Occupazione e diritti. Il caso Power-One
Ho letto con interesse, e anche perché mi son sentito coinvolto,  il ragionamento (>>>...) dalla consigliera provinciale Martina Mansueto. Coinvolto, perché qualche mese fa abbiamo organizzato come gruppo regionale del Pd un’iniziativa, “Innovare per lavorare”, per far conoscere le importanti realtà imprenditoriali del territorio valdarnese. Le realtà che avevano scommesso con risultati interessanti, nonostante questi anni di crisi, su innovazione e sulla ricerca. Tra queste c’era e tuttora c’è anche la Power One, azienda che dal 2006 ha triplicato gli addetti alla produzione,  che ha percentuali di mercato nazionale, europeo e mondiale eccellenti. Adesso è la seconda nel mondo, per produzione e commercializzazione di Inverter. Senza dubbio un’iniezione di fiducia e di opportunità per tutta la comunità del Valdarno! Dalle informazioni che ho potuto raccogliere, risulterebbe che il mancato rinnovo contrattuale di alcuni dipendenti - un bel numero per la verità - sia dovuto ad un cambiamento stagionale: calo delle commesse nel nord Europa, primi effetti di saturazione in alcuni Stati per l'enorme e generalizzato ricorso al solare…. e ad un fisiologico contraccolpo che anche un’azienda così attiva ha ricevuto dalla crisi, anche  per la conclamata ed evidente insussistente azione del “nostro” Governo. Credo che sia difficile non essere d’accordo con la consigliera Mansueto sulle complicazioni che oggi la maggior parte dei lavoratori che vivono la fabbrica si trovano ad affrontare, ciò è ancor più grave ed evidente nelle assunzioni provocate da Agenzie interinali. Ritengo però ingeneroso ed anche fuorviante sostenere che la Power One abbia messo in campo una politica tesa a spersonalizzare e calpestare la dignità delle persone. Chi investe, fa ricerca, insegue e trova soluzioni per essere competitivo sul mercato e quindi anche per poter offrire posti di lavoro credo che vada sostenuto. Credo che in questa direzione, com’è emerso anche nel Convegno sopra richiamato, Power One sia un esempio assai apprezzabile e che, mi auguro che possa così riprendere l’eccellente trend dello scorso anno. Compito nostro, della politica, è quello di incentivare le esperienze di innovazione e di creazione di nuovi posti di lavoro così come di salvaguardare i diritti dei lavoratori. E certamente questo non significa accettare che l’occupazione diventi merce di scambio di diritti e di tutele. Occorre leggere bene le dinamiche sociali ed economiche della contemporaneità, occorre pensare e progettare un sistema economico in grado di produrre ricchezza attraverso il sapere, la formazione e la valorizzazione del lavoro, non attraverso il suo impoverimento.
Proprio oggi abbiamo discusso in Consiglio regionale il pacchetto-giovani proposto dal Presidente Rossi con cui la Regione impegnerà 334 milioni a sostenere il futuro dei giovani incluso il tentativo di favorire un migliore inserimento nel mondo del lavoro.
Quindi, bene che venga fatta maggiore chiarezza sul futuro delle persone attualmente senza il rinnovo del contratto e sulla selezione attraverso le varie agenzie interinali, ma si eviti, se possibile, forzature con chi, sia pure nelle difficoltà cerca di scommettere su questo, anche perché ciò potrebbe essere proprio un modo per ferire dignità di chi lavora.
Inserito da enzo , mercoledì 2 febbraio 2011 alle 16:23 Commenti (1)

I COMMENTI
Commento di Aslan , giovedì 28 luglio 2011 alle 10:39
" I'm out of legaue here. Too much brain power on display! "

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