiva - appartengo grosso modo anch´io, e non conoscendo l´autore (che ha pubblicato, vedo, un libro di viaggio con un sacerdote missionario in Ecuador) e pur non volendo essere indiscreto, scommetterei un euro che il suo centesimo è pronto a darlo, e l´ha già dato. Penso che si sia affidato a quell´espediente retorico, e il risultato gli ha dato ragione. Però si è esposto a un paio di difficoltà. La prima, di offrire una spalla a chi è tanto risentito da mettere a tacere la voce della compassione. Non sarei contento se una mia frase a effetto facesse dire a qualcuno: "Mi hai convinto: non darò una lira...". La contrapposizione dei commenti mi ha ricordato il famoso precetto di Confucio: «Se uno ha fame, non dargli un pesce, insegnagli a pescare». Bella idea, per affrontare alle radici la fame di quel povero (una versione più pregnante dice: «Non dargli un pesce tutti i giorni...»). Ma se l´affamato ce l´hai lì davanti, e magari l´acqua è lontana, e invece di dargli il pesce che hai nel tuo cesto gli fai un bel discorso sul vantaggio di imparare a pescare, quello intanto muore di fame, oppure - ipotesi auspicabile - raccoglie le sue estreme forze e ti salta al collo e ti vuota il cesto.
L´altra difficoltà sta nel ritenere che compassione e solidarietà volontarie siano una complice supplenza alla pubblica inerzia o, peggio, corruzione. La legalità, e le tasse pagate per intero, non renderebbero affatto superflua la mobilitazione personale e volontaria, mai, e a maggior ragione in una disgrazia che tocca tanti. Nel nord Europa che sta agli antipodi dello stereotipo italiano deplorato da Di Girolamo, la solidarietà privata è esemplare, nei confronti del prossimo e del più distante. Sono tanti i giovani che trasformano i regali della festa in donazioni fatte a chi ne ha bisogno, e intestate al festeggiato. Farsi un regalo. Gli italiani che hanno mandato il loro obolo ai loro vicini d´Abruzzo si sono magari, anche, lavati a buon prezzo la coscienza: ma certamente, la gran maggioranza di loro, dunque indipendentemente dal sentimento politico, si sono fatti il regalo di aiutare i loro simili di cui era così facile vedere e immaginare il dolore. Proprio come i genitori di Giacomo Di Girolamo coi loro parchi e degni risparmi.

Ecco quanto tratto www.facebook.com:
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come …
… una bestemmia.
E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.
Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

 

Inserito da enzo , mercoledì 15 aprile 2009 alle 12:15 | Commenti (3)

Vicino a loro... e alla famiglia Vagni

Dopo il terremoto tutto può ricominciare.
Dopo il terremoto torniamo tutti uguali, come nei sogni.
Dopo il terremoto ci ricordiamo perché eravamo lì, in quella casa, con quelle persone, in quel momento.
Dopo il terremoto amiamo di più chi è rimasto.
Dopo il terremoto conosciamo meglio chi non c’è più.
Dopo il terremoto ci sentiamo piccoli.
Dopo il terremoto dimentichiamo che ore sono.
Dopo il terremoto scopriamo chi ci vuol bene veramente.
Dopo il terremoto apprezziamo il sapore dell’acqua.
Dopo il terremoto dormire è un privilegio.
Dopo il terremoto sognare è una conquista.
Dopo il terremoto il futuro non è più scontato.
Dopo il terremoto il presente è la cosa più preziosa che c’è.
Dopo il terremoto pretendi il meglio da ogni cosa.
Dopo il terremoto te ne freghi del come.
Dopo il terremoto conta solo il cosa.
Dopo il terremoto sai che può tornare.
Dopo il terremoto vuoi che ti trovi pronto.
Dopo il terremoto sai la differenza tra ridere e sorridere.
Dopo il terremoto sai la differenza tra piangere e frignare.
Dopo il terremoto non lo augureresti a nessuno.
Dopo il terremoto vorresti che tutti apprezzassero quello che hanno.
Dopo il terremoto pretendi rispetto per il tuo dolore.
Dopo il terremoto vuoi una rivincita dal tuo dolore.

Dopo il terremoto si può ricominciare.
Dopo il terremoto tutto deve ricominciare.

Dopo il terremoto tutto dev’essere migliore di com’era prima…
(alessandro ghebreigziabiher)

Inserito da enzo , domenica 12 aprile 2009 alle 07:49 | Commenti (7)

Il disamore per la conoscenza


Francesca Archibugi  nel 2000 aveva già raccontato in un suo film un altro terremoto, quello dell'Umbria. Vi propongo la sua riflessione di oggi...

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Gli "scartati"

Scongiurare la chiusura dell'azienda casentinese SCA di Pratovecchio
... anche la musica accorre in soccorso.
Lo farà con un grande concerto in programma per 
Sabato 11 Aprile,  dalle 15.30 alle 20.00, a Pratovecchio (Arezzo), nel cuore del Casentino.
Il luogo scelto per questa vera e propria festa della musica è il piazzale adiacente alla sede dell’azienda, posto lungo la strada provinciale 310. L’iniziativa nasce da un’idea di Pau, il leader dei Negrita - con il sostegno dell’associazione Massimo Comune Denominatore (MCD) - e può essere definita ancora “work in progress”.
L’obiettivo è, da un lato, quello di accendere i fari su una vicenda che rischia di mettere in crisi l’economia della vallata casentinese, visto che la Sca garantisce il lavoro a quasi 300 persone tra dipendenti e indotto; dall’altro quello di offrire un sostegno concreto alle famiglie dei lavoratori, attraverso la sottoscrizione, che è stata già aperta e che potrà contare sulla generosità degli spettatori del concerto. Per chi volesse già contribuire i versamenti possono essere fatti sul conto corrente 95655882, intestato a Francesco Ceccarelli, presso gli uffici postali; oppure utilizzando il codice iban IT33V0760114100000095655882, per i versamenti bancari.
Us/ 4.4.2009

Vi invito a segnalare su tutti i vostri spazi web questa iniziativa e a pubblicare il banner del sito informativo che potrete scaricare cliccando sotto...

a scartati.com

Inserito da enzo , giovedì 9 aprile 2009 alle 08:31 | Commenti (2)

Donna Ginevra



Non perdetevi davvero questa occasione: domenica 26 aprile andate a sentire il concerto di Ginevra di Marco a Firenze, teatro della Pergola.
"Donna Ginevra" è il suo nuovo lavoro (Materiali Sonori, distribuzione Edel), che segue il fortunato "Stazioni Lunari prende terra a Puerto Libre".
Donna Ginevra e i suoi approdano in luoghi già in parte conosciuti come Bretagna e Macedonia per andare a ritrovare antichi canti d'amore e "da matrimonio'" ("Au bord de la fontaine" del 1842 e "Usti usti baba", canto rom) e proseguono in Albania per scoprire una lingua difficile ma dalla musicalità incantevole in un antico canto storico ("Ali Pasha").
Poi, attraversando l'Italia, ritrovano la loro Toscana con "La Malcontenta", ninnananna dal sapore amaro raccolta da Caterina Bueno nelle terre di Siena e "In Maremma" spaccato della Toscana contadina del Novecento che "emigrava" per faticare nei campi; ancora ritorna la Campania nella sua espressione più antica con un canto cilentano del XVI secolo ("Le Figliole") affettuosamente rielaborato in dialetto fiorentino, con la macchietta napoletana del dopoguerra "M'aggia curà" e ancora "Il crack delle banche", brano di fine ottocento sullo scandalo della Banca di Roma.

Anche in questo disco ritroviamo una Ginevra che ama rendere omaggio a quella musica "d'autore" che più o meno consapevolmente è caratterizzata da una forte matrice popolare: "Io sì" di Luigi Tenco che ha una progressione armonica e un modo musicale che tanto la fa assomigliare a un sirtaki greco e "Terra mia", omaggio al Pino Daniele che cantava il suo profondo legame con la tradizione napoletana e il senso di libertà che ne scaturiva, fino ad arrivare a Cuba con "La Maza", canzone scritta da Silvio Rodriguez il cui testo è una meravigliosa riflessione sul senso della vita.
Ripeto, andate! E poi... fatemi sapere!


Inserito da enzo , giovedì 9 aprile 2009 alle 08:26 | Commenti (4)

Sca di Pratovecchio: no alla chiusura


il contributo di Sergio Staino

Se non fosse una storia drammatica, sembrerebbe di assistere ad una puntata di "Scherzi a parte"... Questo è stato l'inizio del mio intervento con cui ho illustrato ieri mattina, in aula del Consiglio, la mozione che abbiamo presentato per scongiurare la chiusura della cartiera Sca di Pratovecchio.
L’azienda non mostra segni di crisi produttiva, ha un portafoglio di ordini consolidato, capacità di soddisfarli, prodotti di alto livello qualitativo, ottimi impianti produttivi...Vale davvero la pena chiudere una realtà produttiva con queste caratteristiche?
Il Consiglio ha approvato la nostra mozione all'unanimità (sotto potete scaricare il testo). La Giunta regionale sarà impegnata ad attivarsi con la Task Force creata per far fronte alla crisi economica, a fianco delle istituzioni e dei sindacati, per aprire un confronto con la direzione della Sca di Pratovecchio, in provincia di Arezzo e mantenere l’attività produttiva della multinazionale. 
I lavoratori stanno presidiando da giorni i cancelli dalla fabbrica, lottano per revocare la procedura di licenziamento collettivo. E noi dovremo sostenere la loro battaglia.

Il testo della mozione >>>

Inserito da enzo , giovedì 9 aprile 2009 alle 08:25 | Commenti (1)

Via al Regolamento del Codice di Commercio
Da ora in poi le medie e le grandi strutture di vendita poste ad una distanza inferiore a 120 metri saranno considerate una unica struttura commerciale, che dovrà essere autorizzata secondo le procedure, la programmazione, gli standard ed i limiti dimensionali previsti per le grandi strutture di vendita. Questa è la novità più rilevante del Regolamento di attuazione del "Codice del Commercio" approvato qualche giorno fa dalla Giunta Regionale. L'idea delle "strutture di vendita in forma aggregata" come spiega l'assessore competente, Paolo Cocchi, è quella di contrastare il fenomeno, assai diffuso negli ultimi anni, della realizzazione di esercizi di medie dimensioni a distanza ravvicinata tra loro, tale da produrre un impatto urbanistico, commerciale e sulla viabilità simile a quello delle grandi strutture. 
A tale proposito, il regolamento conferma quanto previsto nella precedente disciplina, fissando il limite dimensionale massimo delle grandi strutture di vendita a 15mila metri quadrati, siano esse realizzate come unico esercizio che in forma di centro commerciale. Solo fino al 31 dicembre prossimo una norma transitoria estende lei dimensioni a 20mila mq per alcuni casi ben definiti: cioè nel caso si tratti di ampliamento delle strutture già autorizzate e classificate come poli di attrazione di interesse interregionale, e quando la superficie da realizzare, almeno per il 50%, derivi dal trasferimento di sede di altre grandi strutture già  autorizzate e insediate nello stesso bacino omogeneo di utenza. Sono invece previste procedure semplificate in caso di riqualificazione (ampliamenti per accorpamento di esercizi più piccoli e trasferimenti) di esercizi già esistenti.
Inserito da enzo , giovedì 9 aprile 2009 alle 08:25 | Commenti (3)

Piano casa pronto in Toscana

Entro pochi mesi ripartirà l'edilizia in Toscana, ma non solo per le villette.
Le piccole e medie imprese potranno riavere appalti e commesse garantendo però il rispetto delle regole contro il lavoro nero, mettendo in atto l'edilizia sostenibile e antisismica, non derogando ai principi di pianificazione urbanistica regionale e locale. Ad esempio saranno consentiti interventi solo su edifici regolarmente accatastati e non saranno invece possibile cambiamenti di destinazione d’uso nelle aree rurali. Il provvedimento del governo Berlusconi avrà un'attuazione rapida, attraverso una legge regionale che anticipa i 90 giorni di tempo previsti dall’accordo Governo-Regioni sul Piano Casa.
La proposta di legge regionale avrà tre obiettivi:
1)
regolamentare gli interventi di ampliamento, evitando allargamenti selvaggi;
2) disciplinare gli interventi straordinari di demolizione e ricostruzione;
3)  introdurre forme di semplificazione per l’attuazione degli interventi edilizi
L'idea della Giunta regionale, presentata ieri dall'assessore Conti è quella di avviare subito dopo Pasqua un confronto con i Comuni sottponendogli un vero e proprio "patto" e di impegnarsi successivamente, a portare la legge in Consiglio, per l'approvazione, entro maggio.
E' inoltre allo studio un programma di investimenti sull’edilizia sociale, che intervenga su edilizia economica e popolare e abitazioni in affitto.
Qua potete scaricare il testo dell'informativa illustrata ieri dall'assessore:
Informativa piano casa >>>

Inserito da enzo , giovedì 9 aprile 2009 alle 08:25 | Commenti (1)

Dpef 2010, crisi e sviluppo

Le linee guida per sostenere lo sviluppo e affrontare la crisi.
Vi allego il testo della relazione preliminare del Dpef 2010, l'ultimo documento di programmazione economica e finanziaria triennale di questa legislatura e il primo della prossima.
Un sentiero tracciato per fronteggiare la crisi economica puntando anche su un modello di sviluppo moderno ed ecosostenibile che mette però al primo posto il principio di maggiore coesione sociale. 
Da febbraio le imprese toscane possono contare su un fondo di 48 milioni capace di garantire prestiti dalla banche per quasi 500 milioni su cui possono contare le imprese toscane che hanno bisogno di investire e di liquidità. Per monitaorare la crisi è' stata istituita una task-force ed è ormai in dirittura d'arrivo il regolamento che consentirà ai disoccupati che non beneficiano di ammortizzatori sociali, compresi precari e contratti a progetto, di disporre di un assegno una tantum da 1650 euro ed altri 1650 destinati a chi, disoccupato, abbia sottoscritto un mutuo per la prima casa: misure per cui all'inizio dell'anno erano stati stanziati 5 milioni di euro. La Regione sta pensando anche di esentare i lavoratori rimasti senza impiego o in cassa integrazione dai ticket sanitari e di finanziare un fondo per sostenere i lavoratori che decidono, in accordo con aziende e sindacati, di fare ricorso a contratti di solidarietà diminuendo l'orario di lavoro per evitare licenziamenti e messa in mobilità. Massimo sarà l'impegno per accelerare la spesa di investimento. Certo, i limiti imposti dal governo con il patto di stabilità che prevede una riduzione della spesa dello 0,6 per cento rispetto al 2008 rendono tutto più difficile. La Toscana è pronta a mettere in moto 3,5 miliardi di investimenti pubblici complessivi e lo farà garantendo una corsia preferenziale ai progetti già cantierabili, rimodulando le risorse in modo da dare effettiva priorità di attuazione nel 2009 e nel 2010 a quelle impegnabili, spostando al 2011 e 2012 quelle per le quali non vi sono ancora le condizioni per un loro utilizzo. Per l'assistenza agli anziani non autosufficienti saranno stanziati 80 milioni l'anno.
Queste sono i punti fondamentali del documento che potete scaricare integralmete dal link e poi, se volete, possiamo naturalmente commentarlo insieme.

DPEF 2010. Documento preliminare >>>

Inserito da enzo , giovedì 9 aprile 2009 alle 08:24 | Commenti (2)

Sulla questione mattatoio

La Corte dei Conti di Firenze con sentenza n.327 del 28.4.2009 ha condannato per danno erariale gli amministratori  dell’ ex mattatoio intercomunale Valdarno, singolarmente per grado di responsabilità, ed ha condannato collettivamente, con quote comuni ,  i 15 sindaci fra ex e in carica dei Comuni valdarnesi, più quello di Cortona. La Corte ha sostanzialmente imputato ai sindaci il  mancato controllo sulla gestione del mattatoio intercomunale del Valdarno.
 
La sentenza è giudicata ingiusta dai sindaci, che si ritengono vittime,  perché non riconosce le vere responsabilità del fallimento del mattatoio, tanto che questi ultimi hanno dato mandato al loro legale di fare ricorso in appello, ricorso che sospende la sentenza della Corte dei Conti fiorentina.
 
Va detto che la buona fede dei sindaci era stata già accertata a fine 2006 nel corso delle indagini preliminari quando il giudice, il Pubblico Ministero, dopo approfondite indagini condotte dalla guardia di finanza( controllo dei documenti, interrogatorio dei testimoni,ecc...) aveva estromesso i sindaci dal giudizio;  infatti nell’atto della Corte dei Conti di Firenze del 22.12.2006 si legge: “Il prosieguo delle indagini e gli accertamenti esperiti, hanno evidenziato che questi ultimi (i sindaci) non erano correttamente informati sul reale andamento della società, né avevano avuto, altrimenti certezza, del grave stato di gestione della società...Pertanto i sindaci dei comuni soci sono stati successivamente estromessi dalle indagini  per insussistenza del requisito soggettivo necessario ad azionare la pretesa erariale”.
 
Il coinvolgimento nel processo dei sindaci è avvenuto perché su citazione degli avvocati del Presidente del Mattatoio, di quelli del Consiglio di Amministrazione  e dei  revisori dei conti , il collegio giudicante , nonostante il parere contrario del P.M.,  ha ammesso invece a giudizio i sindaci che, con la sentenza di cui sopra, sono stati inaspettatamente condannati a risarcire un danno collettivo erariale  di 95.000 euro.
 
Questo per dire che la Corte dei Conti, prima di questa sentenza, nel corso delle indagini preliminari aveva deciso diversamente,  per la estromissione dei sindaci dal processo,  e proprio  questo gli interessati  faranno valere all’appello, sentendosi vittime di una situazione che veniva loro nascosta.
 
Riguardo ai controlli sulla gestione, di cui alla sentenza di condanna sopra citata, i sindaci ricordano che tutta la legislazione degli enti locali dalla L.142 /1990, ai Decreti Bassanini, fino al Testo Unico 267/2000, esclude i sindaci dalla gestione che spetta invece ai dirigenti. Ai sindaci spetta il potere di indirizzo e di controllo, controllo che era  impedito dalle notizie artefatte che venivano loro riferite nelle assemblee dell’ente.

Inserito da enzo , mercoledì 8 aprile 2009 alle 12:29 | Commenti (1)

Italians
Ieri , se c’era ancora bisogno, ne abbiamo avuto ancora prove, nelle tragedie affiora tutta la grandezza del nostro Paese. Mi rattrista constatare che per vederci all’opera dobbiamo subire eventi estremi. E’ una peculiarità bastarda e tenera del nostro essere italiani
Inserito da enzo , martedì 7 aprile 2009 alle 09:31 | Commenti (0)

e la terra trema ancora
E' terribile ciò che è accaduto stanotte in Abruzzo. E pensare che segnali e segnalazioni erano pervenuti a Governo e Protezione Civile. Eppure si sa che noi apparteniamo a quella parte di mondo dove la terra trema più soventemente...
Palazzi sventrati, uomini sepolti dalle macerie, decine e decine di morti fra cui alcuni bambini. E' un giorno molto triste.
Inserito da enzo , lunedì 6 aprile 2009 alle 08:49 | Commenti (4)

Venturino Venturi... e non solo



Sabato 4 aprile 2009

IL RESTAURO DEL MURALE DI VENTURINO A CASTELNUOVO DEI SABBIONI
Cavriglia (Castelnuovo dei Sabbioni) Sala Conferenze ‘Silvano Poggi’ 
9,30 - Saluto del Sindaco di Cavriglia Ivano Ferri
9.45 - Enzo Brogi - Consigliere Regione Toscana
presenta:
‘Il murale di Venturino Venturi’
cortometraggio di Marco Mugnaini, Mario Rossetti, Armando Mini

programma
>>>

--------
Alle ore 11,00 nel piccolo capannone industriale nel comune di Loro Ciuffenna, adibito a Gurdwara, incontrerò la comunità indiana valdarnese, una particolare realtà del nostro territorio.
Sarà un'occasione per per conoscere alcuni di loro, per ascoltarli, per condividere insieme un po' del nostro tempo.
Ne sono molto contento. Forse al ritorno vi racconterò qualcosa...

Inserito da enzo , sabato 4 aprile 2009 alle 00:53 | Commenti (2)

Crisi economica... ne parliamo in Valdarno

Venerdì 3 aprile 2009 ore 15:30
Ex Filanda della Ginestra
Montevarchi


Apertura Convegno

Giorgio Valentini, Sindaco di Montevarchi

Brunetto Pelagani, Presidente Fondazione Valdarno

 

Relazioni introduttive:

Prof. Aldo De Cecco

Prof. Alberto Baccini

 

Interventi:
On. Rolando Nannicini, Commissione bilancio - PD

Enzo Brogi, consigliere regionale - PD
Pieraldo Ciucchi, consigliere regionale - PS
Maurizio D’Ettore, coord. prov.le PDL 

 

Conclusioni:
Vincenzo Ceccarelli, Presidente Provincia di Arezzo


invito >>>
Inserito da enzo , giovedì 2 aprile 2009 alle 22:49 | Commenti (6)

C'è un invito...


giovedì 2 aprile ore 17,00
Sala Gonfalone
Consiglio Regionale della Toscana
Firenze, Via Cavour 4
.))) presentazione del libro
Il Paese inCANTATO
Poesie di Marco Brogi
Illustrazioni
di Max Cavezzali

Intervengono:
Rosanna Pugnalini
consigliere regionale
Fulvio Paloscia giornalista de la Repubblica
Michele Manzotti giornalista de La Nazione
Enzo Brogi
consigliere regionale

sarà presente l'autore
.))) recital di poesia  di Marco Brogi

Con:
Pino Polistema
chitarra e suoni
Max Cavezzali
alla matita
Nicola Costanti
cantautore,
due volte premio Tenco
Andrea Muzzi
attore

Si tratta di uno spettacolo tratto dal libro di Marco Brogi: una galleria di ritratti in versi e a matita di cantanti italiani italiani e stranieri (De Andrè, Battiato, Jovanotti, Gianna Nannini, Patti Pravo, Guccini, Rino Gaetano, Vasco Rossi, Bob Dylan, John Lennon ecc). La presentazione del volume (edito da Zona) diventa un recital in cui interagiscono musica, parola, disegno...per l'occasione gli ironici ritratti dei cantanti saranno eseguiti da Max Cavezzali sul momento!

La PAROLA incontra la MUSICA, il DISEGNO, il TEATRO


Inserito da enzo , giovedì 2 aprile 2009 alle 08:39 | Commenti (1)

Anche Ivo regalerà una rosa... a Bucine


Trenta anni dalla legge Basaglia.
Ne parleremo stasera a Bucine, ma lo faremo proiettando "Ivo il tardivo", il bellissimo film di Alessandro Benvenuti. Siete invitati.

MERCOLED 1 APRILE ore 21,00
TEATRO COMUNALE, CAVRIGLIA
Ivo il tardivo, proiezione del film di Alessandro Benvenuti
Intervengono:
IVANO FERRI, Sindaco Comune di Cavriglia
ENZO BROGI, Consigliere Regionale
ALESSANDRO BENVENUTI, regista
invito >>>
Inserito da enzo , mercoledì 1 aprile 2009 alle 08:52 | Commenti (83)

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