Ciao, Alessia


Carissimo Enzo, ti aspetto. Se vieni a trovarmi ti spiegherò quanto sarà difficile il mio ritorno… mi fa piacere a maggior ragione che la nostra legge vada avanti…Ci possiamo organizzare per la prossima settimana che oggi sono oberata di medici in ogni dove…magari ti porti qualche compagno che vorrà venire…ti aspetto amico.
Non ho fatto in tempo ad organizzarmi e a portare qualche compagno a San Piero a Sieve. Alessia non è riuscita ad aspettarci, non ce l’ha fatta  più a combattere cancro e dolore. Una maledetta alchimia orribile e insopportabile che saliva e scendeva ovunque, fino ad aggredire le corte ossicina della colonna vertebrale. Proprio come il dipinto della grande artista messicana, Frida Kahlo, che Alessio ospitava nella sua pagina facebook: chiodi piantati nella carne, cinghie che comprimono un corpo dilaniato sorretto da una colonna vacillante ed infranta che precariamente sostiene un volto di donna piangente. Frida, affetta da spina bifida e poi travolta in un terribile incidente stradale era una donna straordinaria, che ha sempre diviso la sua esistenza tra la cultura, la malattia e la passione civile e politica. Frida mi ricorda molto Alessia.
Conobbi Alessia a Belém, in Amazzonia,  l’inverno del 2009. Entrambi eravamo in quella città per il Social Forum Mondiale, lei orgogliosa di rappresentare la giunta di Matteo Renzi ed io la Regione Toscana che aveva ospitato che aveva ospitato l’edizione del 2002. Mi fu subito simpatica: sapevo già delle cose di lei, del suo mestiere di Sindaco, dei suoi interessi per la cooperazione internazionale, per la cultura. Sapevo anche della sua battaglia contro il cancro e forse per questo, vederla impegnata in una terra lontana ed anche un po’ ostile, e soprattutto per chi soffre, mi regalò un grande entusiasmo. Fu facile capirsi con Alessia e lavorammo insieme alla risoluzione dei lavori delle nostre delegazioni. Poi nel 2010 ci incontrammo di nuovo, questa volta negli uffici di Palazzo Panciatichi, eletti in Consiglio Regionale. Alessia, se possibile, era ancor più sofferente, ma non lo faceva trasparire. Donna forte e interessante, con i suoi occhi lucidi e interrogativi, era capace di combattere, soffrire e sorridere. Costantemente sensibile alle grandi cause internazionali e al disagio di chi soffre. Quasi a dirmi, penso oggi, che per questioni minori, non aveva tempo.
“La nausea, il vomito, con il dolore assieme sono insostenibili… Enzo, dobbiamo far qualcosa, aiutiamo nel nostro piccolo chi si sottopone a terapie del dolore ed a terapie palliative”. E’ così che nei mesi scorsi cominciammo a lavorare assieme alla legge che Alessia, con l’sms che solo qualche giorno fa ha lasciato sul mio telefono, mi chiede di portare avanti. Lo farò. Sarà  una legge che, se approvata, consentirà nella Regione Toscana, di introdurre, per chi è sottoposto a terapie del dolore o palliative, l’uso di farmaci cannabinoidi, così come già avviene in molti paesi europei e negli Usa.
Cara Alessia, non sono riuscito a portare in tempo i compagni e salutarti. Ma con la legge, cercherò di arrivare in tempo, così com’è arrivato il tuo sms.
( Enzo Brogi, la Repubblica Firenze, 4 febbraio 2001)



"Sono strani i vantaggi nelle avversità"

Chi non lo sapeva non avrebbe mai pensato che Alessia stava combattendo, da anni, con la più terribile delle malattie. No, perché a quella malattia, fino alla fine,  lei non aveva consentito di assorbire tutte le sue energie, tutta la sua voglia di vita. Da quella malattia, fino agli ultimi tempi, aveva cercato di tenere lontano almeno il suo sguardo curioso, che sembrava sempre attendere qualcosa. Mi affascinava il suo coraggio protetto, carezzato dal suo sorriso,talvolta un po' triste,ma rassicurante. Forse anche per questo piaceva tanto anche ai giovani, parlava con loro, e come loro, era una persona positiva, che dava speranza. E’ difficile, oggi col dolore della sua assenza ritrovare le ragioni, ma per me  era facile intrecciare con lei idee in libertà, interessi comuni e passione politica.  Forse il precedente comune mestiere di Sindaco, la vicinanza agli emarginati e ai detenuti, gli interessi per la cultura e per i paesi che lottano per lo sviluppo e per le opportunità che altri Paesi più ricchi ed opulenti gli negano. Forse perché anch’io un po’ di anni, fa avevo attraversato un gran brutto guaio con la mia salute. Ecco penso che sia per tutto questo che non è stato difficile tessere un filo comune che alcune volte, nonostante ci conoscessimo da non molto tempo, abbiamo avuto la possibilità di tendere assieme. Un filo su cui abbiamo fatto correre anche gli articoli della legge a cui stavamo lavorando negli ultimi mesi, per introdurre in Toscana l’uso di farmaci cannabinoidi nelle terapie del dolore o palliative. Anche così Alessia faceva la sua battaglia. Pensando al futuro e pensando anche agli altri. E certo non mi sorprende che anche qualche giorno fa, abbia voluto sollecitarmi, abbia voluto chiedermi esplicitamente di portare assolutamente a termine il nostro lavoro. Un compito che assumo con amara e insopprimibile sofferenza, sperando di esserne all’altezza senza di lei. Entrambi ci sentivamo orgogliosi che questa piccola grande legge, se approvata, avrebbe assicurato alla Toscana un altro primato in termini di civiltà, rispetto e sostegno alla sofferenza della persona umana. Ho letto una volta che i migliori ci lasciano prima per costringerci ad ascoltarli, insopportabile ma per Alessia è questo che è accaduto. Dobbiamo allora fare tesoro, tenere caro il suo esempio, la sua  generosa dedizione. D’ora in avanti, per chi ha avuto la fortuna di conoscerla,sarà più facile voler essere più simili a lei.  Eh si, lo spiega bene la sua frase sul profilol facebook “Sono strani i vantaggi nelle avversità”.
E’ vero cara Alessia, sono strani i vantaggi. Grazie, che la terra ti sia lieve.
(Enzo Brogi, Il Nuovo Corriere Fiorentino, 4 febbraio 2011)
Inserito da enzo , venerdì 4 febbraio 2011 alle 08:55 Commenti (1)

I COMMENTI
Commento di Romilo , venerdì 21 settembre 2012 alle 17:54
" Grazie Patrick, quella del caffe8 l'ho impraata a mie spese, per fortuna il mio compagno di viaggio aveva una moka in valigia ; )Peccato perf2 che non siamo riusciti a insegnare ad alcuni ragazzi tedeschi in ostello con noi a cucinare la pasta, ti assicuro, un disastro! : ( "

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