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Ottantamusica....


Eccome se ci saremo … ancora più numerosi, ancora più emozionati ma, soprattutto, sempre con il grande affetto che ci lega alla nostra piazza di Cavriglia, la prima d’Italia dedicata ad Enrico Berlinguer.
Dopo le passate edizioni con i Beatles, la canzone di protesta, Lucio Battisti, Gianni Morandi e Adriano Celentano, domani sera, alla Festa del Perdono ci dedicheremo agli Anni Ottanta.
Per i giovani  in quegli anni il Picci era il Partito Comunista, non il computer, e gli Esseemmesse erano i circoli Arci e le Case del Popolo, altro che messaggini!
Nessuno aveva internet e non c’era google, le ricerche si dovevano fare in biblioteca. e si telefonava con i gettoni.
Eppure tante invenzioni che ci sembravano rivoluzionarie, come ad esempio l’arrivo dei cd… Alzi la mano chi non si sentì sollevato dal non dover più riavvolgere le cassette di musica con la penna!
Ripercorrere quegli anni con le canzoni sarà un modo per raccontarne le storie, le emozioni, gli ideali e magari farli scoprire, con meraviglia, a coloro che non li hanno vissuti.
Lo faremo con tanti cantanti e musicisti professionisti, ma anche con chi di solito fa tutt’altro mestiere, come il sindaco di Bucine Sauro Testi o l’imprenditore Roberto Vasarri.
Una serata da non perdere, anche perché tra il divertimento e la spensieratezza c’è di mezzo, come sempre, la solidarietà.
Penso proprio che dovreste partecipare….

Inserito da enzo... , lunedì 2 agosto 2010 alle 10:21 - Commenti (1)

Approvato DPEF 2011...


In Consiglio Regionale abbiamo approvato nell’ultima seduta il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria della Toscana, ossia le linee di governo regionale per i prossimi anni.
Un Dpef che si muove faticosamente a seguito dei devastanti  tagli della manovra del governo che mettono fortemente a rischio il sistema di importanti servizi, quali quelli di servizi di trasporto pubblico locale ma anche le risorse destinate allo sviluppo economico. Sarà pertanto necessario un aggiornamento delle nostre previsioni non appena potremmo disporre di un esatta stima dell’impatto della manovra.
Il Dpef della Toscana, con grande responsabilità si concentra in ogni caso sull’emergenza crisi proponendosi di aiutare il sistema produttivo ad essere più competitivo ed efficiente favorendo innovazione e stanziando fondi per le imprese che investono.
Ecco perché nella risoluzione approvata in aula (di cui vi allego il testo) è contenuto l’impegno a proseguire nel sostegno alle imprese attraverso sull'utilizzo degli ammortizzatori sociali per la salvaguardia dei posti di lavoro e a mettere in campo politiche utili ad attrarre nuovi investimenti, sostenere e semplificare progetti di insediamenti imprenditoriali.
L’impegno passerà anche da una riduzione  una riduzione strutturale del 5% dei costi di funzionamento della macchina regionale e degli enti e agenzie dipendenti, anticipando il risparmio dell’1% su base annua previsto dal programma di governo.
scarica la risoluzione >>>
scarica il testo del DPEF >>>

Inserito da enzo , lunedì 2 agosto 2010 alle 10:21 - Commenti (3)

Questo è un problema serio

Vi propongo la lettura dell'articolo di Francesco Petrelli, uscito oggi su l'Unità

Cooperazione umiliata dalla manovra.
di Francesco Petrelli, Presidente associazione ONG italiane

Gli effetti dell’ultimamanovra sembrano assestare un colpo letale alla cooperazione internazionale italiana, con un taglio del 30%. Già fortemente ridimensionata dal documento di Programmazione economica e finanziaria del 2008, il primo dell’ attuale governo, oggi l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo del nostro paese è precipitato allo 0,16% in rapporto al PIL, un terzo di quello dei principali paesi europei, Gran Bretagna, Francia, Spagna. Lo stanziamento 2011 sarà inferiore del 75% a quello del 2008 del precedente governo.
Siamo lontanissimi dagli obiettivi stabiliti in tutti i summit internazionali dello 0,70 di Aiuto Pubblico in rapporto al PIL, per realizzare entro il 2015 gli Obiettivi del Millennio e dimezzare la povertà a livello mondiale. In questo quadro negativo viene particolarmente colpita la parte della cooperazione più solidaristica, quella realizzata cioè dalle ONG, dalla società civile in concorso positivo con tante Autorità Locali che in questi anni si è sempre dimostrata efficace e ha ben rappresentato il nostro Paese in tanti,paesi e realtà difficili.Aciò si aggiunge, unprogressivo ridimensionamento della struttura tecnica del Ministero degli Esteri per la cooperazione. La DGCS (Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo) ha oggi circa un terzo dei 120 esperti previsti dalla pianta organica originaria. E’ un processo che assume i caratteri della dismissione delle competenze interne esistenti.
Cosa fare quindi per evitare la cancellazione della cooperazione italiana del suo ruolo, della sua funzione politica oltre che tecnica operativa ?Avanziamo alcune proposte presentate unitariamente da tutte le ONG italiane.
- Approvare un piano legalmente vincolante di “riallineamento quantitativo” dell’Aiuto pubblico italiano per il raggiungimento dell’obiettivo dello 0,7% del PIL entro il 2015.
- Reistituire una figura di responsabilità politica diretta, un Vice Ministro o un Sottosegretario con mdelega unica alla cooperazione.
- Preparare, attraverso un’ampia consultazione, un documento strategico di prospettive della cooperazione allo sviluppo italiana, approvato dal Consiglio dei Ministri, che ponga al centro. la coerenza delle politiche di relazione esterne dell’Italia e il perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
- Approvare una strategia d’informazione, educazione e mobilitazione rivolta al pubblico.
Non si considera, nei fatti, la cooperazione una parte essenziale della politica internazionale dell’Italia e anche un mezzo per affermare assieme a valori fondamentali il ruolo del nostro Paese nel mondo.

Inserito da enzo , giovedì 29 luglio 2010 alle 09:53 - Commenti (2)

E’ finito Berlusconi?

Mi piace suggerirvi la lettura, se non l'avete ancora fatta, di questa interessante riflessione d Alexander Stille

E’ finito Berlusconi? E’ una domanda che si comincia a fare (di nuovo). Bisogna stare attenti: la morte politica di Berlusconi e’ stata annunciata piu’ volte negli ultimi sedici anni e si e’ risultata prematura. Mi ricordo nel 1996, alcuni esponenti mi dissero che Berlusconi era finito e che quindi non era necessaria una legge sul conflitto di interessi – un problema astratto che non interessava gli italiani. Ero convinto allora che Berlusconi era tutt’altro che morto. In parte perche una parte importante del potere di Berlusconi e’ strutturale: un uomo con le tre televisioni private piu’ grandi a sua disposizione e tutte le risorse economiche ed una determinazione a condizionare la vita politica del paese e’ comunque una grande forza con cui si dovra’ fare i conti. Questa condizione strutturale rimane piu’ o meno immutata.

Ma si potrebbe forse dire che e’, in qualche modo, finito il berlusconismo, o almeno un certo tipo di berlusconismo, cioe’ il berlusconismo come modello ideale capace di fare sognare la gente. Quando Berlusconi ha cominciato c’era nel suo elettorato un vero entusiasmo tra i suoi elettori, un convincimento (contro tutta l’evidenza  dei fatti, a mio avviso, ma non per questo meno genuino) che Berlusconi era l’uomo dei miracoli, capace di fare dell’Italia quello che ha fatto alla sua azienda e di fare degli italiani quello che ha fatto agli azionisti della Mediaset. C’era anche il convincimento che la ricchezza personale di Berlusconi fosse un fatto positivo: troppo ricco per farsi corrompere, piu’ pratico, piu’ in  gamba e piu’ a contatto con i bisogni della gente dei politici tradizionali. Credo che questo mito sia tramontato. Ormai gli scandali degli ultimi due anni hanno reso fin troppo evidente che Berlusconi s’interessa quasi esclusivemente degli interessi suoi a scapito del bene pubblico; che s’interessa poco dei problemi del paese; e che Berlusconi invece di porre fine alla corruzione e il clientelismo che hanno caratterizzato la Prima Repubblica li ha continuati e forse peggiorati.  Tutto cio’, non significa che questi elettori non voteranno piu’ per il centro-destra o per Berlusconi, ma lo faranno senza grandi illusioni e con stanchezza, per ragioni di tornaconto personale (almeno Berlusconi non mi manda la Guardia di Finanza) o per disaffezione verso la sinistra.

Anzi, negli scandali della Protezione Civile e della cosidetta P3, il Berlusconismo ha rivelato la sua vera natura: l’insofferenza verso le regole (i lacci e lacciuoli); il concentramento di potere decisionale nelle mani di poche persone (senza controlli istituzionali) portano inevitabilmente all’abuso di potere, alle cricche e ai comitati di affari. Lo spirito del Berlusconismo – l’esaltazione del successo personale sganciata da qualsiasi scala di valori e ideali – si e’ rivelato completamente vuoto. I partiti della prima Repubblica – dalla DC al PCI – avevano mille difetti ma avevano anche degli ideali, una visione di una societa’ migliore. Quello che vediamo nelle intercettazioni telefoniche tra i vari Cosentino e Dell’Utri e soci e’ il potere fine a se stesso o al massimo come strumento di arricchimento personale e della cricca. Punto e basta.

Ma siccome il potere di Berlusconi e’ anche strutturale: deriva in parte del suo potere mediatico e il sistema clientelare che ha nutrito ha radici profonde nel paese, non e’ finito come protagonista della scena politica. Puo anche darsi che Berlusconi decida ad un certo punto di farsi da parte (per il momento). Non sarebbe poi un’idea cosi’ sciocca: sa che i problemi economici dell’Italia sono tutt’altro che risolti e che il suo governo rischia di presiedere su un altro cinquennio di stagnazione economica. Il vero segreto nero del Berlusconismo – di cui ha veramente vergogna – e’ una quasa total incapacita’ in campo economico – che doveva essere il suo punto forte. Il governo Berlusconi dal 2001 al 2006 ha segnato quasi un record negativo per l’Italia in tempi di pace: cinque anni di seguito di quasi crescita zero, l’ultimo in Europa. Due governi di cinque anni con lo stesso record costituirebbe il giudizio definitivo della storia: fallimento totale. Forse Berlusconi preferirebbe passare la responsabilita’ a qualcun altro per poi passare all’attacco sui problemi dell’economia (se ci fossi io al governo!). Ma metterebbe a rischio la sua legge sulle intercettazioni telefoniche e i suoi processi.

Inserito da Alexander Stille , lunedì 26 luglio 2010 alle 22:14 - Commenti (3)

Litfiba... stasera il concerto

NELLE FOTO ufficiali si danno le spalle, come se evitassero ancora di guardarsi in faccia. Ma invece in faccia si guardano, eccome, nei concerti. Ghigo Renzulli e Piero Pelù Si guardano e guardano il pubblico, che irrompe in massa alla «reunion» più eclatante degli ultimi anni. L’altra sera a Roma per i Litfiba c’erano diecimila persone. «Nessuno si aspettava un ritorno di fiamma così»: a dirlo è uno che se ne intende, Bruno Casini. Manager della coppia dal 1980 al 1986, a Firenze, nonché autore del libro sulla loro storia.
«In viaggio con i Litfiba», che sarà presentato oggi alle 17.30 nell’angolo letterario del Play. «Perché tanto successo? Il mercato italiano non ha proposte rock forti, loro avevano lasciato un vuoto che sono stati bravi a riempire». Ha risposte su tutto,meno il punto più scottante: perché diavolo si fossero divisi. «Non l’ho mai capito, stare insieme evidentemente logora anche le band». Non ha dubbi invece sul consiglio per gli aretini.
«LO FIRMO se vuole: è un concerto-evento, straordinario, raccoglie un pubblico dai 15 ai 55 anni». I suoi tre pezzi ideali? «Pioggia di luce, Louisiana e Jassassin, vecchio pezzo degli anni’80». Oggi apertura con Proibito e chiusura con El Diablo e Spirito. Casini intanto si coccola il libro, strategico nell’uscita: a 30 anni dalla nascita della banda, a 20 dalla morte del batterista Ringo Di Palma e a 10 dalla separazione. E soprattutto nel pieno della festa per l’amore ritrovato. E che ricollega anche una trama di fili tutti aretini. Il video che la band aveva girato nelle miniere di Cavriglia per il lancio di Bomba Booomerang. Scarpe grosse e cervello fino, con i tacchi affondati nella lignite.
E poi la Tnt, la squadra di calcio per beneficenza, messa su nel Capodanno 2000 da Pelù con Enzo Brogi. In campo con attori, cantanti, comici e quant’altro. O quella notte in cui trasformarono il teatro di Cavriglia in uno studio di registrazione. Un concerto per 30 persone. Qualche migliaio meno di quelli attesi per stasera: dalle 21 in poi, sotto gli alberi del Prato.
(La Nazione, 24 maggio 2010)

Inserito da enzo , sabato 24 luglio 2010 alle 09:30 - Commenti (1)

Ecco le nostre priorità

Incontro giunta regionale e istituzioni locali aretine

I consiglieri regionali di maggioranza, Enzo Brogi (Pd),Vincenzo Ceccarelli (Pd) e Marco Manneschi (IdV), presentano un loro contributo di idee e proposte

Interventi per le famiglie, il lavoro e i giovani. Infrastrutture, banda larga, sostegno all’impresa locale, un tavolo permanente per il settore orafo, innovazione, marketing territoriale, formazione d’eccellenza. E ancora: buona gestione del ciclo dei rifiuti, ammodernamento della rete irrigua, politiche per la montagna.
Sono questi i capitoli principali di un documento messo a punto dai consiglieri regionali di maggioranza in vista dell’incontro tra la giunta toscana e le istituzioni locali della provincia di Arezzo, che si terrà giovedì prossimo.

Enzo Brogi (Pd),Vincenzo Ceccarelli (Pd) e Marco Manneschi (IdV) intendono dare “un contributo di idee e proposte” in un “momento importate” che corrisponde all’inizio legislatura.

“Dobbiamo individuare – scrivono Brogi, Ceccarelli e Manneschi - i percorsi più opportuni e celeri per raggiungere gli obiettivi delineati, nonostante la situazione finanziaria delle Istituzioni locali sia chiara a tutti”. C’è infatti la consapevolezza che i tagli per Regioni ed enti locali, previsti dalla manovra finanziaria del governo, renderanno tutto più difficile. Ma, da parte della Regione Toscana, c’è la determinazione di chi “nonostante i tagli, non vuole rinunciare ad adempiere agli obiettivi e agli impegni delineati nel Programma di Governo, che comunque dovrà inevitabilmente fare i conti con l’impatto della manovra”.

Quindi, i tre consiglieri, indicano alcune priorità – “vecchie e nuove” – da affrontare nel territorio provinciale.

Priorità che, come detto, spaziano dalla realizzazione di importanti infrastrutture al sostengo all’economia e al sistema delle imprese aretine, dalla coesione sociale alle politiche ambientali.

Tra i punti più significativi del documento elaborato da Brogi, Ceccarelli e Manneshi, c’è la proposta di attivare “un tavolo per il settore orafo, con le istituzioni locali, le forze produttive e sociali, al fine di concertare con esse una serie di azioni e strumenti che consentano di affrontare al meglio la crisi del settore che dura ormai da diversi anni”. Come pure l’idea di far leva sul marketing territoriale, con un vero e proprio piano per la provincia di Arezzo, per attrarre nuovi investimenti sul territorio.

Un’altro settore giudicato fondamentale è quello degli investimenti sulla formazione e sul sapere. In particolare, “oltre ad implementare ciò che riguarda la formazione diretta al tessuto imprenditoriale del territorio, la nostra provincia, per le positive esperienze già presenti, può candidarsi ad essere un punto di riferimento per la formazione rispetto alle attività di Protezione Civile”. Come pure “Arezzo può sicuramente ospitare un centro di rilevanza nazionale per la formazione e la ricerca mirate alla sicurezza ed alla diffusione delle buone pratiche rispetto al rischio clinico”, visto che già vi si svolge annualmente un importante convegno”.

Infine, secondo i tre consiglieri, “le Istituzioni debbono mantenere e, se possibile, rafforzare un intervento straordinario per la coesione sociale – anche attraverso un rinnovato patto con tutte le istituzioni economiche, a partire dal sistema creditizio – implementando le azioni e i presidi sociali su: sostegno a chi perde il lavoro o non riesce a ritrovarlo; il reperimento di una abitazione dignitosa a chi non ha i mezzi per sostenere un canone di mercato; il sostegno alle fasce deboli (anziani monoreddito, giovani precari, madri sole ecc.)”.

Su tutto ciò, Brogi, Ceccarelli e Manneschi, promettono impegno e nuove occasioni di confronto.
leggi il documento integrale >>>

Inserito da enzo , giovedì 22 luglio 2010 alle 08:20 - Commenti (2)

Strage, dopo strage

Sono trascorsi 18 anni dalla morte di Paolo Borsellino ed ancora le indagini non hanno offerto soluzioni. Il Capo dello Stato lancia un nuovo appello a fare piena luce. Ma che Paese è mai questo ove ombre e dubbi, fanno contorno alla opacità dello Stato, ove strage, dopo strage si contano e si piangono innocenti e non si scoprono i colpevoli e soprattutto i mandanti. Una drammatica striscia di sangue che parte da Piazza Fontana, per passare a Piazza della Loggia, Stazione di Bologna, Ustica, Georgofili, Moby Prince...stato, poteri occulti, logge….passano Governi e decenni e l’oblio annebbia la memoria.

Inserito da enzo , lunedì 19 luglio 2010 alle 14:43 - Commenti (910)

certe notizie...


... e come si fa a trattenere l'orgoglio?

Inserito da enzo... , lunedì 19 luglio 2010 alle 11:38 - Commenti (1)

Siete invitati!

Giovedì 15 luglio, ore 11,30 presenteremo alla Casa della Creatività di Firenze(Vicolo S. Maria Maggiore), in Conferenza Stampa, il cd dei Tolomei's Brothers!!! Simpatia, ironia, irriverenza... tutta toscana! Se siete verso Firenze vi suggerisco di non perdervi questa anticipazione!
Inserito da enzo... , mercoledì 14 luglio 2010 alle 11:48 - Commenti (3)

C'è una morale?

Capoliveri (isola d’Elba) piccola caletta raccolta con un po’ di bagnanti della domenica: famiglie, bambini, gruppetti di amici, qualche coppia più appartata…insomma tutto come dev’essere. Una signora in acqua, media età grida “una medusa, ho visto una medusa” ed esce. I genitori chiamano i bambini, anche gli altri escono e scrutano il mare: “è quella? No, no quella è un’alga..è quella? no, è una…” Intanto la signora si asciuga accanto a me e la sua amica la rimprovera: “ma sei sicura? L’hai vista veramente? Hai allarmato tutti quei genitori”. Risponde serafica all’amica: “ma non so, mi è sembrato di vedere accanto a me una cosa azzurrognola come una grossa medusa…no, non sono sicura, ma tanto il bagno l’avevo gia fatto!” e si sdraia beata ad abbronzarsi al sole.

Inserito da enzo , lunedì 12 luglio 2010 alle 08:11 - Commenti (2)

AAA...

l'Unità
10/07/2010

AAA giovani contadini cercansi
di Enzo Brogi
...>>>


 

Inserito da enzo , sabato 10 luglio 2010 alle 08:27 - Commenti (2)

i faccendieri
Per l’eolico in Sardegna…e per molte altre cosucce, hanno arrestato il faccendiere Flavio Carboni, amico di amici di altri amici… Mi ha fatto ricordare mio babbo, silenzioso ed ironico al punto giusto, chiamava mia nonna la faccendiera si, perché lei era sempre in attività: bucati, pulizie della casa e poi il pollaio, l’erba per i conigli(oli), l’orto faccende, faccende e ancora faccende….che scherzi l'etimologia delle parole!
Inserito da enzo , venerdì 9 luglio 2010 alle 10:14 - Commenti (3)

BB Event!! __ Beta Bar+PLUS __ multilevel_event
Giovedì 8 luglio 2010
Serata multilivello al Beta Bar!!
>>>LIFE!
Interverranno il consigliere regionale ENZO BROGI, e l'assessore provinciale FRANCESCO RUSCELLI per una panoramica sulle politiche giovanili in Toscana
>>>SOCIAL!
Serata in collaborazione con AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla
e Happy Night Good lucky Day
>>>ART!
Performance artistica dei migliori WRITERS italiani.
>>>ROCK!
Sul palco del Beta...
_____Raul Duke
_____Angeli in Blue Jeans
_____Broohoocha Brothers


Inserito da enzo , mercoledì 7 luglio 2010 alle 08:01 - Commenti (3)

Gli eccidi del Luglio 1944

Domani un’altra importante manifestazione per ricordare i tragici eccidi che i nazifascisti perpetrarono, soprattutto in questa fascia dell’Italia, nella drammatica estate del 1944. Castelnuovo dei Sabbioni, Meleto, Massa Sabbioni ed altre case sparse del Comune di Cavriglia piansero 200 civili, inermi e indifesi. Sarò con il Sindaco Ivano Ferri, l’On. Rosi Bindi, tante altre autorità e tanti famigliari e cittadini a ricordare quei fatti a commemorare quei morti. Tra gli altri, c’è un bel libro di Filippo Boni che ricorda quei terribili momenti Colpire la comunità, invito a riprenderlo, già nella copertina troverete uno scritto assai efficace che dice più o meno così:  Erodoto un tempo scrisse che “nessuno è così pazzo da preferire la guerra alla pace: con la pace infatti, i figli seppelliscono i padri; in guerra invece tocca ai padri, di seppellire i figli”. In questa terra, dopo il 4 luglio 1944, non furono né i figli a seppellire i padri, né i padri a seppellire i figli. Furono le Madri, che seppellirono padri, mariti, e figli. Eppure questa gente aveva scelto la pace.

 

Inserito da enzo , sabato 3 luglio 2010 alle 17:10 - Commenti (1)

No alla manovra del governo

Banner sciopero generale 2 luglio 2010 

Inserito da enzo... , venerdì 2 luglio 2010 alle 08:15 - Commenti (3)

Agroalimentare in Toscana, riassumendo...


La produzione agricola;
le esportazioni;
l'occupazione;
il credito
... >>>
Dal primo numero del Bollettino di informazione sull'economia agricola della trasformazione alimentare (Toscana Agroalimentare 1/2010, irpet)

Inserito da enzo... , giovedì 1 luglio 2010 alle 09:54 - Commenti (2)

Per chi si sveglia presto...


Domattina alle ore 7:00 sarò negli studi di Italia 7 a commentare la Rassegna Stampa....
Inserito da enzo , martedì 29 giugno 2010 alle 19:02 - Commenti (1)

A Bucine per la memoria
Inserito da enzo , lunedì 28 giugno 2010 alle 19:02 - Commenti (3)

Compagne e compagni? Si, grazie


Tempo di maturità, tempo di esami che lasciano impresse emozioni. E’ il momento che si mettono a frutto esperienze, alchimie, letture. Immaginiamo quest’anno una proposta di saggio breve del tipo “L’uso e la  simbologia, anche storica,  legata al valore espresso dalla parola compagno”. E a seguire, come si conviene, una ricca carrellata di autori e citazioni sul tema che aiutino il candidato a riflettere e ad elaborare.


Ci proverebbero subito alcuni autori della musica colta tipo Fausto Amodei, con i canti sui fatti di Reggio Emilia “Compagno cittadino/ fratello partigiano/ teniamoci per mano in questi giorni tristi…” o, magari, Antonello Venditti e il suo “Compagno di scuola/ compagno per niente/ ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?”. E si affaccerebbe Cicirinella, il compagno di cella di Cafiero co' 'a recetta del bellu caffè parafrasato da De André. Ma anche Benigni, che nel suo “Berlinguer ti voglio bene” vorrebbe vedere il segretario del PCI, apparire “alla zitta” al telegiornale con un esortativo “compagni, via”!


Passando agli autori più classici, vedremmo avanzare il compagno di strada Pier Paolo Pasolini nel suo conflittuale rapporto con il PCI e ancor prima la crescita politica e culturale del compagno Pablo di Cesare Pavese.


Lasciatemi dire che non potrebbe mancare colui che meno di tutti ha indugiato sulle simbologie della liturgia comunista, Enrico Berlinguer. Non c’è ricordo, nella sua iconografia, di un suo saluto col pugno chiuso ma, certo, non si possono dimenticare le sue ultime e sofferenti parole, pronunciate a Padova il 7 giugno 1984: "Compagni, proseguite il vostro lavoro... casa per casa... strada per strada..." prima della sua agonia, accanto al compagno Presidente Pertini.


Ma potremmo anche cambiare il punto di osservazione, facendoci strada con una moderna chiesa di Roma, voluta addirittura dal Cardinale Ruini, e dedicata ai Santi Mario e ai compagni martiri!


E per concludere, i padri della Patria che tutti assieme, amici e compagni, scrissero la nostra bella Costituzione e dettero vita a quel Governo che vedeva l’amico De Gasperi e il compagno Togliatti fianco a fianco per  ricostruire dalle macerie del fascismo il nostro Paese e restituirgli dignità e libertà.
Più difficile, invece, se non mortificante, accostare fra gli spunti di riflessione, il risentimento sul termine “compagno” offerto questi giorni dai giovanotti nativi del PD “... questo trapassato non ha noi come destinatari". Parole scritte non per l’esame di maturità, non per prendere le distanze da un folle comunicato di "terroristi rossi". Ma perché turbati da un’efficace  esortazione “cari compagne e cari compagni” di Fabrizio Gifuni (paradosso: interprete di un fortunato De Gasperi televisivo) in una grande assemblea di militanti e dirigenti democratici! Ha scritto Edoardo Galeano che “il vasaio vecchio offre al vasaio giovane il suo pezzo migliore. (…) Il vasaio giovane non conserva quel vaso perfetto per contemplarlo e ammirarlo, ma lo butta per terra, lo rompe in mille pezzi, raccoglie i pezzetti e li incorpora alla sua argilla”.  Portate pazienza e tolleranza con questa “ricca e gloriosa compagnia”, bravi e preparati giovanotti. Ascoltatela e imparate a condividere un cammino che affonda in una storia poi non così trapassata, incorporatela alla vostra argilla.

Inserito da enzo , venerdì 25 giugno 2010 alle 10:10 - Commenti (19)

Il cancello dell'anima


Giovedì 24 giugno presenteremo il bel libro di Sauro Testi, Il cancello dell’anima” (ed. Ass. Culturale Il Foglio), un romanzo noir ambientato a Parigi che ricalca schemi tipici del giallo italiano anni Settanta. 
Ci vedremo alle ore 18.30 sotto il loggiato del palazzo comunale in Piazza Varchi. 
Lo faremo assieme al Sindacoe a Giorgio Valentini,
Saranno presenti l’autore e Oscar Montani, scrittore e critico.

Inserito da enzo , mercoledì 23 giugno 2010 alle 17:56 - Commenti (2)

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