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Perché sostengo Franco Vaccari alle Europee

Non ho avuto molte occasioni per conoscere Franco Vaccari ma moltissime, invece, sono state le volte che ho apprezzato le cose che ha fatto, e questo mi piace ancor di più.

La straordinaria esperienza della Cittadella della Pace di Rondine dove decine di giovani provenienti da paesi teatro di guerra e di conflitti etnici, studiano e convivono assieme, è forse l’esempio più bello del suo lavoro.

Mi pare che Franco Vaccari, dietro al suo aspetto mite abbia una grande forza e tenacia.

La storia di Franco è quella di un democratico e un riformista, attento ai bisogni dei più deboli. Sono certo che, se verrà eletto, continuerà a mettere al primo posto le persone.
Mi dicono che sia un uomo concreto, con grande capacità di decisione, a volte anche testardo quando è convinto di ciò che sta portando avanti.
Non è arrogante o autoritario, ma autorevole. 

Sembra sempre di corsa ma, invece, è una persona che si ferma a pensare, che mentre gli parli ti sorride e interiorizza ciò di cui si sta parlando. Franco Vaccari, quando l'ho sentito parlare, non mi è mai parso scontato, banale.

Se la sua  passione per la politica sarà proporzionata all’amore ed all’impegno che ha messo nelle cose che ha fatto fino ad adesso, possiamo esser certi che avremo un eccellente rappresentante al parlamento Europeo.

Domani andiamo alle 18 a conoscerlo meglio ad Arezzo alla Borsa Merci, per poi sostenerlo  con ancor maggior entusiasmo!

Inserito da enzo , martedì 5 maggio 2009 alle 12.06 - Commenti (0)

Prendo il giornale e leggo che...
In questi giorni le rassegne stampa dei più importanti media del nostro pianeta parlano dell’Italia. Due le notizie ed interessano i massimi capitalismi del nostro Paese: FIAT e Berlusconi. La prima pone la nostra storica grande industria italiana al centro di un avvenimento economico, industriale e finanziario che ci inorgoglisce: GRANDE TORINO! La seconda continua a mettere il “nostro” Presidente del Consiglio in testa alle soap opere ed alla satira più feroce o ridicoleggiante, che ci offende ed inquieta :POVERO PAESE!. Inoltre stamani si legge anche che l’autorevole Organizzazione non Governativa Freedom House declassa drasticamente l'Italia
"Non è più un Paese pienamente libero" Nel suo rapporto 2009 rileva nel nostro Paese un progressivo peggioramento delle condizioni di libertà, di manifestazione del pensiero e dei media. C’è di che riflettere vero?

Inserito da enzo , sabato 2 maggio 2009 alle 09.06 - Commenti (0)

Omaggio al Primo maggio
 


"Portavo le mie idee con il pugno nella mano
Primo Maggio
forza e coraggio
che insieme si può cambiar"

In omaggio alla festa dei lavoratori, ecco qua, una speciale anteprima del nuovo album della Casa del Vento...
Ascoltatela...e ricordate che a settembre sarà disponibile il loro cd"

Inserito da enzo , venerdì 1 maggio 2009 alle 02.16 - Commenti (0)

Ricordando Luciano

Inserito da enzo , giovedì 30 aprile 2009 alle 08.56 - Commenti (0)

Bucine... Sauro Testi e i candidati del PD

Stasera alle ore 21:00, presso il Teatro Comunale di Bucinie il Coordinamento del CentroSinistra per Bucine preseterà ai cittadini i candidati della propria lista per le amministrative di Giugno.
Non mancherò all'appuntamento...
Inserito da enzo , giovedì 30 aprile 2009 alle 08.39 - Commenti (0)

Happening antiracket tra Toscana e Calabria

La “carovana antiracket” partita da Firenze arriverà domani al Teatro Umberto (ore 18) di Lamezia Terme. Prima ci sarà la proiezione del filmato “Doppio Gioco”, sull’indagine della Procura antimafia di Palermo e dei Carabinieri di Bagheria, non solo sulle talpe nell’antimafia ma sulla zona grigia degli investimenti mafiosi nell’economia legale. Successivamente, l’approfondimento avverrà in una tavola rotonda a cui parteciperò anch'io.

Lamezia Terme 29 aprile 2009
Teatro Umberto
Ore 18:00 proiezione del corto antiracket
“Doppio Gioco”
Tavola rotonda con:
Agazio Loiero (presidente della Regione Calabria)
Gianni Speranza (sindaco di Lamezia)
Michele Prestipino (procuratore aggiunto Dda di Reggio Calabria),
Enzo Brogi (consigliere regionale della Toscana)
Maria Teresa Morano (coordinatore regionale associazioni antiracket calabresi aderenti al Fai)
Claudio Canepari (produttore ed autore televisivo)
Piergiorgio Di Cara (scrittore)
Modererà la tavola rotonda Alessandro Sortino (giornalista del programma ‘Le Iene’)

Inserito da enzo , mercoledì 29 aprile 2009 alle 00.56 - Commenti (0)

Io sulle Europee penso...

Francesca Neri, Consigliere Comunale e Presidente dell'Assemblea PD di Montevarchi mi ha inviato un suo contributo sulle europee che volentieri inserisco nel mio blog!

La mia riflessione giunge tardiva, visto che le liste sono state pubblicate da una settimana ma più che ci penso più che …non mi torna o perlomeno solo in parte.
E allora vengo al dunque: perché il Pd, che ha fatto di alcuni principi i fondamenti dello statuto e del codice etico quando arriva alle scelte si attiene solo in parte agli stessi?
Perché, senza fare nomi, candida capolista un tizio che pochi mesi fa a dichiarato di voler stare accanto alla famiglia e di  non poter più assolvere al compito di Sindaco in una città che sta a qualche centinaia di km dalla famiglia stessa e accetta di candidarsi per un incarico che lo porterà a migliaia di km?
Perché ancora candida sempre capolista un Sindaco che, diciamocelo tra noi, lascia una città scontenta, ha preso la tessera del Pd solo pochi mesi fa, dopo aver dichiarato che non sapeva se prenderla o no ed è stato protagonista di un clima politico assai complicato durante prima durante e dopo le primarie svolte nella città per la scelta del candidato suo successore?
Potrei continuare ma …..voglio essere positiva e dunque….per fortuna però ci sono anche delle belle candidature che ti motivano a fare campagna elettorale visto che tra l’altro una delle migliori è quella espressa dal nostro territorio: Franco Vaccari. La giovane Debora Serrachiani è stata candidata dopo esser stata apprezzata per il suo lavoro di coordinatrice del Pd di Udine e dopo essersi fatta ascoltare all’assemblea dei circoli svoltasi a Roma dove tra l’altro ha avuto il coraggio di criticare l’attuale classe dirigente che ha davvero delle gravi copre in questo nostro patito.
Per fortuna inoltre c’è anche questa faccenda delle donne: il Pd ha messo nelle liste il 40% delle donne (di questo passo arriveremo presto alla percentuale del 50% come da statuto) e non solo. La direzione nazionale ha approvato un ordine del giorno, il 12.04.2009, a sostegno delle candidature femminili ,che contiene i seguenti punti:
1. dando l’indicazione di esprimere almeno una delle preferenze a favore di una donna;
2. destinando alla campagna delle donne una quota paritaria delle risorse finanziarie disponibili;
3. riservando loro adeguati spazi nella campagna di comunicazione;
4. valorizzando la presenza femminile nella lotta per la parità e contro le discriminazioni come punto qualificante del programma.
E allora ultima ed estrema considerazione: anche se quello che fa il nostro Pd mi piace a volte poco, quando apprendo dai giornali che le liste del Pdl in merito all’argomento “Candidature femminili” dà veramente uno spettacolo sgradevole e deprimente candidando donne il quale nome è divenuto famoso per la partecipazione a qualche reality show o a qualche concorso di bellezza, sono contenta di avere la tessera del Pd in tasca.
Mi spiego: non credo che le delle giovani e belle donne non possano esprimere niente ed avere capacità e esperienza per fare le Europarlamentari; non conosco nessuna di esse ed il suo curriculum non essendo appassionata di reality dunque non posso esprimere giudizi. Sono dispiaciuta piuttosto per come il Cavaliere le recluta; lui fa i casting non le scuole di formazione politica. Del resto che cosa ci si può aspettare dal proprietario di Mediaset!!!

Inserito da francesca , lunedì 27 aprile 2009 alle 21.43 - Commenti (0)

Parole d'altri
Un nuovo software, del cui funzionamento non ho capito nulla, ha scoperto che una tesi universitaria su due sarebbe copiata. E ieri, in un negozio di cristallerie, ho visto un elenco di frasi fatte a uso dei clienti che devono allegare un originale bigliettino al regalo per la giovane coppia di sposi, una specie di format del benaugurio. A questo punto, s’impone il dibattito: è meglio tacere o scopiazzare? Meglio il silenzio oppure dirlo comunque, magari con le parole degli altri?

....stavo per dimenticare, questo post l'ho copiato...
Inserito da enzo , domenica 26 aprile 2009 alle 10.04 - Commenti (0)

Buon 25 aprile a tutti


“Grandi voci lontane, grandi nomi lontani. Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione!! Dietro ogni articolo di questa Costituzione o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta
.”
(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano 26 gennaio 1955)

Festeggerò il 25 Aprile assieme ai cittadini e all'amministrazione comunale di Pian di Scò.

ore 10,45 - P.za del municipio - Pian di Sco’- S. Messa  -  Deposizione  corona  al  monumento dei  caduti.  
                     
Interventi:
Sindaco Nazareno Betti
Prof. Ivo Bigianti
Consigliere regionale Enzo Brogi
On. Rolando Nannicini
Volantino >>>

Nel pomeriggio, sempre a Pian di Scò, inaugureremo la nuova sede della  biblioteca
comunale- P.le Giorgio Cuccoli

programma >>>

Inserito da enzo , venerdì 24 aprile 2009 alle 12.51 - Commenti (0)

Giochiamo al vinci perdi?
E così il PD ha presentato i suoi candidati alle Europee. I capolista delle Circoscrizioni? Cofferati, Berlinguer, Sassoli, Borsellino, De Castro, media età gerontocratica. Donne una, "ex qualche cosa" molti, novità lievi, molto lievi. Un bel successo per le "energie rinnovabili", molte di più di quelle rinnovate. Non è facile trovare qualche fresco "nato con il PD” (molto più coraggio si era mostrano nelle famose Europee del 1984 che portarono il PCI oltre il 33%!)
Anche in Toscana non brilliamo, nessuna concessione a chi stava studiando da qualche anno per affacciarsi in Europa e probabilmente avrebbe portato competenza ed una dose di radicamento ed originalità. Premio, invece, a quelli che “avevano chiuso con questa politica” e che ultimamente dimostravano disattenzione istituzionale. Nel “mio” Valdarno si dice “sembra voler giocare al vinci perdi”, ma si poteva fare anche peggio….
Vi invito comunqe a scorrere tra i nomi della lista... potrebbe anche emergere qualche buona risorsa e novità…aspettiamo le prime uscite dei nostri candidati.
Lista dei candidati  >>>
Inserito da enzo , mercoledì 22 aprile 2009 alle 10.48 - Commenti (2)

A volte ritornano...

Difficile dire quale dei due sia più attuale!
flussi ... >>>
riflussi... >>>

Inserito da enzo , lunedì 20 aprile 2009 alle 16.44 - Commenti (0)

La calunnia è un venticello...
Oggi ho presentato ai carabinieri di Cavriglia denuncia per calunnia e diffamazione contro ignoti.
Sono circolate in questi giorni lettere anonime che contengono fatti attribuiti a varie persone, aventi ruoli istituzionali, compreso il sottoscritto. Poiché le affermazioni sono gravemente calunniose e per quanto riguarda ciò che mi viene attribuito sono completamente false, lesive e dannose anche in funzione del mio ruolo istituzionale. Mi auguro che la Procura possa attivare tutte le indagini utili alla individuazione dei responsabili contando sulla mia totale disponibilità e collaborazione.
“Sono molto indignato ed offeso, tutto ciò è inquietante e non è assolutamente accettabile che si colpisca con la calunnia anonima chi, come me, invece fa della propria vita e del proprio lavoro un quotidiano esercizio di azioni pubbliche e trasparenti. Tutto ciò e forse non è un caso essendo in piena campagna elettorale. Spero davvero che si faccia chiarezza al più presto individuando gli anonimi responsabili”
Inserito da enzo , sabato 18 aprile 2009 alle 20.08 - Commenti (1)

Storie di ordinaria periferia...

... storie disoneste... di un Paese, del nostro?

- Gli SCArtati del Casentino 

- Raiset
- Robin Hood

Gli SCArtati

 "Se non fosse una storia drammatica, sembrerebbe di assistere ad una puntata di Scherzi a parte"... E’ stato questo l'inizio del mio intervento allo scorso Consiglio parlando della  cartiera SCA di Pratovecchio Una storia incredibile… tutta da raccontare!
Azienda acquisita nel 2000, assieme ad altri stabilimenti in lucchesia, da una multinazionale svedese. Prodotti di alto livello qualitativo (marchi privati per le maggiore catene distributive italiane come Coop e Conad), buona difesa delle proprie quote di mercato, nessun segnale di crisi in corso.
Negli ultimi mesi sono anche cresciuti i livelli produttivi, grazie alle energie, le disponibilità e le capacità dei lavoratori (140 in azienda ed altrettanti nell’indotto) e del loro forte senso di l’appartenenza a questo sito produttivo.
Un esempio da imitare, direte voi, soprattutto in tempi di grave crisi come quella in corso. Un’azienda modello!
Ebbene, siamo arrivati al dramma: ecco Scherzi a Parte.
La SCA intende mettere in atto una ristrutturazione riallocando le produzioni, in un gioco di domino, anche su altri paesi, per tentare di ottenere ancora più profitto. Per fare questo ha deciso di sacrificare la parte meno forte, quella più decentrata, Pratovecchio. Sono partite le procedure di licenziamento collettivo.
testo della mozione presentata in aula >>> )

RAISET
“Resta il crisma di una civiltà dell'informazione che noi purtroppo non abbiamo mai conosciuto. Tanto meno oggi”. Scriveva così Corrado Augias a proposito delle critiche ad Annozero. Condivido, come condivido ciò che ha scritto Michele Serra. Ma è mai possibile che questo Paese non si scandalizzi  mai quando si propina in televisione ogni tipo di sottocultura, spazzatura e nefandezze varie diseducative ed ammorbanti e si erga invece subito a paladino della indignazione popolare quando un giornalista o un uomo di satira (di satira si badi bene, non di filosofia della ragione!) dice o scrive cose “faziose o di cattivo gusto”? Certo si può non condividere ciò che dicono, anzi ferocemente criticare! Ma censurare no, questo non è accettabile.  In questo modo si torna, certo con più raffinata chirurgia, allo squarcio dell’editto bulgaro di berlusconiana memoria… Potrebbero ancora lasciarci i Santoro, i Guzzanti (ambedue…adesso forse "ambeTre"!) i Travaglio, i Vauro, Gabbanelli e così via, uno dopo l’altro…Cosa rimarrebbee? Una bella TV dei soli Maria Filippi, Cucuzza e Lambertucci. Evviva Raiset!!!
E allora…. che nostalgia per il mio sperimento cavrigliese!. Televisioni spente per una settimana nelle case del paese delle miniere!
 
Io starei con Robin Hood, ma dove li trovo i ricchi?

Alzi la mano chi non vorrebbe dare ai poveri prendendo ai ricchi. A parte il mitico Superciuck che con la sua micidiale fiatata annichilisce i poveri per dare ai ricchi, tutti gli altri (almeno ufficialmente) stanno dall’altra parte. Benvengano quindi, anche per aiutare e ricostruire l’Abruzzo, le proposte di tassare megaredditi! Ma attenzione all’inganno mediatico ed alla esiguità delle risorse recuperabili. Sono pochissimi nel nostro Paese coloro che denunciano redditi alti e quindi irrisorio l’apporto fiscale. Dove sono invece le risorse e ingenti assai? Sono nel sommerso, nel non denunciato, nel grande mare magnum dell’evasione fiscale. E’ li che dobbiamo incidere ed operare. Scovare gli evasori, recuperare le enormi quantità di danaro depositato fuori confine. Lo so è difficile, non ci siamo mai riusciti, ma dovremo pur cominciare a farlo senza infingimenti ed alibi. Si dia potere ai sindaci in accordo con le forze del controllo e della sicurezza, partendo dalle indagini induttive (cilindrata dell’auto, livello dell’abitazione e via verificando) e conseguente possibilità di intervento.
Non possiamo più continuare ad essere il paese che vince tutte le statistiche…del malcostume!

Inserito da enzo , venerdì 17 aprile 2009 alle 07.56 - Commenti (5)

Alla Gurdwara


Domenica 5 aprile sono stato invitato alla Gurdwara (luogo di culto) dei Sikh, nel Comune di Terranuova. Moltissime erano le famiglie presenti alla cerimonia domenicale, provenivano da tutta la Toscana del centro sud, essendo quella di Terranuova l'unica loro Chiesa esistente.
Durante l'incontro ho avuto la possibilità di parlare  e di raccogliere testimonianze ed osservazioni sulle loro condizioni di lavoro e di inserimento nelle nostre realtà. I Sikhpur mantenendo una forte caratterizzazione culturale e religiosa hanno continue e profique contaminazioni con le nostra comunità. Tra le varie cose di carattere economico e sociale anche una  "rilevante" curiosità:  la loro lunga capigliatura Kesh, avvolta nel turbante, rende improbabile l'uso di un casco nei cantieri piuttosto che su un motociclo... Insomma, rischiano multe ed infortuni in continuità! Durante la cerimonia, presente un Guru missionario proveniente dagli USA, mi è stato donato un piccolo tempio come segno di riconoscimento istituzionale.

Inserito da enzo , venerdì 17 aprile 2009 alle 07.56 - Commenti (1)

Mnemoteca, biblioteca della memoria



Sabato 18 aprile alle ore 17.30 in Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno parteciperò all'inaugurazione della rassegna dedicata al racconto, attraverso i mezzi della tecnologia multimediale e del web,della  memoria individuale e collettiva del Valdarno.
Un cammino, un percorso tra volti e luoghi, tra immagini, emozioni e incontri.
Mnemoteca , una “biblioteca della memoria”, un museo vivo di racconti memoriali, che offrono una pluralità di testimonianze individuali e collettive. Tali storie naturalmente devono continuare ad essere rievocate e narrate, perché la vita e il suo senso vanno rinnovati nel lavoro sul passato-presente da “ri-guardare”.

Performing tra media, memoria e mutazione
Conversazione con Carlo Infante, docente di performing media
Emanuele Bani, Assessore cultura comune di S. Giovanni V.no
Enzo Brogi, consigliere regionale della Toscana
Stefania Ippoliti, Mediateca regionale
Mirko Lalli, Fondazione Sistema Toscana
Fernando Maraghini, video maker
Mario Spiganti, Casentino Mediateca

il programma >>>

Inserito da enzo , venerdì 17 aprile 2009 alle 00.42 - Commenti (0)

Il ruolo degli imprenditori
Ho ricevuto da David Corsi un contributo al dibattito, che si sta sviluppando anche in Valdarno, sulla crisi economica , è un pò lungo, ma ho piacere a sottoporvelo:

Il ruolo gli imprenditori.

Ritengo che, socialmente, focalizzare l'attenzione degli aiuti solo sui dipendenti sia vedere un solo lato della medaglia. L'altro lato è senz'altro rappresentato dalle aziende.

Ma quali aziende? questo credo sia un elemento fondamentale per chi, come voi, potrà nel tempo indirizzare le scelte. Usciremo tanto più forti dalla crisi tanto più saremo stati capaci di facilizzare business sani e, soprattutto, imprenditori sani. Non ho mai creduto ad un mercato del tutto libero capace di autodeterminarsi.

Non so se l'ho già scritto a te o nel blog di Enzo Brogi (altro martire del mio scrivere), ma ora più che mai, in un momento in cui le risorse scarseggiano, alcuni criteri meritori possono essere fissati. Ma quali? come scegliere? riporto alcune idee:
- contro chi fa la scelta della cassa-integrazione. Le aziende che non ususfruiscono della CI dovrebbero poter accedere a credito agevolato, magari supportate da consorzi (anche pubblici) capaci di ottenere i migliori prezzi del mercato
- Rispetto delle persone. Supporto alle aziende che tengono un rapporto etico verso i propri addetti, dimostrando come certi tipi di contratti (inserimento, a progetto, etc) siano veramente di accesso al lavoro (trasfomazione dei contratti in tempo determinato) e non un USA-E-GETTA delle persone veramente poco dignitoso e decisamente negativo
- Investimenti. Incentivazione di chi dimostra effettivi investimenti ai fini della ricerca e dell'innovazione di processo (magari proponendo una "corsia preferenziale" nei rapporti con il Comune stesso)
- Ecologia. Incentivazione reale e concreta all'uso delle energie rinnovabili e ai processi di smaltimento rifiuti eco-sostenibili oppure imballaggi zero (questo in termini di tariffe il Comune può fare molto)
- Processo produttivo in ITALIA. Abolizione di qualsiasi tipo di supporto o incentvo alle aziende che sviluppano i propri processi produttivi all'estero (i francesi l'hanno fatto, noi no finanziamo ancora la FIAT che produce in Polonia).
- Imposizione fiscale. Bisognerebbe avere anche il coraggio di tassare il surplus di guadagno derivante dall'utilizzo di manodopera straniera a bawsso costo. Non è infatti accettabile produrre un bene in Cina e venderlo sul mercato Europeo/Mondiale a costo pieno/elevato.
- Stipendi più bassi ai manager. Diminuzione dello stipendio, per legge, ai manager di aziende con persone in Cassa Integrazione e comunque imporre una perequazione tra la paga di un operaio e la paga dirigenziale.

Purtroppo, mi rendo conto, che un Comune ha poche leve per agire su quanto proposto, però credo che la gente capisca e voglia sentirsi dire queste alcune (che sinistra siamo, altrimenti?).

Concludendo, credo, si renda necessario elevare la "virtù" di certe aziende al più alto livello, proprio mostrando e rendendo pubbliche le capacità più significative. Ritengo questo il più alto dono/potere politico, ovverosia quello di rendere pubblici, trasparenti e condivisi comportamenti di merito. In altre parole ritrovare nell'etica imprenditoriale un esempio ed un valore da portare forte in petto e da mostrare.

Purtroppo l'Italia di oggi è tutt'altro - anzi l'inverso, se possibile (verità vera anche per i politici).

In questo il PD può essere diverso, iniziando proprio dal livello locale, una campagna di affermazione dei valori imprenditoriali e SCEGLIERE (perchè il territorio è ben conosciuto) le aziende meritorie. In tal contesto la capacità d'indirizzamento e conoscenza delle provincie e della regione sono fondamentali.

Ecco la diversità: la capacità di scelta e distinzione nel quadro politico devastante di questa Italia del fare il minimo possibile per ottenere il massimo. Ecco la capacità di creare un circolo virtuoso per il quale si fa emergere e si aiuta l'imprenditore "sano" e "capace" rispetto al "furbetto" che non vuol stare alle regole calpestando ogni etica morale.

Arrivo a queste conclusioni anche fresco delle "ferite" della mia esperienza lavorativa.
Ho visto morire un'azienda florida, "potente" e ricca soprattutto di potenziale umano: la Cassa di Risparmio di Firenze.
Da dieci anni l'unico driver è stato la riduzione dei costi. Gli investimenti (unico indicatore di una realtà aziendale sana) erano ridotti al lumicino e possibilmente solo per far fronte ai prescrittivi. La politica assente, alla fine, ha consegnato la CRF agli egemoni Gobbi-Milanesi di IntesaSanPaolo, in nome dell'economia libera del "senza-le-regole" alla quale anche la sinistra - purtroppo - si è infatuata nell'ultimo decennio.

Tanti esempi come questi hanno rovinato l'economia italiana e mondiale. Aver preferito un guadagno finanziario ad un guadagno derivante dalla trasformazione di beni (che sia intelletto nel caso dei servizi o "fisico" nel caso delle materie prime) è e si è dimostrato quanto mai deleterio.

Mi scuso per la lunghezza dalla mail.
Ciao David
Inserito da enzo&david , giovedì 16 aprile 2009 alle 08.40 - Commenti (0)

Dopo Pasqua

Inserito da enzo , giovedì 16 aprile 2009 alle 08.39 - Commenti (0)

25 aprile


“Grandi voci lontane, grandi nomi lontani. Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione!! Dietro ogni articolo di questa Costituzione o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta
.”
(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano 26 gennaio 1955)

Festeggerò il 25 Aprile assieme ai cittadini e all'amministrazione comunale di Pian di Scò.
Spero di incontrarvi.
Ecco il programma:

1945 – 2009
64° Anniversario della Liberazione

ore. 7,30 - Loc. Gastra- Deposizione corona al cippo “giorgio cuccoli ”
ore 8,30 - Chiesa di S. Maria a Faella -  S. Messa - Deposizione delle corone alla lapide e al monumento ai caduti.
ore 9,45  - Circolo Arci – Matassino - Deposizione corona  alla lapide di “Bianca Pampaloni e Brunetto Bernardoni”
ore 10,45 - P.za del municipio - Pian di Sco’- S. Messa  -  Deposizione  corona  al  monumento dei  caduti.  
                     
Interventi:
Sindaco Nazareno Betti
Prof. Ivo Bigianti
Consigliere regionale Enzo Brogi
On. Rolando Nannicini

Inaugurazione della nuova sede della biblioteca comunale- P.le Giorgio Cuccoli
Volantino >>>

Inserito da enzo , giovedì 16 aprile 2009 alle 08.39 - Commenti (0)

Visita alla discarica di Terranova


Venerdì scorso ho visitato assieme all'assessore regionale all'ambiente Annarita Bramerini, il Sindaco Mauro Amerighi e l'assessoere provinciale Andrea Cutini, la discarica di Terranova. Una visita istituzionale che aveva l'obiettivo di incontrare i tecnici e conoscere da vicino il trattamento dei rifiuti praticato da questi impianti, vedere il luogo dove si produce il compost e la centrale per l'utlizzo delle biomasse e la produzione del biogas.

La discarica è gestita da Centro Servizi Ambiente Impianti, una società a prevalente capitale pubblico.
I conferimenti annuali si attestano intorno alle 250.000 t/anno ed è grazie a discariche come queste che la Toscana, pur essendo tra le regioni che producono più rifiuti, ancora riesce a non andare in emergenza e gestisce la questione dei rifiuti. In effetti la discarica smaltisce annualmente circa 70.000 tonnellate di rifiuti prodotti nell'area fiorentina. Senza dubbio un'importante risorsa per tutto il territorio. Certo, "un bell'esempio di solidarietà istituzionale", come ha detto l'assessore regionale. Ma penso che debba anche essere riconosciuta una maggiore ricaduta socioeconomica su chi ne "sopporta" il peso e la vicinanza.

Inserito da enzo , giovedì 16 aprile 2009 alle 00.24 - Commenti (0)

Nemmeno un euro per l´Abruzzo

Adriano Sofri, dalla prima pagina la Repubblica:

Succede che faccia il record di letture e commenti su Facebook un articolo che comincia così: "Io non darò neanche un centesimo di euro per le popolazioni terremotate". Il pieno di Facebook vuol dire alcune migliaia di lettori, poca cosa, direte. Tuttavia l´episodio merita attenzione. L´autore è un giovane giornalista di Marsala, Giacomo Di Girolamo. E´ tutt´altro che cinico. E´ perentorio. "Non dò un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare".
È scandalizzato dall´Italia dei pasticci e della beneficenza, "ferma ancora sull´orlo del pozzo di Alfredino". I soldi ci sono, dice: per coprire i pozzi, per gli aiuti ai terremotati, e anche per i tribunali che facciano giustizia. Sono i soldi di chi paga le tasse. "Io non lo dò, l´euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po´ dei loro risparmi. Poi ci fu l´Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento". Ma niente cambia mai, dice. A Marsala, dice, l´Istituto Tecnico è un albergo mutato da trent´anni in scuola, come la Casa dello Studente all´Aquila, e basta uno scirocco ("c´è una scala Mercalli per lo scirocco?") per far venire giù il controsoffitto - in amianto. Il terremoto, dice, è il gratta e vinci della politica. L´articolo, che leggerete per intero sul web, finisce così: "E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci... Io qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso. Come la natura quando muove la terra, d´altronde".
Non è vero che a morire siano sempre solo i poveracci, non è stato vero all´Aquila, ma lo scritto è bello, risoluto, retorico quanto basta - l´annuncio "Non dò un euro, non dò una lira" lo scandisce come un ritornello - ed esprime esemplarmente un´impressione dell´Italia che è di una minoranza non solo dissenziente, ma esasperata. Gli stessi gesti che, a stare ai sondaggi, conquistano il favore della maggioranza, ripugnano a questa minoranza: le lacrime del capo del governo, le gaffe vere e supposte, le dentiere donate, la passerella dei ministri, le trivialità dei cronisti, le vanterie dei telegiornalisti. Per non dire delle ininterrotte ultime novità di legge: le ronde, le denunce dei disgraziati al pronto soccorso, le norme antisismiche addomesticate, le new towns... Una pentola ribollente che vuole scoppiare. I commenti a Di Girolamo sono di due tenori opposti - anzi, due e mezzo. Gli uni di adesione entusiastica, del tipo: "Non avrei saputo dire meglio". Gli altri di dissenso drastico, del tipo: "Parole vanesie per nascondere una grettezza di cuore". E il mezzo? Sono i commenti, numerosi anch´essi, che approvano tono ed esempi, ma danno per scontato che quella del centesimo è una provocazione retorica, e che il proprio centesimo ciascuno fa bene a darlo. A questo mezzo - lasciando da parte i dettagli, in una questione così decisiva - appartengo grosso modo anch´io, e non conoscendo l´autore (che ha pubblicato, vedo, un libro di viaggio con un sacerdote missionario in Ecuador) e pur non volendo essere indiscreto, scommetterei un euro che il suo centesimo è pronto a darlo, e l´ha già dato. Penso che si sia affidato a quell´espediente retorico, e il risultato gli ha dato ragione. Però si è esposto a un paio di difficoltà. La prima, di offrire una spalla a chi è tanto risentito da mettere a tacere la voce della compassione. Non sarei contento se una mia frase a effetto facesse dire a qualcuno: "Mi hai convinto: non darò una lira...". La contrapposizione dei commenti mi ha ricordato il famoso precetto di Confucio: «Se uno ha fame, non dargli un pesce, insegnagli a pescare». Bella idea, per affrontare alle radici la fame di quel povero (una versione più pregnante dice: «Non dargli un pesce tutti i giorni...»). Ma se l´affamato ce l´hai lì davanti, e magari l´acqua è lontana, e invece di dargli il pesce che hai nel tuo cesto gli fai un bel discorso sul vantaggio di imparare a pescare, quello intanto muore di fame, oppure - ipotesi auspicabile - raccoglie le sue estreme forze e ti salta al collo e ti vuota il cesto.
L´altra difficoltà sta nel ritenere che compassione e solidarietà volontarie siano una complice supplenza alla pubblica inerzia o, peggio, corruzione. La legalità, e le tasse pagate per intero, non renderebbero affatto superflua la mobilitazione personale e volontaria, mai, e a maggior ragione in una disgrazia che tocca tanti. Nel nord Europa che sta agli antipodi dello stereotipo italiano deplorato da Di Girolamo, la solidarietà privata è esemplare, nei confronti del prossimo e del più distante. Sono tanti i giovani che trasformano i regali della festa in donazioni fatte a chi ne ha bisogno, e intestate al festeggiato. Farsi un regalo. Gli italiani che hanno mandato il loro obolo ai loro vicini d´Abruzzo si sono magari, anche, lavati a buon prezzo la coscienza: ma certamente, la gran maggioranza di loro, dunque indipendentemente dal sentimento politico, si sono fatti il regalo di aiutare i loro simili di cui era così facile vedere e immaginare il dolore. Proprio come i genitori di Giacomo Di Girolamo coi loro parchi e degni risparmi.

Ecco quanto tratto www.facebook.com:
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come …
… una bestemmia.
E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.
Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

 

Inserito da enzo , mercoledì 15 aprile 2009 alle 12.15 - Commenti (0)

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