Il fermento del Valdarno
Fra pievi e castelli che si alternano di qua e di là da fiume e che ne tratteggiano un paesaggio da scoprire, il Valdarno è anche terra nota per la sua tradizione industriale. Ed è qui dove, fra le crescenti preoccupazioni e i forti contraccolpi delle dinamiche dell’economia mondiale è comunque percepibile un fermento che non intende arrendersi alla spirale della crisi economica e alle insidiose pressioni dei competitors stranieri. Capita così, forse, che assieme a brillanti esperienze innovative come quelle di Power One, Siro Panel, Centro Sistemi Zucchetti, Casprini (solo per citarne alcune) un gruppo internazionale come Polynt Spa, detenga proprio a San Giovanni Valdarno una fra le sue filiali operative. Una realtà produttiva nei settori dell’industria chimica specialistica sui cui mercati si posiziona con il ruolo di leader europeo, quasi a rispettare quello che è forse requisito inderogabile per motivarne la presenza in terra toscana: l’eccellenza.
Sono queste le premesse che mi spingono a sollecitare un’attenzione particolare, anche da parte del governo regionale, di realtà aziendali come queste. E per questo ho ritenuto opportuno sollecitare una visita nella filiale di San Giovanni da parte l’assessore regionale Gianfranco Simoncini.
Per me e per l’assessore sarà l’occasione per conoscere un progetto di innovazione tecnologica preparato da questa azienda che, se portato avanti potrebbe creare le premesse per attivare un importante centro di ricerca a San Giovanni. Un programma ambizioso che però potrebbe aprire una frontiera per il Valdarno, per la Toscana. Ma anche una sorta di riscatto, se vogliamo, da parte di un’industria chimica che, per l’inevitabile impatto che per sua natura e sebbene con finalità produttive, ha pesato in questi anni sul territorio valdarnese. Penso che la Regione abbia sicuramente il compito di sostenere con convinzione proprio quelle esperienze che con coraggio provano, attraverso piani di investimento impegnativi, a cercare un respiro alla nostra economia, alle nostre prospettive occupazionali. La ricerca del resto, è l’anima dello sviluppo, la strada più sicura per mettersi al riparo dalle dinamiche concorrenziali di economie forti come quella americana o cinese. Imprese e istituzioni possono stringere in questa sfida una sorta di patto per mettere  in comune conoscenze e prospettive di sviluppo, lavoro rispetto del territorio.
Perché quando si parla di innovazione, di nuove idee, si guarda al futuro.
Inserito da enzo... , giovedì 16 settembre 2010 alle 10:54 Commenti (2)

I COMMENTI
Commento di Karinthia , giovedì 28 luglio 2011 alle 09:32
" I'm shcoked that I found this info so easily. "

Commento di Karinthia , giovedì 28 luglio 2011 alle 09:32
" I'm shcoked that I found this info so easily. "

INSERITE IL VOSTRO COMMENTO
Nome*:
E-mail:
  Bold Italic Underline
Commento*:
(max. 5000 caratteri)
Conteggio caratteri: