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Vi propongo la lettura dell'articolo di Francesco Petrelli, uscito oggi su l'Unità
Cooperazione umiliata dalla manovra. di Francesco Petrelli, Presidente associazione ONG italiane
Gli effetti dell’ultimamanovra sembrano assestare un colpo letale alla cooperazione internazionale italiana, con un taglio del 30%. Già fortemente ridimensionata dal documento di Programmazione economica e finanziaria del 2008, il primo dell’ attuale governo, oggi l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo del nostro paese è precipitato allo 0,16% in rapporto al PIL, un terzo di quello dei principali paesi europei, Gran Bretagna, Francia, Spagna. Lo stanziamento 2011 sarà inferiore del 75% a quello del 2008 del precedente governo. Siamo lontanissimi dagli obiettivi stabiliti in tutti i summit internazionali dello 0,70 di Aiuto Pubblico in rapporto al PIL, per realizzare entro il 2015 gli Obiettivi del Millennio e dimezzare la povertà a livello mondiale. In questo quadro negativo viene particolarmente colpita la parte della cooperazione più solidaristica, quella realizzata cioè dalle ONG, dalla società civile in concorso positivo con tante Autorità Locali che in questi anni si è sempre dimostrata efficace e ha ben rappresentato il nostro Paese in tanti,paesi e realtà difficili.Aciò si aggiunge, unprogressivo ridimensionamento della struttura tecnica del Ministero degli Esteri per la cooperazione. La DGCS (Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo) ha oggi circa un terzo dei 120 esperti previsti dalla pianta organica originaria. E’ un processo che assume i caratteri della dismissione delle competenze interne esistenti. Cosa fare quindi per evitare la cancellazione della cooperazione italiana del suo ruolo, della sua funzione politica oltre che tecnica operativa ?Avanziamo alcune proposte presentate unitariamente da tutte le ONG italiane. - Approvare un piano legalmente vincolante di “riallineamento quantitativo” dell’Aiuto pubblico italiano per il raggiungimento dell’obiettivo dello 0,7% del PIL entro il 2015. - Reistituire una figura di responsabilità politica diretta, un Vice Ministro o un Sottosegretario con mdelega unica alla cooperazione. - Preparare, attraverso un’ampia consultazione, un documento strategico di prospettive della cooperazione allo sviluppo italiana, approvato dal Consiglio dei Ministri, che ponga al centro. la coerenza delle politiche di relazione esterne dell’Italia e il perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. - Approvare una strategia d’informazione, educazione e mobilitazione rivolta al pubblico. Non si considera, nei fatti, la cooperazione una parte essenziale della politica internazionale dell’Italia e anche un mezzo per affermare assieme a valori fondamentali il ruolo del nostro Paese nel mondo.
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