La Fondazione dei Rottamandi



Così come ho apprezzato la nuova squadra dei tanti giovani segreati del PD in Toscana, parteciperò volentieri all'iniziativa dei rottamatori. Lo farò con curiosità e simpatia, godo nel pensare che ci saranno tanti giovani per parlare del nostro Paese, per parlare di politica. Come è giusto che sia  starò in seconda fila, niente tribuna, ma un'idea per quelli come me ce l'ho.
Si potrebbe pensare a una grande Fondazione. La Fondazione dei Rottamandi. Naturalmente una di quelle senza finalità di lucro, che chiami a raccolta tutti i migliori, i più saggi, donne e uomini che in anni di lavoro ed impegno, si sono distinti per aver nobilmente sospinto idee e progetti utili ed affini alla causa.
Nella convinzione che per fare un grande PD – sia chiaro anche agli appassionatissimi under 40 - non sono sufficienti 6.500 amici su facebook.

E se è fondamentale contare sulla straordinaria potenza della “rete” (“net”, la chiamano obbligatoriamente loro) è altrettanto importante riattivare con idee e passione anche tutti i nostri fili: nelle Case del Popolo, Circoli Acli, Circoli culturali, Consigli di fabbrica, sindacati, associazioni di volontariato... Potremmo dire, per stare al passo con il linguaggio  “presenti, e non solo wireless”… Fondatori di diritto i campioni che per decenni hanno militato, diretto il nostro Partito Democratico o, a vari livelli, i partiti precedenti.
Consapevoli e sereni, orgogliosi di essere parte, risorsa di una gloriosa tradizione, ma anche di appartenere a chi non deve più dirigere ma portare ricchezza, sperienza, sapere ed operosità.
Generosità e lealtà i migliori requisiti di ammissibilità, affinché i più giovani, o semplicemente i più “nuovi”, che devono – loro! - dirigere il Partito, trovino in tutto questo una straordinaria occasione di sostegno, necessaria e insostituibile per regalare al nostro Partito una nuova stagione di difesa dei  diritti, del lavoro, del sapere, per l’equità e le riforme. Niente seggi o posti di comando ma apprezzabili attestati di “maestri memorabili”. Niente correnti, minoranze, distinguo. Sede a Roma e tante piccole succursali diffuse in tutte in Italia, tantissime in Toscana. Niente portavoce od uffici di rappresentanza. Forse meglio attrezzarsi con qualche camper, perché quando c’è da fare molto, può capitare di doversi fermare anche la notte. Cravatta facoltativa ma camicia obbligatoria: e tutti sapranno che fare con le maniche.

Forse lo chiameranno un grande esperimento collettivo. Una bella alleanza anche fra generazioni. Che, stando ai fatti, è un inedito che ci manca.
E anch’io, che nel mio piccolo, sento di appartenere a questa “casta”, avanzo la nascita della Fondazione.


Inserito da enzo , giovedì 4 novembre 2010 alle 09:07 Commenti (18)

I COMMENTI
Commento di Haroldml , venerdì 9 maggio 2014 alle 22:54
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Commento di EdwardOt , venerdì 9 maggio 2014 alle 20:19
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Commento di Lah , venerdì 21 giugno 2013 alle 09:04
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Commento di Don , giovedì 20 giugno 2013 alle 23:30
" Grazie Gabriele per aver condiviso qsueto discorso, che probabilmente non avrei mai visto. L'uomo in questione, un politico, che parla una lingua per me molto espressiva e carica di significati, centra in pieno un pensiero che mi frulla in testa da un pf2. Come futuro (spero) scienziato, Fisico, ho iniziato a pormi delle domande, ora che sono al termine dei miei studi universitari, sulla vita e sulla Terra. Mi chiedo: stiamo davvero distruggendo il nostro pianeta? la Natura e l'Ambiente risentono dell'Uomo? Ancora prima di ascoltare qsueto discorso mi ero dato una risposta: NO! La Terra, l'Ambiente, la Natura, i Boschi, i Mari, i Fiumi, le Montagne, i Vulcani, le Spiagge, i Laghi e gli altri Animali semplicemente se ne fregano dell'Uomo. Il nostro impatto sulla Terra e8 minimo, il Clima non cambia per le emissioni di CO2, l'ozono non si assottiglia per i CFC, queste catastrofi risultano pif9 che naturali per un sistema VIVO come la Terra, e ce ne sono le prove. I ghiacci dell'Antartide si sono assottigliati come oggi anche migliaia di anni fa,, quando non c'era l'uomo industriale (quando non c'era proprio l'uomo ).E allora? quale e8 il problema? La risposta che mi sono dato e8 semplice: noi stiamo avvelenando noi stessi! E qsueto il discorso di sopra lo dice benissimo.A qsueto punto mi stupisco del fatto che le persone pensino sempre di pif9 a cose futili, ai pettegolezzi della politica e ai rapporti extraconiugali dei VIP perf2 non si indignano del mercurio e del piombo che c'e8 nell'acqua che beviamo, non si indigniano della diossina negli ortaggi che mangiamo, non si indignano per zolfo che inquina la terra dei campi. No, di qsueto non ci si preoccupa perche8 i valori sono a norma di legge Ma (altro passaggio del discorso) occhio! A norma vuol dire che sta bene per il mercato! Ci deve assere, per mantenere una societe0 di sviluppo del consumo, il piombo ed il mercurio, altrimenti niente lampadine a spettro continuo, niente batterie per automobili, niente arance tutto l'anno! Ma se una cosa e8 VELENOSA, lo e8 anche se a norma Dopo queste riflessioni mi sono detto, che posso fare? Sono uno studente fuori sede, vivo in un monolocale in affitto a strozzo in una citte0 devastata da un terremoto e dai suoi abitanti. Che fare? Una bella idea mi e8 venuta in mente, coadiuvata da letture passate, e un giorno mi sono messo a fare il pane , si il pane! Si e8 schiuso un nuovo mondo, profumi e sapori di altri tempi (della mia nonna!), poi la pasta, poi la pizza e indovinate un pf2? Un Kg di pane fatto in casa, compreso di spesa per il forno a gas, costa solamente 30-40 centesimi di euro! Ad avere un mulino vicino il prezzo si dimezza. A qsueto punto chiedo a voi, lettori, e a te, Gabriele, da quanto tempo non mangiate un pomodoro dell'orto? Io sono quasi due anni, ma molti non lo hanno mai mangiato, un frutto della terra che profuma a dieci metri di distanza, un pf2 ammaccato dalla grandine e da quella maledetta lumaca golosa, ma cosec assolutamente BUONO! Ecco, l'orto sare0 il prossimo passo perche8 la lucha para el medio ambiente tiene come primer objetivo la felicidad de el hombre "

Commento di candrarezpector , sabato 14 luglio 2012 alle 20:51
" botta e risposta tra me e la tnaergri mauro recher | 29 giugno 2011 alle 17:50sulle quote “forzate” io ho una mia idea, ovviamente personalissima,faccio un esempio …….mi ammalo e vado in ospedale, il medico curante indovina la diagnosi. A me importa qualcosa se il medico e8 uomo,donna, bianco ,nero a pois verdi e gialli ,vestito da clown ecc ecc ??? Credo proprio di no.Facciamo adesso l’esempio della quota “forzata” . Ammettiamo che per assurdo quelli con gli occhi verdi siano stati fortemente discriminati ,per varie ragioni. Si tenta di “rimediare” forzando queste persone a far parte dell’impianto ospedaliero . Queste persone ,bravissime a fare altro ,svengono alla vista del sangue o non riescono a fare una puntura. In questo caso alla societe0 gli si fa un favore o gli si reca un danno ??…Altro esempio sportivo …Nel 1985 ci sono i mondiali di ciclismo a Treviso . Nella prova valida per i dilettanti (oggi sarebbero gli under 23) partecipano 4 ragazzi del Kenya .simpaticissimi tra l’altro, solo che alla partenza, dopo appena un chilometro, questi qui arrancano a 500 metri ,che senso ha la loro partecipazione ?Questo cosa significa ,mai farli partecipare a eventi del genere ?? assolutamente no ,ma prima di inventarsi “forzature” non sarebbe meglio accedere per merito ?Marina Terragni | 29.6.2011 alle 18:40Al momento non si accede per merito. soprattutto se donne. Senza una forzatura non cambierebbe niente. Inutile girarci intorno.Nella neonata giunta di Roma c’e8 una sola donna. In quella di Barletta neanche una. L’Italia e8 questa.Dove si accede per concorso le donne sono la maggioranza, perche9 sono pif9 brave.Ma nella politica e anche nei board i meccanismi di selezione sono diversi, e privilegiano gli umani di sesso maschile. "

Commento di Janine , giovedì 28 luglio 2011 alle 08:37
" It's sopkoy how clever some ppl are. Thanks! "

Commento di michele lupetti , lunedì 8 novembre 2010 alle 22:13
" Caro Enzo ti rilancio il testo del mio articolo su 'Rottamatori e rottamandi' a beneficio anche dei tuoi lettori. Un saluto affettuoso a te e a tutti coloro che passeranno qui!
Rottamare. E' il verbo-clou di questo weekend politico, con la convention fiorentina 'Prossima fermata: Italia' in cui andrà in onda il Renzi-show. Renzi, il Sindaco di Firenze che si è fatto da sè, il ragazzotto ambizioso con voglia di fare (carriera?) che alle primarie ha battuto l'establishment politico della sinistra fiorentina. Renzi il politico giovane che vuole fare largo ai giovani e vuole anche farsi largo per sè, visto che è giovane (è del '75, come il suo amico lombardo Pippo Civati, nella foto a sinistra).
La sintesi, nella vulgata popolare, è questa. E' di sicuro una sintesi fin troppo sintetica, ma accontentiamoci.
La gente comune a Renzi lo conosce. Lo ha visto in Tv, e probabilmente il suo è uno dei nomi più noti della politica italiana, nonostante non abbia finora ricoperto cariche di particolare rilievo. Ma se si chiede a un 'uomo della strada' il nome del Sindaco di Bologna, o di Napoli, forse addirittura di Milano o Roma, potrebbe non esserci risposta. Se gli si chiede il nome del Sindaco di Firenze si può star certi che la risposta ci sarà: Renzi. Quello che ha detto No alla tramvia in piazza Duomo, quello che ce l'aveva con gli immigrati che puliscono i vetri ai semafori, quello che vuole rottamare i vecchi politici, soprattutto D'Alema.
Come fenomeno mediatico Renzi funziona. Cavalca con maestria il mito, tanto di moda adesso, della politica che deve essere concreta. Poche parole, tanti fatti. Si fa strada puntando mediaticamente su quello. In testa ha pochi concetti, ma sono chiari. E' capace solo di discorsi, esternazioni e prese di posizione un po' da bar? Forse, ma intanto il suo messaggio passa. Poi che all'immagine mediatica corrisponda una reale azione politica e amministrativa poco importa. L'importante è apparire, ripetendo però il contrario (cioè che l'importante è fare).
Quali forme ha la 'nuova politica' che si cercherà di tratteggiare a Firenze in questi giorni? Non si è capito tanto, ma la gente intanto a Firenze c'è andata, e tanti sono giovani. Tanti sono quelli avvicinatisi al PD all'inizio della sua vita che piano piano si sono sentiti frustrati fra sconfitte e nuovi segretari venduti dai media come un ritorno (fuori tempo) al vecchio. Insomma: anche se il messaggio e il progetto è tutto da chiarire i 'rottamatori' hanno intercettato un sentimento (la frustrazione) e un'esigenza (il rinnovamento) facendosene abili paladini.
Ma l'enfasi nuovista di questa sorta di 'raccoglitori di lamenti' ha senso? E soprattutto, ha fondamenti reali?
In parte si, anche se è vero che il rinnovamento di cui tanto parlano i renziani in parte c'è già stato. Manciulli, il segretario regionale toscano del PD, ha presentato pochi giorni fa i neo-segretari provinciali. L'età media è 35 anni e 5 su 14 hanno fra i 26 e i 29 anni. L'altro giorno, ragionando sui principali rappresentanti delle varie forze politiche nella nostra realtà locale della Valdichiana (Segretari comunali, consiglieri di maggioranza e opposizione, assessori....) ho notato che di giovani, di 'nuovi' ce ne sono tantissimi. Quindi l'enfasi sul rinnovamento non è neanche troppo fondata, perlomeno sui livelli locali. Più fondata, forse, quando è diretta sulla politica romana, dove non mancano episodi da teatro dell'assurdo. Ma anche questo poco importa. La gente ha la sensazione che la politica sia vecchia ovunque e che non ci sia stato nessun rinnovamento. Magari non è vero, ma la sensazione è quella. Ecco quindi che il nuovismo Renziano, rottamando 'a favore di telecamera', asseconda gli scontenti, quelli che non vanno a votare, quelli che 'rossi e neri tutti uguali'. Una quota ampia del nostro corpo elettorale, senza il quale in Italia non si vincono le elezioni.
Che fare, però, del vecchio?
Fare tabula rasa, lo insegna la storia, è semplicemente folle. Non tutto ciò che è vecchio è negativo solo perchè vecchio. I bagagli di esperienza ci sono, i soggetti ancora validi e utili pure. Validi e utili anche a 50, 60 o 70 anni. In questo un'idea comprimossoria l'ha lanciata il valdarnese Enzo Brogi su Repubblica. Brogi siede in Consiglio Regionale toscano per il PD e si sente, per anagrafe, un 'rottamando'. Suggerisce di riunire tutti i 'rottamandi' in una fondazione con sedi in tutta Italia. Nessuna carica e seggio per loro, ma un sostegno costante all'azione dei giovani, lasciati (da soli) nei posti di comando, sostegno fatto di quella chiarezza, quell'operosità, quelle conoscenze che solo chi ha un'esperienza politica di lungo termine può avere. Ci si potrebbe provare... "

Commento di Paolo Hendel , lunedì 8 novembre 2010 alle 11:39
" Bravo Enzo!
Comunque, passino i rottamatori e i rottamandi, l'importante è evitare i rotti in c...!
Baci
Paolo
"

Commento di Cristina Bonechi , lunedì 8 novembre 2010 alle 09:26
" Non ho mai partecipato ad un'assemblea politica, ma svolgo il mio lavoro con la coscienza di essere parte di una comunità civile, con un ruolo diverso ma penso altrettanto importante di chi è portato a scegliere per me. Renzi non mi è particolarmente simpatico, per una certa sua "forma" berlusconiana della "politica del fare" che mi fa pensare inevitabilmente alla supeficialità, e sapere che chi è deputato a scegliere lo fa senza approfondire e studiare le conseguenze, mi fa paura. Ma in questo caso mi è piaciuta molto la sua invettiva, la volglia di fare un po' di polverone in ambienti troppo rinchiusi in se stessi per ascoltare le reali esigenze di una società fluttuante e complessa come quella di oggi. Quindi ben vengano le discussioni e i confronti, perchè dell'ideologia del compiacimento o del compianto, non ha proprio bisogno più nessuno. "

Commento di Guelfo , sabato 6 novembre 2010 alle 11:15
" Diciamo che le metafore hanno sempre la meglio e che questo rende il gioco, a volte, più allegro. Dipendono dal carattere. Il merito poi non deve sfuggirci e qualche attenzione bisogna prestarla. Perché il merito, allungando il brodo, cede il passo. E' permaloso. Allora chi ha esercitato un ruolo importante, ben retribuito, e per tutto il tempo che sarebbe necessario per produrre risultati importanti, si alzi e cerchi nuove esperienze ma liberi il posto. Questo genera le considerazioni su cui anche qui ci intratteniamo. Il problema di conservare la memoria e di preservare l'esperienza e il valore mi sembra un problema vero. La Fondazione ? Un luogo e un modo per aver cura di noi e minacciare il futuro ? Perché no ? E poi i cicli non stanno mai ai patti e dopo anni di difesa strenua della posizione acquisita e dopo l'accelerazione del "ora si cambia", se i vecchi hanno ripreso fiato, possono tornar di moda. "

Commento di andrea grifagni , venerdì 5 novembre 2010 alle 23:32
" Caro Enzo,
il tuo approccio a chi ha voglia di fare è, come sempre, di grande disponibilità e apertura.
D'altra parte viviamo in un Paese di grande conservazione, nel senso che, tutti, progressisti o meno, rimangono incollati alle loro posizioni. Se penso alla mia esperienza e conoscenza della politica, non ricordo, francamente, nuove figure a Sinistra negli ultimi 20 anni. Se questa fosse davvero la parte riformatrice del Paese, questa impasse sarebbe giustificata solo dalla presenza di grandi leader, di figure capaci di incarnare e trascinare il popolo della Sinistra. Non mi pare la nostra realtà. Quindi.....finalmente qualcosa di nuovo che prova a utilizzare i neuroni per mettere sul tavolo il profondo disagio e la non rappresentazione delle nostre istanze e aspirazioni. Può essere stato posto in maniera forte e provocatoria. Ma solo lo stolto guarda il dito che indica la luna. Siamo diventati FORMALI, pieni di regole, di bon ton. Strano, credevo di appartenere a quella parte del Paese che mira a cambiare, a migliorare, a riequilibrare, a dare opportunità e non ambisce a profonde e mirabilissime discussioni da e nei salotti. Ma per carità, andiamo avanti con la Fondazione dei Rottamatori. E' la parte della Sinistra che sa comunicare, che percepisce il disagio e che ragiona in maniera meno preconfezionata. Diamogli sostegno, fiducia, simpatia....ARIA!!!! Stiamo passando dall'immaterialità della rete al contatto fisico, alle riunioni, al confronto diretto, alla passione. Finalmente qualcosa che qualcuno non ha costruito, pilotato, ucciso. Dai Enzo, FONDIAMOCI.
Ciao Andrea "

Commento di Stefania Magi , venerdì 5 novembre 2010 alle 16:31
" "Ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide." Abbiamo bisogno di raccogliere tutte le forze positive. Messaggio chiaro e costruttivo. "

Commento di Stefania Magi , venerdì 5 novembre 2010 alle 16:29
" "Ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide". Abbiamo bisogno di raccogliere tutte le forze. Messaggio chiaro e costruttivo. "

Commento di Giovanni Cardinale , venerdì 5 novembre 2010 alle 12:59
" Caro Enzo,
la tua nota stimola davvero qualche piccola riflessione da chi, forse, non troverebbe posto neanche nella Fondazione che tu vuoi promuovere.
La questione dei "rottamatiori" e dei "rottamandi" è veramente singolare e solo comportamenti non sempre all'altezza di alcuni "rottamandi" danno spazio ad alcune osservazioni dei "rottamatori".
Vedremo cosa ci regalerà il futuro di cui, al momento, mi interessa scoprire una cosa che, nella mia modestissima esperienza politica, mi ha creato sempre molta contrarietà : riusciranno i "rottamatori" a fari si che la variabile "tempo" assuma dignità nella politica come uno degli elementi fondamentali per una vera democrazia di partito ed una vera partecipazione?
Rispettare la variabile "tempo", per esempio in tema di scelta delle candidature, vuol dire dare pari opportunità ad una pluralità di candidati e non solo a tutti quelli che sono all'interno della "città murata" dei politici e che, conseguentemente, pensano di avere diritto alla carriera sempre e comunque; pari opportunità vuol dire che i "tempi" vanno scanditi sulle necessità di coloro che. magari perchè meno conosiuti, necessitano di un maggiore spazio per far conoscere le proprie idee.
Il rinnovamento (parola magica abusata più che usata) non si fa sostituuendo ai rottamandi i rottamatori, perchè anche questi sono, in grandissima parte, dentro la "città murata".
O meglio, così facendo si fa il rinnovamento degli uomini ma non necessariamente quello, più utile, delle idee.-
Vedremo
Ti abbraciio
Giovanni "

Commento di carlo , venerdì 5 novembre 2010 alle 12:47
" ma fare semplicemente altro no?!? "

Commento di stefano marcelli , venerdì 5 novembre 2010 alle 12:41
" Aderisco per forza> sono stato rottamato da PD, PDL e RAI da quasi 10manni. Credo di poter rivendicare la tessera n. 1. "

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