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bastiancontrario
Mi piace affidare alla lettura degli amici la laica riflessione del caro "bastiancontrario" Stefano Marcelli

Ci sono coincidenze che mettono i brividi . Il 5 dicembre scorso, Makwan Moloudzadeh ( 21 anni ) è stato ucciso dal boia alle cinque del mattino, nell'ovest dell'Iran. Quel reato , il “lavat” (sodomia) l’aveva compiuto quando aveva 13 anni, con tre coetanei che hanno ritirato ogni accusa.
In quelle stesse ore, al Senato della Repubblica Italiana , il Governo rischiava di cadere per l’opposizione di alcuni parlamentari di destra e di ( fa un po’ ridere) centrosinistra a una parte del decreto sulla sicurezza che introduceva in Italia alcune norme contro la discriminazione previste all'art. 13 del trattato di Amsterdam, "fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali".Contro la norma europea , tutta la destra, compreso Giulio Andreotti, la mitica Binetti e Mastella , che ha minacciato di far cadere il governo. Secondo Alfredo Mantovano ( AN) ci sono ambiti in cui la discriminazione sessuale è giusta :scuola,sport ed esercito.
” Il governo – per Rocco Buttiglione – tenta di creare una polizia delle idee ed una nuova inquisizione contro coloro che ritengono che l’omosessualità possa essere un disordine morale ”.E qui ci vuole la faccia di bronzo. Per cinque secoli la Santa Inquisizione ha ucciso, torturato e incarcerato milioni di persone nel mondo con l’accusa di eresia , “nemici di Dio “, così come oggi in Iran si impiccano i “ mohareb ” ,” nemici di Allah “. Delitti tanto efferati da indurre Papa Wojtila a chieder scusa davanti al mondo.
Si legge nel Manuale degli inquisitori di Nicolau Eymerich : “Bisogna ricordare che lo scopo principale della condanna a morte non è salvare l’anima del reo, ma terrorizzare il popolo”. Si tratta quindi di un puro esercizio di potere , non di Dio, ma della Chiesa e dei suoi vertici sul popolo. Un obbiettivo che sembra essere stato centrato dai cattolici ortodossi italiani. Il ministro Chiti ha annunciato che la norma sarà cassata : in Italia, si può continuare a discriminare.
Ieri cadeva il cinquantenario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo .L’assessore Toschi ha chiesto al papa di togliere il ricorso alla pena di morte dal Catechismo ( bravo !). Martini ha dedicato la ricorrenza alla Libertà di Religione. Assieme agli oppositori iraniani, io avrei preferito allo Stato Laico : a Roma come a Teheran.
Inserito da enzo , martedì 11 dicembre 2007 alle 09:52 - Commenti (4)

La Boehring è storia del Valdarno...

“Scongiurare il trasferimento dei 140 impiegati e lo smantellamento dello stabilimento della Boehringer di Reggello”. Questo il senso dell’interrogazione urgente presentata alla Giunta Regionale dai consiglieri del Partito Democratico Gianluca Parrini ed Enzo Brogi sulla vicenda dell’azienda farmaceutica Boehringer che ha deciso di trasferire circa 140 dei 180 impiegati in un nuovo stabile recentemente acquistato a Milano.


“Abbiamo chiesto al Presidente Martini – spiega Gianluca Parrini – di mettere in atto tutte le possibili iniziative per evitare il trasferimento di così tanti dipendenti che porterebbe inevitabilmente allo smantellamento dello stabilimento sul territorio. Sarebbe un colpo mortale per l’economia del Valdarno, la Boehringer è un’azienda presente sul territorio dal 1973 ed è un vero e proprio polmone dal punto di vista occupazionale e produttivo della zona coinvolgendo tantissime famiglie di Reggello e del Valdarno”.


Per Enzo Brogi il trasferimento di così tanti dipendenti “significherebbe un impoverimento del territorio, l’azienda farmaceutica è un presidio importante per il Valdarno, per questo ci siamo mossi con urgenza in modo che la questione venga trattata nella seduta del Consiglio Regionale del prossimo 18 dicembre. Con questo trasferimento il territorio perderebbe non solo molti posti di lavoro ma un’azienda che fa parte della storia del Valdarno”.


“Invitiamo la Giunta regionale – concludono Brogi e Parrini – a prendere in considerazione le richieste d’incontro che arrivano dalle rappresentanze sindacali e di attivarsi per far cambiare idea alla direzione dell’azienda rendendo più appetibile il mantenimento delle strutture produttive e dei livelli occupazionali della Boehringer sul territorio”.
- comunicato stampa, 6/12/2007 -
il testo dell'interrogazione >>>

Inserito da enzo , sabato 8 dicembre 2007 alle 12:57 - Commenti (779)

Veltroni a Firenze



manifestazione regionale PD
Auditorium Piazza Adua
ore 21;00
Firenze
scarica invito >>>

Inserito da enzo , venerdì 7 dicembre 2007 alle 10:56

Il silenzio...

La diversità del silenzio e il silenzio della diversità
diritto alla salute mentale
diritto di appartenenza alla comunità

Giovedì 6 dicembre ore 21:15
Dibattito e presentazione del libro
"La leggenda del Pino Gobbo" di Sauro Testi
con Enzo Brogi
Caffé letterario FahreHaith 451
San Giovanni Valdarno
il ricavato della vendita del libro sarà completamente devoluto all'associazione "Solidarietà del popolo Sarawi"
programma >>>

Inserito da enzo , martedì 4 dicembre 2007 alle 13:17 - Commenti (2)

La Toscana contro la violenza di genere

La Toscana è contro ogni violenza di genere. ll Consiglio Regionale ha approvato all'unanimità una legge che intende combattere ogni tipo di violenza di genere – psicologica, fisica, sessuale ed economica – nella consapevolezza che essa rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali, una minaccia per la salute e un ostacolo al godimento del diritto ad una cittadinanza sicura, libera e giusta.


Gli Obiettivi
Il principio di base è sancito dall’articolo 1: ogni tipo di violenza di genere, psicologica, fisica, sessuale ed economica, ivi compresa la minaccia di tali atti, costituisce “una violazione dei diritti umani fondamentali”, “un’autentica minaccia per la salute” ed “un ostacolo al godimento del diritto ad una cittadinanza sicura, libera e giusta”. Gli obiettivi sono allora da un lato la prevenzione della violenza, dall’altro l’assistenza ed il sostegno alle vittime. Da sottolineare che la legge non individua la donna come unica vittima: intende prevenire la violenza che colpisce donne, ma anche uomini e bambini.

I soggetti e gli strumenti


E’ la Regione che si assume il compito di “promuovere attività di prevenzione” e di “garantire adeguata accoglienza, protezione, solidarietà, sostegno e soccorso alle vittime”. Lo strumento principale è la costituzione di una rete di relazioni fra tutti i soggetti che si occupano da più punti di vista del fenomeno: Comuni, Province, aziende ospedaliero-universitarie, aziende USL, ufficio scolastico regionale, uffici scolastici provinciali, forze dell’ordine, uffici territoriali del Governo, magistratura, centri antiviolenza presenti sul territorio. La rete ha lo scopo di favorire procedure omogenee e attivare l’immediato intervento dei soggetti. La Regione adotta linee guida e di indirizzo e promuove intese e protocolli di intervento omogenei; le Province promuovono il coordinamento territoriale dei soggetti.

 

Le azioni

Molteplici le azioni previste, che si sostanziano in:


Attività di prevenzione:
Sostegno e soccorso alle vittime

  • Ruolo dei centri antiviolenza (servizi di ascolto e di sostegno alle vittime e altre attività)
  • Centri di coordinamento presso aziende ospedaliere e USL (interventi del personale sanitario per assistenza, cura, esami, referti, interventi multidisciplinari)
  • Case rifugio e soluzioni abitative temporanee
  • Formazione degli operatori sanitari e di enti locali, centri, forze dell’ordine, magistratura e prefetture
  • Istituzione di un Osservatorio sulla violenza di genere

Clausola valutativa


Per monitorare la situazione e verificare l’attuazione della legge, la Giunta, a partire dal secondo anno dall’entrata in vigore della legge, riferirà annualmente in Consiglio sui risultati ottenuti e trasmetterà alla commissione competente la documentazione relativa al monitoraggio e all’analisi, oltre che le linee guida, le intese e protocolli, l’elenco dei progetti e delle altre azioni intraprese.


Scarica il testo della proposta di legge >>>
 

Inserito da enzo , martedì 4 dicembre 2007 alle 13:14 - Commenti (3)

la musica... con Alessandro Benvenuti

- "Sandrone, cosa pensi di poter dire sulla musica"?
- "Enzino...la musica?

E' tardi quando Brogi mi chiede di dire qualcosa sulla musica. E'
tardissimo: è notte fonda. E l'unica musica alla quale penso è quella del
ronfare della mia cagna. E', il suo, un rumore sommesso, nasale, di fiato
che si tramuta in sfiato. Ogni tanto un rantolo, un suono in levare, un
abbozzo di guaito ma subito smorzato da un sibilar più cupo, da uno strappo,
da un ronff prolungato che chiude la sua corsa in un ripido, improvviso
scalino di silenzio, un'apnea, per qualche istante, poi il ciclo si ripete.
Che cosa sogna? Che tipo di animale sta rincorrendo? Starà giocando? Nel
film in bianco e nero che ora sta girando, riuscirà alla fine ad
acchiapparlo? La musica della notte è questa qua: prodotta dal setto nasale
di un Bracchetto inglese e dal rumore di fondo di una città che sembra
respirare il proprio male oscuro. Qua e là, ogni tanto, un assolo di
motorino: qualcuno va cercando il suo destino...Oppure una sirena, che porta
nel suo grembo una disgrazia, un chiassoso dolore. La musica per adesso è
questa; mentre nel proprio fodero dorme la mia chitarra tranquilli sonni
ovattati. Ripensa alle vibrazioni delle note di ieri, immagina le armoniche
di quelle di domani. Riusciranno le mie mani a farla cantar felice? A.B.


Inserito da enzo , martedì 4 dicembre 2007 alle 08:36 - Commenti (5)

Musica leggera e musica pesante...
Ringrazio di cuore tutti coloro che stanno aderendo alla nostra campagna per una legge sulla musica e in particolare quelli che intervengono attivamente nel dibattito sulla musica popolare, sulle distinzioni al suo interno (“jazz” contro “commerciale” ecc..) e sulla opportunità o meno di prevedere la valorizzazione di tutta la musica popolare.

Premesso che il buon Duke Ellington, come ci ricorda spessoil nostro autorevole amico Stefano Bollani, parlava solo di musica “buona” e di musica “cattiva”, e che anche il mitico Glenn Gould sosteneva l’utilità, quando non il valore, di tutta la musica, la mia idea in proposito è che la musica vada sostenuta in quanto musica, capace di dare a ciascuno di noi, individualmente e/o collettivamente, benessere, energia, fantasia, intrattenimento ecc.. Bisognerà naturalmente vedere che tipo di sostegno dare a quale tipo o genere di musica (mi sembra ovvio che Eros Ramazzatti o Madonna o i Rolling Stones non abbiano bisogno di sostegno economico o di aiuti per la promozione/diffusione..).

Ho trovato molte suggestioni e conferma di questo mio modo di vedere le cose (almeno sino ad ora!) in un bellissimo libro a cui vorrei rimandare, e di cui consiglio caldamente la lettura. Si tratta de "Il pensiero del cuore" (Bompiani, 1991), scritto dallo psicanalista e musicista Denis Gaita, di cui mi piace però anticipare qualcosa.

Gaita esordisce così:
Non tutto si può dire. 'La canzonetta' di un quartetto di Beethoven mi commuove e mi fa pensare, ma non saprei esprimere con le parole che cosa vuol dire. E’ piena di senso per me, ma forse non ‘significa’ nulla.

Parlando, oltre che dell’ascolto, anche di altre esperienze (l’accensione simbolica, l’avventura psicanalitica..), Gaita prosegue affermando che
L’elemento decisivo di esperienze come queste, dunque, è qualcosa che … mi si impone alla mente con una felicità e un’efficacia forte degli affetti, in cui è racchiuso un mio segreto privato che riconosca in una forma del mondo, e che non si può tradurre in parole senza perderne il profumo. Questa produzione di senso ha tratti bizzarri: è in qualche modo passiva (non sono io che governo quella forma, ma è lei che sembra parlarmi irresistibilmente), assolutamente soggettiva (quella canzonetta, quell’emblema o quel sogno muovono o commuovono in quel momento soltanto me) e relativamente indicibile. …

Successivamente, l’autore entra così nel vivo della nostra discussione:
Che cos’è la musica ‘leggera’? Verrebbe fatto di contrapporla a una musica ‘pesante’!, e spesso nell’immaginario dell’ignoranza musicale è proprio così: la musica ‘classica’ è ‘pesante’ , la ‘leggera’ è, come si dice, piacevole, rilassante, spensierate. Ma non è così semplice dividere la musica in colta ed extra-colta, leggera e classica . I tratti distintivi della musica ‘colta’ sarebbero la complessità della struttura, la densità del pensiero musicale, l’assenza di ‘effetti’ o di ‘commercialità’ e, in ultima analisi, il lavoro mentale e culturale che ne richiede l’ascolto. La musica ‘extracolta’ avrebbe al contrario una struttura semplice, un pensiero già pensato, una forma accattivante e nessuna richiesta di fatica nell’ascolto.
Così, nel senso comune, è pacifico che Franco Battiato, i Beatles e Ofra Haza siano ‘musica leggera’, mentre Rossini, Bach e Mevlana siano ‘musica classica’. Ma, a una lettura meno conformista, le cose non stanno così…”.

Inserito da enzo , martedì 4 dicembre 2007 alle 08:35 - Commenti (4)

Cultura: approvato il PIC!
La Commissione Cultura approva il Piano Integrato della Cultura.
Per la prima volta spazio alla musica popolare contemporanea!

Giovedì scorso abbiamo approvato il Piano della Cultura 2008-2010, uno degli atti più importanti per la mia Commissione e che riassume le politiche della regionali che interessano le attività culturali, lo spettacolo, le attività di educazione e formazione alla musica e al canto corale, la promozione della cultura contemporanea.
Il piano prevede, tra gli obiettivi generali, un incremento dei livelli di fruizione, attraverso la riduzione delle difficoltà di accesso e la promozione di consumi culturali qualificati; il radicamento dell’offerta culturale nelle comunità locali; la qualificazione dei servizi diffusi sul territorio regionale, attraverso progetti di innalzamento degli standard qualitativi, soprattutto di musei e biblioteche, e l’ottimizzazione delle reti territoriali.
Le risorse complessivamente coinvolte nell’attuazione del piano, così come indicate nella pdd 418, ammontano per il triennio a € 105.840.732,70. La seguente tabella le suddivide per anno per fonte di finanziamento:

Questo fondamentale passaggio istituzionale è stato segnato però da una per me importantissima novità: per la prima volta, grazie ad un emendamento che abbiamo presentato e che è stato approvato anche con l’assenso dell’assessore Cocchi, si introduce nel Piano il concetto di “musica popolare contemporanea”, intendendo con essa ogni forma di espressione musicale diversa dalla musica lirica, sinfonica o colta, realizzata, in una o più fasi del ciclo produttivo-distributivo, in Toscana da soggetti operanti in Toscana. Sono ricompresi infatti nella definizione di musica popolare contemporanea generi musicali come il jazz, il rock, il blues, il pop, il rap, l’hip-hop, il reggae, la musica folcloristica o etnica, l’elettronica”). Tra i progetti regionali è stato quindi inserito un intervento specifico per la promozione e il sostegno alle formazioni di giovani e ai giovani artisti che operano in questo campo. Un segnale concreto di apertura della Regione Toscana che credo non dobbiamo sottovalutare.
Si tratta di un primo risultato raggiunto, parziale ma significativo, che ci incoraggia a continuare il nostro lavoro per l’approvazione della legge sulla musica!
Il testo del PIC:
- documento di Piano
- rapporto di valutazione
Inserito da enzo , martedì 4 dicembre 2007 alle 08:34 - Commenti (7)

Una legge per la musica popolare contemporanea
In Toscana la musica - in tutti i suoi generi e in tutte le sue espressioni - sarà riconosciuta come aspetto fondamentale della nostra cultura e pertanto come fattore strategico da promuovere, valorizzare e sostenere. E' l'obiettivo che ci proponiamo di raggiungere attraverso la proposta di legge sulla musica popolare contemporanea, di cui mi sono reso promotore, e che è stata depositata in questi giorni al Consiglio regionale della Toscana.

Mi auguro che la musica popolare contemporanea – e per essa dobbiamo intendere ogni forma di espressione musicale diversa dalla musica lirica, sinfonica o colta, realizzata, in una o più fasi del ciclo produttivo-distributivo, in Toscana da soggetti operanti in Toscana, compresi quindi generi musicali come il jazz, il rock, il blues, il pop, il rap, l’hip-hop, il reggae, la musica folcloristica o etnica, l’elettronica - possa finalmente uscire dagli scantinati: non solo da quelli, quasi sempre angusti, nei quali migliaia di giovani si sono dovuti ritrovare per fare musica, ma soprattutto da quelli mentali, dagli steccati assai radicati che hanno fino ad ora diviso la musica classica o colta - che a fronte di un pubblico spesso elitario ha assorbito la quasi totalità dei finanziamenti pubblici - da quella popolare o cosiddetta “leggera”.

Il ruolo dell'intervento pubblico in campo culturale è fondamentale. E la musica popolare contemporanea, quale espressione a tutti gli effetti della nostra cultura, deve essere finanziata e sostenuta. Per questo credo nella la validità di una legge che, attraverso risorse dedicate, si proponga di garantire il “diritto all’accesso”, inteso come possibilità di ascolto e fruizione della musica, di acquisizione delle capacità espressive, di tutela e sostegno alla produzione originale.
La Toscana è una terra che raccoglie una vasta rete di giovanissimi musicisti, di gruppi musicali che si pongono come attori di una importante ricerca e sperimentazione artistica di cui dobbiamo far emergere le potenzialità, le peculiarità, l'originalità.

Del resto, riconoscere dignità culturale alla musica, anche a quella popolare contemporanea, significa non solo contribuire alla crescita del nostro patrimonio artistico, ma anche favorire la costruzione di un importante tessuto sociale, di legami, di esperienze di aggregazione e socializzazione da porsi come alternativa a forme di divertimento standardizzato, omologazione o preoccupanti tendenze all’individualismo che possono riguardare anche molti nostri giovani.
La proposta è stata sottoscritta da un numeroso gruppo di consiglieri appartenenti a tutti i gruppi di maggioranza e di opposizione del Consiglio regionale. Un risultato straordinario, che sottolinea la volontà bipartisan della Toscana di promuovere un’azione concreta per la cultura musicale.
Il progetto è il frutto di un percorso che ha raccolto idee, suggerimenti, contributi di giovani artisti, associazioni culturali, operatori, tecnici, organizzatori di eventi musicali e che ha potuto contare sull’impegno concreto di molti musicisti come Piero Pelù, Stefano Bollani, Jovanotti, Alessandro Benvenuti, Bandabardò, Negrita, Petra Magoni, Dolcenera.
L’articolato, che adesso inizierà il proprio percorso istituzionale, prevede una serie ben precisa di interventi per la promozione, la valorizzazione e la diffusione, avendo cura di abbandonare la vecchia logica degli "aiuti a pioggia" e del puro e semplice "contributo" per fare leva invece sulla pratica della partnership e della "compartecipazione", sollecitando in tal modo l'investimento nella musica da parte di una pluralità di soggetti, pubblici e privati.
Il recupero degli spazi per prove e concerti, il sostegno di percorsi formativi nelle scuole, la facilitazione dell'acquisto di strumenti musicali e apparecchiature elettroniche, l'incentivazione della partecipazione dei giovani ai festival, un "Erasmus della musica" che permetta lo scambio e la condivisione delle esperienze musicali e il sostegno alla produzione originale, sono i punti chiave del nostro progetto.
La Toscana è la prima regione d'Italia che ha deciso di presentare una proposta di legge per la musica popolare contemporanea. Mi auguro che questa iniziativa serva da esempio per altre regioni, ma soprattutto serva da stimolo al Governo affinché intervenga per superare la forte inadeguatezza sancita dalla legge 800/1967.
Alcuni ci ricordano che Regina Elisabetta II, già a metà anni sessanta, cominciò conferendo il titolo di "baronetti" ai Beatles e, successivamente, non ha mancato di offrire vari riconoscimenti a giovani talenti, espressione della creatività artistica del Regno Unito. E altri paesi europei, a partire dalla Francia, hanno già sperimentato positivi modelli di intervento.
Insomma, credo che sia proprio ora, anche in Italia e in Toscana, di recuperare questo inaccettabile ritardo legislativo, o meglio… culturale!
Abbiamo aperto un sito internet, www.unaleggeperlamusica.it, che oltre a segnalare contenuti, iniziative e contributi sulla legge, si propone di raccogliere le adesioni di tutti i cittadini che vogliono esprimere il loro assenso e il loro sostegno al nostro progetto.
Ti invito a cliccare sul banner per l’adesione… e a partecipare attivamente al dibattito commentando questo articolo sul mio blog. Grazie, Enzo
Inserito da enzo , martedì 4 dicembre 2007 alle 08:25 - Commenti (6)

Colpire la comunità di Filippo Boni

Erodoto un tempo scrisse che
“nessuno è così pazzo da preferire la guerra alla pace:
con la pace infatti, i figli seppelliscono i padri;
in guerra invece tocca ai padri, di seppellire i figli”.
In questa terra, dopo il 4 luglio 1944,
non furono né i figli a seppellire i padri, né i padri a seppellire i figli.
Furono le Madri, che seppellirono padri, mariti, e figli.
Eppure questa gente aveva scelto la pace


Filippo Boni

Un cassettone di legno austero. Sopra un centrino, un portagioie d’argento, una foto a colori tenui dei miei genitori sposi e il portafoglio del nonno, tenuto chiuso da un elastico giallo. Io bambino. Ricordi che vanno e che vengono. Luci che si accendono e si spengono. La domenica mattina dopo la messa entravo in camera da letto dei nonni e trovavo sempre lo stesso scenario: la serranda della finestra abbassata fino a metà e tenuta sollevata da un mestolo, il letto rifatto, l’armadio chiuso, un baule, una sedia con qualche vestito stirato da poco e quel cassettone. Con sopra uno specchio a cui fare linguaccia. Siccome il portafoglio del nonno “per educazione” (almeno così mi dicevano) non andava toccato, io me la rifacevo con il portagioie. Mi divertivo a capovolgerlo ed a giocare con catene e vezzi vecchi non so di quanti anni. Una mattina, quel portagioie mi cadde per terra; non si ruppe, ma il tonfo sordo sulle mattonelle grigie lo sentirono anche due stanze più in là, in cucina. Entrò il nonno e mentre raccattavo tutto alla svelta pensai che si sarebbe arrabbiato. Ma mi sbagliavo. Sorrideva. “Giocaci sopra al letto con il portagioie, così non ti casca più”, mi disse. Ma non se ne andò. Si mise a sedere sulla sedia e mi chiese di passargli il portafoglio chiuso sempre con quell’elastico giallo. “Nonno ma perché il tuo portafoglio sta sempre chiuso con l’elastico giallo - gli chiesi -, perché ci sono troppi soldi dentro?”. Lui rise. “Magari” rispose. “Il portafoglio lo chiudo con l’elastico perché dentro porto sempre con me una cosa che non posso perdere. La cosa più importante di tutte”. “E che cosa c’è dentro la chiave di casa?” chiesi. “No, no, la chiave la tengo in tasca. C’è una cosa più importante dentro”. Mentre mi rispondeva sfilò l’elastico ed i miei occhi non si staccarono dalle sue mani. Aprì la tasca interna degli spiccioli ed estrasse una moneta che mi passò. “Ma questa è solo una moneta nonno, tu scherzi”. Il nonno tacque. Quando la presi in mano per guardarla meglio vidi che io una moneta così non l’avevo mai vista. Era più grande e più spessa di quelle da “cento lire”. Di argento lucido lucido. Da un lato aveva una quadriga in bassorilievo e dall’altro il profilo della testa di un uomo serio con i baffi con sotto la scritta “Vittorio Emanuele III re d’Italia” e l’anno: “1916”. “Ma questo soldo è vecchio nonno. O a che ti serve?”. Gli chiesi. Il nonno lì per lì non rispose. “Questo non è un soldo, ma un pezzetto di cuore”, disse. Ma non capivo. “L’hai mai sentito dire il nonno Annibale?”. “Si, il tuo babbo”, risposi. “Questo era suo. Quando lo vidi per l’ultima volta avevo 19 anni e lavoravo nella sua bottega, in macelleria. Era il 3 luglio del 1944, durante la guerra. Quella sera chiudemmo la macelleria insieme e ci avviammo verso casa. Quando arrivammo alla porta arrivò un uomo, un mio amico che mi chiese se potevo andare con lui alla svelta. Dissi al babbo che sarei tornato dopocena, di avvertire la mamma e tutti gli altri in casa. In realtà quella sera non tornai, quel mio amico mi portò alla “Casa al Monte”, uno dei rifugi dei partigiani, nei boschi, perché avevano bisogno di un macellaio che gli ammazzasse un vitello, loro non sapevano da che parte rifarsi. Il babbo che la sera non mi vide tornare non lo so cosa pensò. Ma io non mi preoccupavo, sicuro che sarei tornato a casa la mattina dopo. Ma mi sbagliavo. Il 4 luglio alle cinque di mattina i soldati tedeschi entrarono in paese e cominciarono a portare tutti gli uomini in piazza, per fucilarli. Io ero al sicuro nei boschi e ancora non sapevo nulla. Il babbo non lo presero. Era furbo e aveva capito che da qualche giorno non c’era aria buona in paese con i soldati. Andò con altri uomini suoi vicini di casa a rifugiarsi in un deposito dell’acqua poco fuori dal villaggio, prima che i tedeschi entrassero in casa sua. I miei fratelli erano tutti in miniera, nelle gallerie, nascosti. Ma il babbo pensava a me. Non mi aveva visto tornare a casa la sera prima, era preoccupato, aveva paura che i soldati mi potessero prendere. Mi raccontarono che non si dava pace, dentro quel deposito. Diceva che voleva venir via, aveva paura per me. Gli altri lo trattenevano, tentando di convincerlo che io ero al sicuro. Ma non c’era verso. Non si teneva. Ad una cert’ora i soldati iniziarono a mitragliare. Lo sentimmo anche noi, lassù, in cima al monte. Si alzò un urlo indescrivibile. Una voce sola. E poi silenzio e odore di bruciato. Ma Annibale a quel punto si era già ribellato. “Se c’è Giuseppe lo devo salvare oppure morirò anch’io”, disse agli altri. Scappò dal nascondiglio e corse verso la piazza, alcuni testimoni lo hanno visto bene dalle finestre. Appena arrivò e vide gli uomini bruciare tentò di ribellarsi contro i soldati. Non era un tipo facile, aveva un caratteraccio. Lo chiamavano “Rogantino” mica per caso.
Lo bloccarono e gli conficcarono un pezzo di ferro in bocca, per farlo stare zitto. Poi qualcuno gli sparò in gola. E poi lo gettarono sopra a tutti i cadaveri bruciati, a braccia aperte.
Era morto per me. Perché aveva paura che fossi con tutti gli altri. Quando una settimana alcuni abitanti tornarono in paese per seppellire i morti, per primo videro lui, che non era bruciato. Con il suo corpetto e la catena della cipolla che gli pendeva dal taschino. In tasca gli trovarono queste due lire. Questo soldo che hai in mano te. Con la catena di quell’orologio che i tedeschi gli rubarono, è l’ultima cosa e l’ultimo ricordo che ho di lui. Prima di perdere questo soldo perdo la vita”.
Luci che si accendono e si spengono. Ricordi di “io bambino”, del nonno seduto su quella sedia in camera di una domenica mattina dopo la messa, di quel soldo che per niente al mondo avrebbe barattato.
La vita mio nonno l’ha persa qualche anno dopo, un giorno di novembre, due giorni prima che compissi sedici anni. Quel soldo non l’ha perso mai ed io non ho perso i ricordi, né di lui, né della sua vita.
Quell’urlo che si alzò dai paesi di Meleto, Castelnuovo, Massa e San Martino la mattina del 4 luglio 1944 io non l’ho mai dimenticato anche se non l’ho mai sentito perché sono nato trentasei anni dopo. Quel racconto, quel segreto in un taschino del portafoglio chiuso da un elastico neppure. E la voglia di tradurlo quell’urlo, di dargli voce per farlo sentire a chi non l’aveva sentito come me, tradurlo in qualche parola d’italiano, in una parolaccia, in un racconto, in un disegno, in una storia, in una tesi per l’appunto, mi è sempre cresciuta dentro, ogni giorno di più. L’ho coltivata come un fiore. Forse anche perché vivo a Meleto, in una casa che ospita sul suo lato sud e sul suo nato nord due aie, con due fienili, dove quella mattina i tedeschi, fucilarono e bruciarono cinquanta contadini che non sapevano certo scrivere, ma che però sapevano pregare e non certo odiare.
In quelle aie ora crescono fiori, ogni primavera.
Questa primavera la nonna mi ha chiamato in camera. Che non è la stessa camera di quella domenica mattina di tanti anni fa, ma c’è lo stesso letto rifatto, lo stesso armadio, lo stesso baule, la stessa sedia con i panni stirati da poco e soprattutto, lo stesso cassettone e lo stesso portagioie. Manca il nonno seduto sulla sedia, e manca il portafoglio del nonno e il suo elastico giallo. Se ne sono andati con lui dieci anni fa. La nonna ha saputo che sto facendo la tesi sui fatti del 1944 da poco. Ha aperto quel cassettone senza che le chiedessi niente, ha estratto la catena dell’orologio di Annibale, recuperata sul suo corpo, quella mattina di sessantadue anni fa, e me l’ha appoggiata sul palmo della mano. “Così si chiude un giro”, mi ha detto, “le due lire ce le ha tuo babbo”. Le due lire il babbo, io ora la catena. Il babbo che avrebbe voluto fare l’ingegnere con una tesi che progettava il ponte sullo stretto di Messina negli anni settanta. Io non farò l’ingegnere e non so cosa farò. So solo che un piccolo ponte, con questa tesi, l’ho progettato anch’io, per lui. Un ponte che parte da Annibale, passa sulle mani di suo padre, quindi sulle sue e finisce sulle mie. Un ponte che servirà anche a non dimenticare quell’urlo, di quella mattina.
E se un giorno, qualcuno, mi dirà che “valgo due lire”, non solo mi dirà la verità, ma mi farà il regalo più bello del mondo.

Filippo Boni

Inserito da enzo , martedì 4 dicembre 2007 alle 08:19 - Commenti (8)

per l'ADSL a Cavriglia e a Bucine

Al Presidente
del Consiglio Regionale della Toscana
SEDE

Interrogazione urgente a risposta orale

Oggetto: Mancata disponibilità del servizio di connessione ADSL nei comuni di Cavriglia e Bucine
Premesso
Che la diffusione delle tecnologie informatiche ed in particolare l’accesso alla rete internet costituisce ormai uno strumento per garantire a tutti i cittadini significative opportunità di lavoro, informazione, studio, svago oltre che un mezzo per una più completa partecipazione alla vita politica, economica e sociale del paese;
Considerato
Che la tipologia e la pluralità di servizi offerti dalla rete richiede sempre più spesso connessioni veloci, stabili ed economiche in grado di coniugare per gli utenti, l’esigenza di un positivo rapporto fra costi e tempo di connessione;
Ritenuto
Che il collegamento ADSL può essere considerato uno strumento indispensabile per lo sviluppo di attività produttive e per la concreta operatività di tante imprese anche di piccole e medie dimensioni chiamate a competere in un mercato sempre più globalizzato;
Considerato
Che l’accesso ADSL è comunque subordinato alla copertura delle zone interessate con adeguati impianti da parte di Telecom Italia;
Tenuto conto
Che nonostante i ripetuti solleciti nei confronti dell’ente gestore Telecom e le numerose segnalazioni da parte dei cittadini e degli amministratori locali, i territori del Comune di Bucine e Cavriglia sono tuttora prive della possibilità di accesso ad internet tramite connessione ADSL;
Considerato
Che esisterebbe un protocollo siglato con la Telecom in cui sono sottoscritti impegni da parte del gestore purtroppo ad oggi non rispettati;
Sottolineato
Che la mancata disponibilità del servizio ADSL nei territori dei comuni sopra citati determina una forte penalizzazione per le imprese localizzate in queste zone ma anche per uffici, studi professionali, operatori turistici, associazioni, scuole;
Tenuto conto
Che date le opportunità offerte, la connessione ADSL può essere considerata oggi un servizio primario al pari di altre infrastrutture e la sua mancata disponibilità rischia di invalidare anche i faticosi sforzi delle amministrazioni locali rivolti a promuovere il territorio, migliorare la qualità della vita, favorire lo sviluppo di attività economiche legate al territorio stesso (agriturismo, ecc.)

Il Consigliere regionale


Esprime la propria insoddisfazione nei confronti dell’operatore telefonico che ad oggi non ha provveduto alla copertura delle zone di cui sopra;

Interroga il Presidente e la Giunta Regionale per conoscere

Se non ritengano indispensabile ed urgente sollecitare Telecom affinché acceleri il programma di copertura del servizio ADSL nei comuni del territorio aretino in questione;

Quali altre iniziative intendano intraprendere per contrastare il “digital divide” nelle aree rurali in modo da salvaguardare lo sviluppo e l’economia di suddette aree.

Enzo Brogi

il testo in .pdf >>>

Inserito da enzo , martedì 4 dicembre 2007 alle 08:15 - Commenti (3)

parlando di cultura....

Lunedì 3 dicembre ore 18,00

Arezzo, Libreria Edison

PARTITO DEMOCRATICO. K COME KULTURA
Tavola rotonda
Partecipano:

On. Andrea Colasio, Segretario VII Commissione Cultura della Camera

Enzo Brogi, Emanuela Caroti, Gianfranco Pedullà, Paola Refice, Caterina Tristano, Vittorio Martinelli 

Coordina

Marco Meacci

Alessandro Perpich

locandina >>>

Inserito da enzo , domenica 2 dicembre 2007 alle 02:18 - Commenti (4)

I miei impegni per il 30 novembre

Venerdì 30 novembre
Festa della Toscana

  • Fiesole Istituto Universitario Europeo ore 11:00
    Seduta solenne Consiglio Regionale
    Giovani Talenti, magnifiche eccellenze

  • Terranova Bracciolini
    Palazzo Concini ore 17:30

    Inaugurazione della mostra fotografica
    Tuol Sleng. La tenebra dell’oblio” 
    di Paolo Pagni
    >>>
    Un reportage sul campo di concentramento in Cambogia. Il diario di viaggio di Pagni, si impegna attraverso le immagini, a ricordare il massacro di milioni di cambogiani durante la dittatura di Pol Pot imperdonabilmente dimenticato dalla storia.

  • Pian di Sco' ore 21:00
    Presentazione del libro:
    I miei pensieri - Giorgio La Pira, a cura di Riccardo Bigi
    Un incontro per riscoprire o conoscere una grande figura del Novecento, ideatore di alcuni articoli della Costituzione italiana, capace di dialogare con i grandi della terra e di impegnarsi in prima persona per le città, per i poveri, per la pace >>>
Inserito da enzo , giovedì 29 novembre 2007 alle 17:55 - Commenti (904)

Colpa degli architetti?

Iersera mi ero piazzato davanti al televisore per vedere Adriano Celentano, sarà stato per l'età, per la tisana bevuta, per la comodità della seduta o per Celentano stesso, ma dopo poco mi sono addormentato. Ho riaperto gli occhi molto dopo la conclusione. Ascoltando la radio stamattina ho saputo che la nota più acuta del programma è stata quando se l'è presa con gli architetti, causa dei mali del nostro tempo. Non concordo per niente, certo potevamo e dovevamo costruire meno, ma soprattutto dovevamo costruire meglio, critiche si ma alla cultura del geometra, non dell'architetto|! (Parlo di cultura, predominante soprattutto dal dopoguerra in poi, non di titoli di studio). Anche quelle case che tanti e tanti anni fa il buon Celentano cantava e che avevano mangiato i prati della via Gluck se avessero incontrato qualche buon architetto avrebbero avuto sicuramente meno cemento e più verde.

Inserito da enzo , martedì 27 novembre 2007 alle 15:09 - Commenti (3)

Marco Meacci coordinatore provinciale del PD
Ieri mattina i 57 eletti nella Assemblea Costituente Nazionale e Regionale del Partito Democratico hanno eletto i Coordinatori provvisori. L’elezione è avvenuta anche nella mia Provincia, Arezzo. Purtroppo non è stato possibile arrivare all’appuntamento con una unica candidatura e così si sono confrontati due candidati: giovani, ma di provata capacità, esperienza e sensibilità politica. Ognuna delle due scelte rappresentava una vera risorsa per il partito nuovo. E’ stato eletto Marco Meacci che ha ottenuto 30. voti. Tra l'altro noi del Valdarno abbiamo dato un gran segno di unità, contribuendo così, in modo determinante, alla elezione. Marco ha fatto un bel discorso ed ha assicurato impegno e buona politica. Adesso inizia il suo compito vero: ascoltare, confrontatarsi e tenere in gran considerazione culture e riferimenti, anche territoriali della nostra Provincia. Dovrà essere anche capace di riprendere immediatamente un percorso di ricomposizione e dialogo con coloro che non lo hanno votato. Buon lavoro.
Inserito da enzo , domenica 25 novembre 2007 alle 09:38 - Commenti (3)

Partito Democratico nuovo atto.
Partito Democratico nuovo atto.
Sabato prossimo gli eletti all’assemblea nazionale e regionale eleggeranno i Coordinatori Provinciali provvisori.
Un altro rilevante passo del percorso partecipativo e innovativo del nuovo Partito.
Un percorso che, nel rispetto di tali principi, presuppone che si conoscano i candidati, le loro idee e i loro progetti. E che su tutto ciò ci si possa liberamente esprimere.
In questa fase dobbiamo evitare che si creino accordi più o meno trasversali, non troppo nobili: gli accordi delle spartizioni di poltrone, seggiole, sgabelli e strapuntini. Questo non è e non deve essere il Partito Democratico.

Non nascondo una forte preoccupazione e un forte stupore di fronte al solo rischio che il dibattito sui candidati, al quale anch’io sto partecipando nella Provincia di Arezzo, possa ricevere letture legate a tali dinamiche.
Nella mia esperienza di amministratore, lontana dai ruoli di responsabilità nei partiti e dalle alchimie di una certa politica, sono stato abituato a confrontarmi con il linguaggio semplice e concreto dei cittadini. E loro, cui ho sempre sottoposto il giudizio sulla mia candidatura con le primarie, sono stati gli interlocutori decisivi dei miei mandati. Questo è il solo metodo che conosco e che sosterrò anche in futuro.

Sono convinto che nei criteri per eleggere il Coordinatore debbano prevalere le idee, la fiducia, o anche la simpatia di un candidato sull’altro. Solo su questo sono disposto a fondare le mie convinzioni o, magari a rivederne alcune.
Ma ripeto: è fondamentale su tutto ciò ci si esprima con un metodo democratico, libero e responsabile.

Se riusciremo a vivere questa esperienza nel Partito Democratico come opportunità e non come opportunismo, credo che sarà una grande occasione per tutti.
Inserito da enzo , giovedì 22 novembre 2007 alle 10:08 - Commenti (1)

Festa con ...vento a San Miniato

San Miniato - Festa de l'Unità autunnale
Mercoledì 21 novembre ore 21:30
"La musica popolare come forma di arte"
Presentazione della proposta di legge regionale per la musica popolare
Interviene:
Enzo Brogi, consigliere regionale e primo firmatario della proposta.

Inserito da enzo , martedì 20 novembre 2007 alle 16:07 - Commenti (4)

A Wiesbaden si raccontano le stragi di Cavriglia

Lunedì 19 novembre 2007
Presentazione del libro:
"Colpire la Comunità", di Filippo Boni

OstD R. Rzytki, Direttore della Elly-Heuss-Schule
Michael Muller, Presidente della Fondazione "Amicizia"
Enzo Brogi, Consigliere Regionale della Toscana
Ivano Ferri, Sindaco di Cavriglia

Inserito da enzo , giovedì 15 novembre 2007 alle 12:02 - Commenti (4)

la radioterapia
E’ stata una giornata speciale, quella di ieri, per il volontariato, per la salute, per il Valdarno intero.
Il Presidente del CALCIT Leo Failli ed il Presidente della Conferenza dei Sindaci Sauro Testi hanno firmato il protocollo di intesa con L’Assessore Regionale alla salute Enrico Rossi e la Direttrice della ASL Monica Calamai per la realizzazione della stazione di radioterapia del Valdarno. Si corona un sogno e premia l’impegno delle migliaia di cittadini che con caparbia e generosità si sono organizzati in questi anni. La Stazione di radioterapia verrà realizzata in conformità ai requisiti per l’accreditamento regionale con riferimento alla sua vocazione di struttura a valenza ultraprovinciale e sarà strutturata all’interno della rete oncologica regionale con tecnologie di avanguardia.
Sempre secondo il protocollo, a cui è allegato uno studio che approfondisce nei dettagli gli aspetti tecnici, gestionali e economico-finanziari dell’operazione, la Regione provvederà a finanziare le ulteriori azioni necessarie per il completamento della installazione, sia sotto il profilo degli investimenti sia sotto il profilo del personale. Un cronoprogramma definisce la tempistica delle varie operazioni di progettazione ed affidamento lavori, fornitura arredi e strumentazione. Davvero una bella giornata!

Inserito da enzo , martedì 13 novembre 2007 alle 14:44 - Commenti (3)

letture
...in questi giorni sto leggendo due libri, uno che tengo in cartella e mi accompagna in treno. E' un intelligente e divertente saggio sugli anni che hanno anticipato il sessantotto, gli anni della mia adolescenza, "Adulti con riserva"; lo ha scritto Edmondo Berselli. L'altro, lo leggo a casa. Me lo ha consigliato Dino Castrovilli, un atipico dirigente del Consiglio Regionale della Toscana: ama il cinema, la musica, le belle letture...ed il suo lavoro, tutte assieme sono qualità davvero rare! Tra l'altro è stato prezioso, insostituibile collaboratore nella stesura della legge sulla musica di cui sono stato promotore. Il romanzo che mi ha suggerito è coinvolgente e di rara qualità letteraria, dove l'amore per la musica e la musica dell'amore si confondono: Vikram Seth, "Una musica costante". Ve li consiglio.
Inserito da enzo , giovedì 8 novembre 2007 alle 13:58 - Commenti (4)

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