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30 maggio 2011
E quindi uscimmo a riveder le stelle...
Inserito da enzo , lunedì 30 maggio 2011 alle 17:48 - Commenti (4)

Cibo, La rivoluzione passa anche da Oxfam

Accendi una televisione ad ogni ora del giorno e c’è qualcuno che spadella, oppure ecco trasmissioni che parlano di diete, con popolari conduttori ed esperti della salute che mettono sotto processo carboidrati e affini e inondano di consigli su come assottigliare fisico e menu.

Cartoni e programmi per ragazzi sono invece bersaglio di efficaci minuti di pubblicità che intrigano i nostri figli con schifezze ruffiane ed ipercaloriche e che fanno conquistare ai nostri obesi bambini il primato dei più grassi d’Europa!

Coltiviamo un sistema alimentare iniquo e che produce enormi problemi sul fronte ambientale. Un sistema che incide e inciderà massicciamente sui mutamenti delle politiche e delle economie del mondo. Una contraddittoria schizofrenia dell’opulenza che regala a tanta altra parte del globo la fame, una fame terribile.

Perché questo spreco esagerato? Eppure il cibo è l’elemento primario della nostra esistenza, dietro il cibo c’è la nostra storia, la sacralità della nostra civiltà contadina, che aveva un uso rispettoso parsimonioso del cibo. Mia mamma, e ancora più la mamma di sua mamma, non buttavano via niente. Oggi, solo in Europa, 50.000 tonnellate di cibo al giorno finiscono fra i nostri rifiuti, mentre nei paesi più svantaggiati ogni minuto due bambini chiudono per sempre i loro occhi per insufficienza alimentare. A loro la lotta per la sopravvivenza, noi il rischio di essere travolti e affogati dal nostro benessere, dai nostri rifiuti organici, etici e culturali.

E’ su questo gigante imbarazzo che diventa irrimandabile una rivoluzione delle coscienze, dei costumi, dei consumi. E allora penso a una cooperazione internazionale che superi i soli interventi di emergenza, che non si esaurisca in donatori di sms e gadget, ma che sia capace di ripensare un modello di relazioni, di dialogo e conoscenza della storia, delle culture e dei saperi locali.

La Toscana, terra presente e attenta all’intreccio fra locale e mondiale ha da tempo aperto il suo sentiero di prossimità e solidarietà. E questo anche attraverso numerose organizzazioni non governative dal dna tutto toscano che, trascendendo la dimensione locale, hanno acquisito un respiro internazionale. E’ la bella storia di un’associazione nata più di 30 anni fa ad Arezzo, sotto il nome di Ucodep e diventata ora parte di Oxfam, una delle più grandi reti mondiali impegnate nella lotta contro la povertà. Li ho incontrati, ancora  Sindaco di Cavriglia e con loro abbiamo lavorato  a far nascere imprese e cooperative  per cambiare le regole della produzione, permettere a centinaia di coltivatori di caffè dominicani  di trasformare la pianta dai piccoli frutti rossi in un vessillo di autonomia e indipendenza. Ho continuato a seguire i loro progetti in Vietnam, Sudafrica, qualche volta accompagnato da musicisti come Negrita, Paola Turci e Piero Pelù, orgogliosi di “metterci la faccia” e la loro creatività  per sostenere campagne, obiettivi, scuole.

Giovani, competenti, instancabili, questi “ragazzi” di Oxfam! Eccoli in Bosnia Erzegovina, per esportare quel sapere tutto toscano in grado di valorizzare i loro prodotti tipici locali, far crescere il turismo. Nuovi itinerari nelle terre che fino a pochi anni fa hanno testimoniato gli orrori della guerra. Storie belle che sanno di buone pratiche e che raccontano come “aiuto allo sviluppo” non significhi solo “insegnagli a pescare” ma anche “imparo che solidarietà è investire su noi stessi”, è capacità di abitare le contraddizioni e i conflitti aprendo le stanze della crescita collettiva. Adesso Oxfam parte per una nuova campagna globale che dal 1 luglio avrà al centro la sicurezza alimentare e i piccoli contadini, soprattutto le donne. Sarà la campagna per il cibo. Che proprio anche dalla nostra regione vedrà l’avvio. Un nuovo movimento di cui sentirete presto parlare.

Inserito da enzo , giovedì 26 maggio 2011 alle 10:06 - Commenti (771)

24 maggio, coincidenze
Inserito da enzo , martedì 24 maggio 2011 alle 12:12 - Commenti (3)

Aveva 80 anni

Ho sentito dire che per un momento ti sei aggrappato al bordo del balcone prima di lasciarti andare. È stato perché ti stavi pentendo di essere saltato giù? O perché per un secondo hai creduto di sentirmi bussare alla porta? Il pensiero di te che ti tieni aggrappato al bordo di quel balcone per un momento prima di lasciare che la morte prenda il sopravvento mi uccide, trapassa i miei occhi come una spina appuntita.
Mi manchi così tanto, papà. Mi sei mancato per anni. Però almeno potevo prendere il telefono e sentire la tua voce ogni giorno. Ma adesso? Chi mi chiamerà tutti i giorni per lasciarmi quei messaggi divertenti e un po’ scemi? Chi? Davvero non ci sei più? Non riesco a crederci. È successo davvero? Ti sei davvero buttato da quella finestra? Cosa ti è passato per la mente quando ti sei gettato dal sesto piano fluttuando nell’aria fino a quel maledetto momento in cui hai lasciato che la terra baciasse la tua testa? A noi ci hai pensato? Mi hai mandato un bacio d’addio? Credo di aver sentito, in un certo momento quella notte, qualcosa sulla mia guancia. Eri tu, vero? Dimmi che eri tu.
Stralcio della lettera della figlia di Siamak Pourzand, giornalista e critico intellettuale, simbolo della protesta per la libertà di stampa e di espressione in Iran. Per anni impegnato nella lotta contro il regime della  "Repubblica Islamica, che imprigiona i giornalisti, strappa la penna agli scrittori, tortura gli artisti, vieta ai registi indipendenti di girare film, chiude i giornali, reprime il dissenso".

Inserito da enzo , lunedì 16 maggio 2011 alle 09:18 - Commenti (4)

Anch'io alla festa sikhi!..
Inserito da enzo , domenica 15 maggio 2011 alle 10:10 - Commenti (4)

Ciao Antonio
Antonio Pisanelli ha resistito per lungo tempo, con le unghie e con i denti al cancro….amava la vita, la musica, le donne…leggeva e raccontava la sua Puglia, le avventure,  il mare…era ironico e sagace, un gentile, illuminato borghese del Sud. Generoso assai, in Valdarno era amato, un buon ortopedico. Per oggi si era concesso l’ultimo regalo. Un regalo d’amore. Con la sua Alessandra avevano  organizzato il loro matrimonio. Tanta gente, tanti amici. C’era tutta la sua vita in quegli inviti. Come in un film.
Mi aveva chiesto di fare il regista, di celebrarlo. Un onore, un regalo anche per me, ma una grande emozione. Stamani ero pronto: azione, motore… ma nessuno ha potuto battere il ciack…l’attore non c’è,  ha abbandonato la scena in silenzio la notte prima. Ciao Antonio.
Inserito da enzo , sabato 14 maggio 2011 alle 10:09 - Commenti (2)

Un po' di appuntamenti

Sabato 14 maggio:

Ore 10:30 - Parteciperò all'assemblea di IVV a San Giovanni Valdarno e si parlerà di cooperazione sociale

Ore 15:30 - Festa indiani Sikh a Terranuova

Ore 18:00 - Presentazione del libro "Parole e tradizioni del versante valdarnese" di Crista Bertelli ...

 

Inserito da enzo , sabato 14 maggio 2011 alle 00:43

Il viaggio di Mukela


E’ la vigilia di Pasqua, vado, ancora una volta, in visita al carcere a Sollicciano. Per le feste c’è sempre un’atmosfera più triste e amara, se possibile, nelle prigioni. Passando davanti alle celle del secondo braccio è un lento lamentio di auguri quello che, come un mantra triste e disperato, ci accompagna. Proprio sopra le nostre teste, a ventotto anni, se ne è appena andato un giovane senegalese. Mukela (il nome è inventato, ma la storia no). Ha terminato qui il suo terribile viaggio della speranza. Alle spalle deserti attraversati, umiliazioni, sbarchi da clandestino, centri di accoglienza. Poi finalmente Firenze, ma ecco una rissa, lo spaccio. Capolinea del miraggio chiamato Europa, il carcere di Sollicciano. Mukela si è ìmpiccato ad un improbabile, ma solido ancoraggio, con le maniche della tuta da ginnastica.

Sono tanti i non italiani nelle nostre carceri, ottanta su cento. Un grande caravanserraglio di religioni, sudori, lingue, privazioni e violenze. Tutti equamente distribuiti nei due metri quadri procapite di anguste celle. Unico comun denominatore il loro reddito, uguale a zero. In cella si sa, oramai da noi ci rimane solo la povera gente. Tanti anche i tossicodipendenti, che invece non dovrebbero stare lì. Più trasferimenti in comunità o nei centri di recupero per loro significherebbero più spazi e minori occasioni di degrado e violenze fisiche e psicologiche per gli altri.
Ma là dentro tutto è contorto ed inversamente proporzionale: aumentano i detenuti e diminuiscono i custodi. E così, addio a frequenze scolastiche, laboratori artigianali, attività di reinserimento. Più semplice e sicuro tenere tutti in cella giorno e notte, sottartta l’ora d’aria. Addio anche a qualche soldo guadagnato e a un possibile mestiere da imparare, utile magari quando si esce per non farsi riacciuffare dal vorace mercato dell’illegalità, sempre pronto ad assumere.

Ancora un raggio prima di uscire, ci appare un gigante dalla pelle nera e dagli occhi tristi e scuri, le mani serrate sulle sbarre della sua cella. Ci guarda severo, intensamente. Sembra l’immagine piano americano di un crudo film di Oliver Stone. Lui guarda dritto e non parla. Ma dice molto quella sua maglietta rossa aderente con scritto su “la vita è dura… e poi muori”. Amara ed essenziale esegesi del viaggio di Mukela.

In carcere, a Pasqua. Forse qui, più di ogni dove, si attende la rinascita.

Inserito da enzo , martedì 26 aprile 2011 alle 08:34 - Commenti (3)

Odissea digitale

C’è poco da fare, anche quelli che come me che quando sentono dire “PC” non pensano al Computer ma al Partito Comunista e per SMS intendono la Società di Mutuo Soccorso, devono fare i conti ogni giorno con i sistemi informatici, con la rete, le telecomunicazioni. Oramai è sfondato lo spazio cibernetico degli scettici; è in casa di tutti o quasi. Il digitale pervade ovunque, una avanzata poderosa e utile assai, ma talvolta insidiosa. Digital divide, crisi della carta stampata, digitale terreste. Tre handicap tecnologici con  cui quest’anno anche  la Toscana sarà costretta a misurarsi e lenire, se non risolvere. Un “2011 odissea nel digitale”. Ecco si, dalla fantasia galattica e socialfuturistica del grande maestro del cinema Kubribick, mi affiorano piccole sequenze, più o meno come in un film. 
Elvira e il digitale. Elvira, settant’anni. Sola nella vecchia casa popolare, ancora il mettitutto e formica a volontà, frigo rumoroso e robusto televisore col centrino sopra. Palla di neve che custodisce un’improbabile gondoletta e telecomando in mano, il suo rapporto col mondo. Se schiaccia il secondo tasto ecco l’Isola dei Famosi, al cinque c’è la De Filippi, di mattina all’uno le ricette della Clerici. Per le notizie bastano i tasti 8 e 9, le televisioni locali che le raccontano le cose del suo paese, della sua gente. Ogni tasto una certezza. Elvira non sa che tra poco tutto cambierà. Che presto sarà invasa da programmi, canali su canali con signori che parlano anche altre lingue. E i tasti del suo nuovo telecomando non risponderanno più come prima. Poca informazione e troppi ritardi che metteranno in difficoltà non solo Elvira ma anche il settore produttivo, le nostre care emittenti toscane (alcune di esse già in sofferenza) e perfino gli antennisti, che con i loro rappresentanti hanno già vivacemente suonato gli allarmi. La Regione dovrà con celerità fare la sua parte che non è irrilevante.
Il creativo e l’adsl. Luca, giovane grafico che vive in campagna. O meglio in montagna, nel Pratomagno, dove ora è nato anche il figlio Francesco. Ogni giorno scende a valle, in macchina un pacco di disegni, cd, il computer. Tanto lavoro accumulato che in casa, nonostante lo studio, non c’è verso di portare a termine. No, perché dell’adsl, da queste parti, neppure l’ombra. Qui si naviga a vista, su internet. Si naviga poco e male, parecchio male. Luca sa che la Regione Toscana ha un progetto per portare la banda larga nelle zone più lontane, ma ci sono ritardi e conosce le difficoltà di Eutelia che ha vinto la gara. Luca è arrabbiato, sente che non ha le stesse opportunità dei colleghi di città. Se va avanti così sarà costretto a lasciare Poggio di Loro, e questo proprio non gli va giù.
Scendere in Campo con l’IBOOK. Carlo, politico. Se le televisioni soffrono, i giornali non ridono. Anche in Toscana testate che hanno chiuso, altre costrette a precarizzare i collaboratori, a ridurre le redazioni. Non solo perché da noi si legge poco. Carlo, prima Sindaco nella bella città della costa toscana, poi assessore regionale, non poteva iniziare la giornata senza la sua “mazzetta di giornali”. Prima una rapida scorsa a quello di partito, poi quello delle grandi firme e degli editoriali. Infine il giornale locale e quello dell’opposizione. Fogli grandi che fanno rumore, profumo di stampa, rito. Carlo, alla mattina coi giornali non poteva rinunciare al cornetto, al caffè e a qualche sigaretta. Adesso, ad uno a uno, ha tolto tutto: prima le sigarette, poi il cornetto e anche il caffè. E da quando il Presidente ha scelto per tutti gli amministratori l’Ipad, via anche i giornali. Ora solo orzino e quella bionica tavoletta di vetro e acciaio quasi tascabile. Carlo ci legge tutti i giornali possibili, ci naviga in rete, salva gli articoli più interessanti di ogni tipo. Buongiorno tecnologia, addio poesia e addio anche alla carta stampata. Carlo talvolta  guarda  la sottiletta finissima e ci ride sopra ripensando a Benigni che nel 1994 con l’annuncio di  Berlusconi di voler “scendere in campo”, citò i su babbo che commentando l’industriale milanese disse: “Anch’io da ragazzo prendevo il giornale, lo mettevo sotto l’ascella e scendevo in campo. Pe’ forza, a quei tempi  né bagno né carta igenica!”
E’ la stampa bellezza, la stampa… e tu non ci puoi far niente!
di Enzo Brogi, la Repubblica, 21 aprile 2011
Inserito da enzo , giovedì 21 aprile 2011 alle 10:58 - Commenti (2)

I non luoghi


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Si è svuotato il grande parcheggio, gli adulti hanno fatto spesa e si sono affrettati a rientrare nelle loro case per scartare cibi ridenti e colorati da passare velocemente al microonde. E' freddo e già buio pesto, quando i primi sparuti gruppetti di ragazzi si avvicinano, scarsamente riparati, nel loggiato del supermercato appena chiuso. Si scaldano mani e pancia con tranci di pizza fumante al salamino piccante, appena comprata alla vicina Pizza Hut.  Si riconoscono le voci sguaiate, ma tanto qui non danno noia a nessuno, dice qualcuno. Alcuni si agitano contrariati  sul fallaccio del terzino mentre altri si infervorano sulle procaci ed ammiccanti doti della stellina del Grande Fratello. Nell’angolo una biondina in minigonna e calzettoni neri scimmiotta, davanti al piccolo pubblico, le mosse di ballo, canticchiando il ritornello della rivelazione dell’ultimo X Factor.  Si somigliano tutti molto: berretti e scarpe simil All Stars, jeans larghi e calati, giubbotti bomber. Uomini e donne è indifferente, forse si riconoscono dalle sciarpe: ricordano le maglie delle squadre campioni del calcio quelle dei ragazzi, più gentili quelle delle ragazze. Il grande parcheggio, che fra poco si riempirà di nuovo, divide le piccole bande dall’enorme cubo di cemento di fronte che, con una grande incandescente insegna rossa e le molte sale, richiama alle luci della ribalta cinematografica. Loro attendono l’apertura, ed è lì che entreranno tra qualche minuto, raggiunti da tanta altra gente. Si, saranno in molti, probabilmente per vedere il nuovo colossal americano in 3D.  Negli altri due lati della strada ancora scatoloni di cemento ma dipinti d’arancione, a quest’ora completamente al buio. In quello di sinistra si vendono mobili a buon mercato e articoli ed indumenti sportivi e nell’altro, a destra, è ospitata una concessionaria d’automobili multi marche.  Quale dialetto o lingua parlino i ragazzi non ha importanza, neppure se siamo a Dresda, Nantes, Catanzaro o Pontedera ha importanza. E’ tutto uguale: stessi luoghi, stessi vestiti, stesso cibo, la medesima architettura. In tanti, come scrive anche  l’antropologo Marc Augé che ha studiato a lungo questi spazi, raggiungono giorno o notte questi luoghi  attratti da luci e colori, per trascorrere il tempo,  per vincere solitudine e noia, per vedere altra gente.  Nessuna specificità, un non luogo vale l’altro non luogo. Puoi confonderti, puoi non sapere dove ti trovi, in quale Paese sei, quale lingua parla il tuo vicino. Quello che cambia moltissimo, invece, sono i centri storici di quelle città, assai diversi l’uno dall’altro. Atmosfere, architetture, monumenti e spazi armonici,  riconoscibili e definiti. Quei centri che spesso sono costretti a soccombere, sopraffatti dalle nuove agorà dell’anonimato. In quelle piazze vicine ai monumenti, nelle stradine che le abbracciano, calano per sempre molte saracinesche e si spengono le insegne. Muoiono così le piccole botteghe alimentari, le ferramenta, il meccanico e le librerie. E con loro anche i cinemini  parrocchiali o delle Case del Popolo. Si svuotano per lasciar posto, quando va bene, alle agenzie immobiliari, ai nuovi uffici dei broker o degli informatori commerciali, alle banche e alle assicurazioni. Regalando, così, merci e clienti ai nuovi spazi, ai non luoghi. Regalandogli anche quei ragazzi che solo qualche decennio prima, probabilmente vestiti, in modo assai diverso gli uni dagli altri, si sarebbero divisi tra quei cineminiper idee e per sentimenti, magari con un libro o un giornale nelle tasche dei loro giacconi. I sociologi ci diranno che è il progresso, che è così che si va avanti. Ma almeno la sera, se quei luoghi dove di giorno vi arrivano merci preconfezionate, imballate, congelate inumane, si aprissero alla creatività! Se almeno offrissero l’opportunità, a chi sciama tra le sale del cinema, di trasformarsi non solo in spettatori passivi. Se vi si potesse far teatro, suonare, ballare, parlare. Forse qualcuno avrebbe voglia di vestirsi, di mangiare, di curiosare in modo diverso, forse anche di protestare. Ed allora, forse, qualche insegna dal centro storico strizzerebbe l’occhio più luminosa.
enzo brogi 

Inserito da enzo , domenica 17 aprile 2011 alle 10:35 - Commenti (0)

Fermento... sulla polvere


C’è un bel fermento per l’arrivo di Matteo Renzi a Montevarchi oggi pomeriggio alle ore 18:00.
Un incontro che si preannuncia ovviamente tutto “Fuori” (come titola appunto il suo libro) dagli schemi tradizionali della comunicazione politica.
Dunque niente classici Auditorium o salette conferenze. Incontrermo Renzi nella bella Multisala Cine 8 di Montevarchi. Insomma, “Fuori” dalle paludi che imbrigliano la vecchia politica, come dice lui, ma dentro ai luoghi della cultura, i luoghi dove nascono le idee, dove prendono vita personaggi e punti di vista sul mondo, dove si immaginano scenari nuovi e futuri.
Sul palco la panchina, simbolo di una generazione che aspetta e le cassette di frutta vuote. Ma sullo schermo passeranno video, spezzoni di qualche film che intervalleranno la voce "fuori dal coro di Renzi" assieme a parole e chitarre di alcuni famosi brani musicali.
In sala saranno presenti i Sindaci del Valdarno, personaggi rappresentativi del mondo della cultura e della società valdarnese, nonché i candidati del PD a Sindaco dei Comuni di Montervarchi, Francesco Maria Grasso, e di Figline Riccardo Nocentini. Matteo Renzi è senza dubbio uno dei personaggi politici più interessanti del momento. Certo, anche uno fra i più discussi  ma valuto sempre in positivo chi prova a soffiare sulla polvere dell’indifferenza alla politica e ai progetti per il nostro futuro.

Inserito da enzo , sabato 16 aprile 2011 alle 09:17 - Commenti (0)

Ciao Vittorio

Sono sgomento. Ho il nodo in gola con questa immagine tremenda di Pier Vittorio Arrigoni che mi si è conficcata in testa. Vittorio era uno dei tanti ragazzi della cooperazione, per la cooperazione. Uno delle centinaia che ho incontrato, con cui ho discusso, lavorato. Era un ragazzo semplice, ma aveva troppe idee bislacche, voleva stare nella striscia di Gaza per aiutare i bambini palestinesi, voleva far smettere le guerre, scriveva di diritti umani, di indipendenza. Aveva un motto, pare lo dicesse sempre: “RESTIAMO UMANI”. Lo ricordo così. Ciao Vittorio”.

Inserito da enzo , venerdì 15 aprile 2011 alle 17:16 - Commenti (7)

L'anima della Terra vista dalle stelle


Venerdì 15 aprile, alle ore 21, presso il Teatro Bucci di San Giovanni Valdarno, Margherita Hack e Ginevra Di Marco presenteranno “L'anima della terra (vista dalle stelle)” uno spettacolo di canzoni e parole che indagano il rapporto tra l’umanità e l'universo che l’accoglie. E’ l’incontro di due “stelle” nate in Toscana che diventa l'occasione per indagare su alcune tematiche sociali d’attualità: immigrazione ed emigrazione, nuove energie, globalizzazione, lavoro, corruzione...
Ginevra Di Marco interpreterà alcune fra le melodie più belle su questi argomenti: brani densi di significati, valori e storia, musiche tradizionali e canzoni d’autore dalla Bretagna, Cuba, Macedonia, Albania, Italia del Sud, Toscana.. Margherita Hack alternerà alle canzoni i suoi testi di approfondimento, puntualizzando ed espandendo i concetti con la forza della sua immensa esperienza e il suo carisma. E’ un concerto-spettacolo che ha avuto un grande successo in tutt’Italia e nasce dall’idea e dalla direzione di Francesco Magnelli che, con le sue tastiere, è in scena insieme ad Andrea Salvadori alle chitarre e Luca Ragazzo alla batteria.
Questo appuntamento apre una serie di iniziative legate alla Festa della Liberazione promosse dall’ANPI del Valdarno e dai comuni di Bucine, Cavriglia, Castelfranco di Sopra, Laterina, Pergine Valdarno, Piandiscò, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini.
Non mancate!!!!

Inserito da enzo , giovedì 14 aprile 2011 alle 10:13 - Commenti (2)

Mozione unanime a della AFV Beltrame

Rafforzare l’impegno per un tavolo di confronto che coinvolga azienda, istituzioni e organizzazioni sindacali in modo da delineare il reale stato in cui versa l’Afv Beltrame di San Giovanni Valdarno (FI) e le prospettive dello stabilimento e dell’occupazione. È quanto abbiamo chiesto nel dispositivo della mozione, anche da me firmata e che il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità. L’Afv Beltrame, che opera nel settore siderurgico e che occupa 75 dipendenti, è una realtà produttiva importante per il territorio. L’interessamento della Giunta è stato richiesto perché i messaggi contraddittori che arrivano dalla proprietà fanno temere per il futuro dello stabilimento”.

Inserito da enzo , giovedì 14 aprile 2011 alle 10:10 - Commenti (1)

Per la crisi dell'informazione, approvata mozione

Dobbiamo fare un attento esame della situazione del sistema dell’informazione toscana, intervenendo nelle specifiche situazioni di crisi a partire dalle testate che hanno sospeso o ridotto le loro attività. Ieri in aula è stata approvata all’unanimità la mozione che avevamo presentato assieme al capogruppo Vittorio Bugli impegnando anche lo stesso Consiglio a costruire un momento di confronto sulle prospettive più generali dell’informazione regionale, in considerazione dei rapidi sviluppi delle nuove tecnologie. Siamo convinti che questi sviluppi possono costituire non solo un fattore di crisi ma anche una grande opportunità per il mondo del giornalismo e per la società toscana. Considerata la situazione di crisi di Canale 10   manifestata dai dipendenti anche sotto la sede regionale di Palazzo Panciatichi diventa ancora più necessaria la necessità di svolgere un’indagine sull’intero sistema informativo esistente in Toscana anche alla luce degli sviluppi connessi alle nuove tecnologie e al digitale terrestre. 

Inserito da enzo , giovedì 14 aprile 2011 alle 09:48 - Commenti (1)

Fuori!

Un palco semplice, con una panchina e alcune ceste di frutta vuote…
Sono contento che Matteo Renzi abbia accettato di inserire anche il Valdarno nel tour che sta portando avanti in tutta Italia per presentare il suo libro.
Sarà con noi Sabato 16 aprile alle 18:00 a Montevarchi nella Multisala Cine 8 (gentilmente concessa).
Non sarà una presentazione di tradizionale… niente lungaggini e format innovativo.
Per il Valdarno, terra storicamente curiosa, critica e attenta credo che sarà una bella occasione di incontro.
Spero di vedervi... e grazie se passate parola!
Inserito da enzo , lunedì 11 aprile 2011 alle 10:12 - Commenti (2)

Thomas... non perdetevelo!

Sabato 9 Aprile alle ore 18:00 presso la Libreria Fahrenheit di San Giovanni Valdarno Presentazione ufficiale della Graphic Novel "Thomas" a cura di Mariagiovanna Cutini. Saranno presenti gli autori, Michele Lazzaro e Luca Brandi e anche il Sindaco Maurizio Viligiardi. E' un bellissimo lavoro.....
Inserito da enzo , sabato 9 aprile 2011 alle 08:02 - Commenti (0)

Un po' più in là...

GIOVEDI ore 22.10 su TOSCANA TV
ma anche sul canale web www.tvision.it e su youtube al canale unpopiuinlatv


Sette minuti a settimana per guardare oltre ai soliti confini per ricordarci che non ci siamo solo noi e nutrire la curiosità: una delle ragioni per cui vale la pena di vivere, come direbbe Saviano.
E’ “un po’ più in là” la trasmissione settimanale prodotta da Sicrea a cura di Maurizio Izzo che Toscana TV trasmetterà dal prossimo 7 aprile.
Sono racconti, testimonianze, storie,  raccolte in giro per il mondo, dall’Asia, all’Africa all’America Latina.  Ci troverete immagini bellissime e tante persone che hanno vite diverse dalle nostre, a volte difficili e drammatiche a volte invidiabili. Sarà anche il modo per raccontare cosa fa la cooperazione toscana  nei paesi del sud del mondo.
Con Maurizio Izzo in studio ogni volta anche un ospite, qualcuno che per le ragioni più varie ogni tanto parte e va in giro per il mondo.
Nelle prime puntate la storia di una fattoria indiana che si ribella all’agricoltura chimica, le speranze dei giovani palestinesi di Betlemme, la scoperta di una radice che sfama un miliardo di persone.
In studio, tra i primi ospiti, c'ero anch'io, assieme a Renato Burigana, Gianluca Mengozzi, Tito Barbini.

Inserito da enzo , mercoledì 6 aprile 2011 alle 23:38 - Commenti (405)

Il film della mia vita



Va beh... non è stato facile scegliere il film... anche se questa inziativa del Circolo Aurora di Arezzo mi è piaciuta davvero. Cinque personaggi scelti nel mondo dello sport, politca, cultura, università e spettacolo intervistati dal comico Francesco Maria Rossi sul loro film prescelto. Io... il politico di turno... e guai a chi recita! E allora non ho potuto pensare che a "Ivo il tardivo", girato a Cavriglia negli anni in cui ero Sindaco e in cui come al solito provavamo a valorizzare il territorio a partire dalla nostra appassionante cultura toscana! Un tema che mi pare ancora di grande attualità... una pellicola ancora da vedere con gran piacere.

Inserito da enzo , lunedì 4 aprile 2011 alle 10:47 - Commenti (4)

Premiata la Polynt
Risultato importante per il Valdarno. Ennesima dimostrazione che investire in ricerca e innovazione paga.
C’è anche quello della Polynt di San Giovanni Valdarno tra i 14 progetti che l’amministrazione regionale cofinanzierà con l’obiettivo di creare 106 nuovi posti di lavoro. La Polynt fa parte delle aziende selezionate dalla Regione, i cui responsabili hanno incontrato oggiAggiungi un appuntamento per oggi a Firenze l’assessore Gianfranco Simoncini, perché hanno dato una spinta importante, grazie ad innovazione e ricerca, al consolidamento in Toscana di settori innovativi, competitività dei territori e creazione nuovi posti di lavoro. La Regione mette in campo 61 milioni di contributi che ne attiveranno oltre 120 di investimenti in progetti di ricerca e sviluppo nei settori Ict e telecomunicazioni e meccanica avanzata, robotica, meccanotronica.
“Si tratta di una grande soddisfazione e di una importante opportunità per l’azienda e per il Valdarno. E’ l’ennesima dimostrazione che investire in innovazione e ricerca paga. Il Valdarno offre uno spaccato di aziende altamente qualificate, di imprese all’avanguardia per le tecnologie utilizzate, per la capacità di stare sul mercato internazionale, per gli investimenti in ricerca. Il riconoscimento di oggi ci stimola a sostenere sempre con maggior forza realtà come quella della Polynt, che scommettono sull’innovazione e raggiungono con coraggio, determinazione e alta qualificazione risultati molto importanti in Italia e all’estero.
Inserito da enzo , sabato 2 aprile 2011 alle 19:17 - Commenti (11)

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