Dal Lingotto... anche per i giovani

Ho partecipato all'iniziativa di sabato scorso al Lingotto, forse non è stata una giornata storica come qualcuno ha scritto, ma sicuramente ha offerto numerosi spunti di riflessione molto utili e corroboranti. Sicuramente veltroni ha saputo ancora efficacemente parlare al cuore ed alla mente con un discorso aperto, illuminato, moderno. Certo le problematiche che ci attanagliano ci sono ancora tutte anche se sembra possibile che spirino venti nuovi e di cambiamento, il problema peò rimane ancora saper dove andare, conoscere la rotta, altrimenti anche i venti favorevoli non riusciamo ad intercettarli utilmente.
Bella giornata quindi, e tra gli interventi mi piace ricordarvi quello, non programmato di Renato Soru sui giovani. Per me eccellente:

Mi hanno chiesto di parlare, in maniera inaspettata, in un periodo anche particolare della mia vita in cui preferisco stare un po' più defilato. Però alla fine lo faccio, e lo faccio anche volentieri. Lo faccio anche avendo letto stamattina in aereo le parole di Bersani che dice che è un momento anche in Italia di grande difficoltà. Un momento che tutti comprendiamo, dove ciascuno deve fare la propria parte. Dove ciascuno che sente di avere qualcosa da dire la metta in campo.
Con questo spirito, quello che mi viene da dire oggi è questo. In tanti siamo venuti stamattina partendo presto dai posti più lontani. Siamo venuti stamattina come siamo venuti a dicembre a Roma a manifestare. A manifestare il senso dello scoramento, dello scontento, e la voglia di riprendere a fare politica e impegnarci per cambiare l'Italia. Siamo venuti a farlo sperando innanzitutto una cosa per questo partito: che stia unito, che metta da parte i personalismi. Che stia unito. Che metta da parte ogni ambizione personale. Che metta da parte ogni difficoltà di rapporti. Che raccolga in maniera totale la responsabilità a cui ci chiama la politica oggi, a cui ci chiama la situazione dell'Italia oggi. Che ponga questo al primo posto.
E nel fare questo ognuno porti quello che ha: poco, tanto. Ogni goccia è importante. Ho ascoltato il discorso di Veltroni. Credo che tutti, o in tanti, condividiamo che sia stato molto bello. Pieno di suggestioni , ricco, amplissimo. Non so come abbia fatto a parlare a quella velocità per così tanto tempo. E di questo discorso vorrei sottolinearne un tratto, una parte che mi sta molto a cuore. Ha trattato di molti temi in cui ho cercato anch'io di impegnarmi nel passato. Un tratto mi sta molto a cuore. Un tratto che rappresenta anche un punto di vista, che è il punto di vista che vorrei portare a voi stamattina.
Io ho quattro figli, il più piccolo ha 17 e la più grande ne ha 30 anni. Stanno meglio ed  hanno anche qualche opportunità in più  rispetto a tanti figli di tanti altri genitori in questo momento. Lo so. Però li vedo vivere. E vedo vivere i loro compagni. Vedo il disorientamento di questo Paese. Il senso di difficoltà, la frustrazione, la mancanza di certezze, anche di modelli, se volete, nel momento in cui si affacciano alla vita, la affrontano. E mentre vivo un momento personale della mia vita in cui ho messo loro al primo posto, anche rispetto alle mie ambizioni personali, rispetto a qualunque altra cosa - sarà capitato a molti altri genitori della mia età - vedo le cose dal loro punto di vista. Se le guardo dal loro punto di vista vedo l'Italia che gli lascerà un debito pubblico enorme: il 120% del PIL, 1.800 miliardi di euro, difficili da restituire, su cui si è soffermato Veltroni oggi.
Gli stiamo lasciando 1.800 miliardi di euro di debito pubblico. E lo dovranno pagare loro, non noi. Gli stiamo lasciando le istituzioni sbriciolate, dopo che i nostri genitori le hanno prese, le hanno raccolte nel dopoguerra, hanno combattuto, hanno scritto una Costituzione che ancora ci emoziona.
Gli stiamo restituendo istituzioni sbriciolate.  Gli stiamo restituendo un ambiente diverso, purtroppo, e diverso in peggio rispetto a quello che io ho conosciuto da giovane, dove questo senso della bellezza - a cui ci richiamava anche Peppino Impastato nel film I cento passi, che guardava Palermo dall'alto - è venuto a mancare, e dove vediamo questa bellezza sbriciolarsi, perdersi ogni giorno.
Gli stiamo consegnando un Paese senza modelli di riferimento, almeno per loro. I modelli di riferimento che emergono sono quelli che prendiamo dalla televisione, che i giovani prendono dalla televisione. Per cui non è sorprendente che i giovani siano finiti in massa nei residence dell'Olgettina. E siano finiti in massa a far tardi la sera in casa di un ricco signore molto avanti con l'età. Non è sorprendente che alla fine di diciottenni o di ventenni oggi parliamo perché frequentano nottetempo le case private di un signore di settantacinque anni a cui non dovrebbero accedere.
E allora mi chiedo, ma com'è che da genitori, da padri di famiglia noi siamo capaci a un certo punto di mettere i figli al primo posto. La loro educazione, la loro istruzione. Mettiamo al primo posto di non lasciargli debiti ma un minimo di opportunità.
Mettiamo al primo posto la necessità di lasciargli una casa in ordine invece che una casa distrutta. Mettiamo al primo posto la possibilità di fargli vivere in sicurezza, invece che nell'incertezza e nelle difficoltà, persino nel pericolo.
Bene, io credo che il suggerimento che do è: provare ad articolare tutto questo mettendo i giovani al primo posto. Mettendo le loro necessita al primo posto. I loro diritti al primo posto. E dando un modello in cui credere. Che sia diverso dal modello dei giovani che abbandonano la scuola anzitempo per essere "provinati" da qualunque parte d'Italia e per qualunque trasmissione televisiva, ed essere avviati all'imbroglio e all'inganno. Dobbiamo mettere i loro diritti al primo posto. Se mettiamo i loro diritti al primo posto allora non c'è scampo, dobbiamo pagare i debiti. Se mettiamo i loro diritti al primo posto non c'è scampo, gli dobbiamo dare istituzioni democratiche civili, gli dobbiamo dare la democrazia. Se mettiamo i loro diritti al primo posto allora non c'è scampo.
Dobbiamo smetterla di consumare il territorio e la bellezza. Gliela dobbiamo restituire tutta. Se mettiamo i loro diritti al primo posto allora non c'è scampo, dobbiamo investire per la scuola, per mandarli all'università e non per mandarli in Afghanistan a morire com'è capitato all'ennesimo giovane di Samugheo che è rientrato in Sardegna ieri. Ci sta tutto dentro il mettere i giovani al primo posto. Ci stanno tutte le politiche di cui ho sentito parlare oggi. Ma le politiche non vanno annunciate, le politiche vanno perseguite, le politiche non sono un manifesto, le politiche non sono una dichiarazione, le politiche sono il comportamento di ogni giorno. In cui spero si eserciterà il Partito Democratico. 

Inserito da enzo , lunedì 24 gennaio 2011 alle 12:02 Commenti (2)

I COMMENTI
Commento di Ryuta , domenica 15 luglio 2012 alle 01:21
" Sottoscrivo tuttissimo in pieno. Ieri ho fitamro per il referendum sul lodo Alfano, ho chiesto se pensavano di fare qualcosa anche per la scuola e sono andati in confusione. Sia i dipietrini sia i comit. Si sono giocati il mio voto, manco a dirlo. "

Commento di Enrique , venerdì 20 aprile 2012 alle 13:31
" “Il fatto che UB si dichiari emtlicitasenpe di sinistra, e che sia l’unico movimento maschile a farlo fin dalla sua dichiarazione d’intenti, non credo autorizzi a classificare automaticamente gli altri movimenti come di dx”. (Armando)Non l’ho mai fatto e di certo non in maniera indiscriminata. Ti riporto di seguito quanto ho scritto nel merito un paio di giorni fa che forse ti e8 sfuggito:“Uomini Beta e8 idealmente e culturalmente contiguo ad altri tre blog: “Il volo di Dedalo”, “Maschile Individuale” e naturalmente “Altro senso”.Cif2 non significa che fra noi non ci siano peculiarite0 e sensibilite0 anche diverse (e infatti e8 giusto che ciascuno mantenga la propria autonomia), date dal fatto che abbiamo (parlo dei rispettivi fondatori) formazioni e origini in parte differenti.In linea generale perf2, abbiamo pif9 o meno lo stesso approccio filosofico-interpretativo alla QM, il medesimo “programma politico” e anche una sostanziale unite0 di intenti.Naturalmente fra noi, come nel caso del sottoscritto e di Rino Della Vecchia ,ma anche di altri, a quanto mi risulta (ed e8 bene che sia cosec perche9 l’amicizia e8 un mattone fondamentale della vita, e in particolar modo di quella degli uomini), si sono anche sviluppati rapporti di profonda amicizia.Inoltre, come Uomini Beta, pur nella complessiva diversite0 degli approcci interpretativi, molto spesso anche profonda, dal punto di vista filosofico e culturale, abbiamo un rapporto di confronto leale e costruttivo con i Maschi Selvatici e in particolare con gli amici Cesare e Armando che, come vedi, intervengono abitualmente su questo blog.Proprio la lealte0, la stima e la correttezza di fondo che ha contraddistinto il nostro rapporto con questi ultimi (la stessa stima, lealte0 e correttezza che ha caratterizzato il rapporto con gli amici dei summenzionati blog) e in fondo, per diversi aspetti, anche una comune sensibilite0, ci hanno portati a stipulare un patto di unite0 d’azione. Un patto che non scaturisce da una decisione presa a tavolino, ovviamente, ma che si e8 creato da se9, nel divenire spontaneo delle cose.Poi ci sono altri siti e blog che si occupano di QM che hanno approcci interpretativi ideali e culturali profondamente diversi dai nostri e con i quali, a mio parere, non ci sono le condizioni minime per poter stipulare patti di unite0 d’azione ne9 tanto meno alleanze strategiche.Naturalmente questo non significa farsi la guerra. Io stesso ho avuto pif9 volte contatti con esponenti di questi movimenti e ho comunicato loro cif2 sto dicendo anche a te in questo momento. E cioe8 che la nostra diversite0 e8 troppo profonda e di conseguenza, e8 molto meglio per tutti che ciascuno porti avanti la battaglia sul terreno che pif9 gli e8 congeniale e in base alle proprie convinzioni. E poi, come abbiamo detto pif9 volte, chi avre0 pif9 filo da tessere lo tessere0…”. (Fabrizio)Come puoi constatare tu stesso, Armando, non ho mai etichettato MS come un movimento di “destra”, ne9 tanto meno, se pensassi questo, potrei stipularci un patto di unite0 d’azione. Anche per i patti di unite0 d’azione, spesso, come sai bene, sono comunque necessari dei punti di contatto che vanno al di le0 della semplice convenienza o utilite0 dal punto di vista meramente tattico. Esempi, come al solito, se ne possono fare mille, ma e8 sufficiente citare quello che consentec alle forze antifasciste italiane di riunirsi nel CLN per combattere il nazifascismo. Come ben sappiamo proprio da quel Patto scaturec la Costituzione Repubblicana, sintesi delle differenti posizioni che quella coalizione cosec eterogenea aveva al suo interno. Ma quelle forze fra loro cosec diverse (comunisti, socialisti, socialdemocratici, azionisti, cattolici, democratici cristiani, repubblicani, liberali) riuscirono a stare insieme proprio perche9 condividevano alcuni importanti valori (che si sono concretati nella Costituzione)La mia opinione e8 che una gran parte, tuttora la maggioranza, anche se lentamente la tendenza si sta riequilibrando (oggi ci sono diversi siti e blog dichiaratamente di sinistra che fino a poco tempo fa non esistevano), degli uomini orbitanti nel movimento maschile, siano attestati su posizioni, culturalmente e politicamente parlando, dichiaratamente di destra. E di una tipologia di “destra” con la quale e8 impossibile, a mio parere, individuare degli elementi per poter portare avanti una battaglia comune.E secondo me, se vuoi la mia opinione (anche se non sono certo io che devo decidere la linea politica e le “relazioni esterne” dei MS), questo non vale e non dovrebbe valere solo per Uomini Beta, Il Volo di Dedalo, Maschile Individuale o Altro Senso, ma anche per gli stessi Maschi Selvatici.Ma, come ripeto, questo non e8 certo affar mio e ciascuno e8 liberissimo di operare nel modo che ritiene migliore…FabrizioP.S. ripeto e sottolineo, con grandissima soddisfazione, che UB non e8 pif9 il solo punto di riferimento di sinistra, in ambito Momas, come dici tu all'inizio del tuo post. Spero anzi che si moltiplichino i siti,i blog e le associazioni maschili orientate a sinistra e che presto (quando ce ne saranno le condizioni) si possa anche ipotizzare la costruzione di una sorta di federazione unitaria, ciascuno mantenendo la propria autonomia. "

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