A me affidarono le "Case Sparse"


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A me affidarono le “Case Sparse”, quelle che non voleva nessuno, perché nel centro abitato con la metà del tempo se ne distribuivano il triplo.
Il Magi e il Gatta, i due compagni che mi avevano garantito per l’iscrizione al PCI non avevano convinto tutti, tanto che quella volta in sezione si andò ai voti. E io, per i miei trascorsi in Lotta Continua, fui accolto fra gli iscritti con qualche voto contrario. Una penalità che andava riscattata, intanto cominciando a diffondere l’Unità nelle case più lontane.
Cominciò così, il mio incontro ravvicinato con l’”organo del partito”.
Su e giù per stradine strette e bianche, dove si prendeva polvere in estate e si infangavano i pantaloni in inverno.
Ma per me, tutt’oggi convinto che un po’ di gavetta non faccia male a nessuno, quella fatica fu un’esperienza assai formativa.
Con soddisfazione caricavo sulla mia R4 il pesante pacco di giornali, entusiasta di far entrare nelle case di campagna di Cavriglia le ultime foto dei comizi di Berlinguer o quelle dei grandi scioperi sindacali.
Lì incontravo e parlavo con la gente, quella che magari non andava a messa ma che lasciava da parte l’uovo più fresco per il prete, quando si fermava a bere un bicchierino di vinsanto.
Lì si parlava della rovina dei raccolti per il maltempo o della strada da riparare ogni volta che pioveva. Del fatto se convenisse ancora allevare il bestiame o acquistare un trattore nuovo.
Lasciavo i giornali e mi portavo via un’idea autentica dei problemi che in quella realtà si viveva, altro che scollamento dalla società! Quello senza dubbio era radicamento per il nostro partito.
E grazie all’Unità, io posso almeno dire che la scuola di partito l’ho fatta sul campo!
Enzo Brogi

Inserito da enzo , sabato 25 settembre 2010 alle 11:04 Commenti (1)

I COMMENTI
Commento di Adin , giovedì 20 settembre 2012 alle 22:08
" E invece socdneo te da dove arriva questa, scritta su un compito da un ragazzino di 15 anni? la malgiorparte delle famiglie Semplice disgrafia?E: un programma di prevenienza sociale (dai una definizione di welfare, la domanda).[Ma tutto questo non c'entra molto con il tuo post, forse, solo che mi c3a8 tornato in mente Giasparro mentre correggevo. "

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