Cultura... e rinascita


Anche i numeri dei nostri cari vecchi prefissi telefonici, con lo zero e poco altro, sono più consistenti delle percentuali che il nostro governo nazionale riserva alla cultura. Ed i risultati, anzi i disastri, si vedono. Gli ulteriori tagli al Fondo unico per lo spettacolo firmeranno la conclamazione del dramma. Altro che l’antica Costituzione di Atene che, considerando la musica indispensabile anche per governare, prevedeva nell’obolo assegnato agli arconti il mantenimento di un flautista! Quando nelle nostre città chiudono le librerie, si spengono i festival come Italia Wave o i cinema dei centri storici subiamo un impoverimento che ci fa crescere più tristi, più vulnerabili al guadagno facile, ai sogni dei reality. Questo non può succedere in un paese come l’Italia, non può accadere in una regione come la Toscana. Sembrerà una banalità, ma non dobbiamo mai smettere di riflettere sul patrimonio di sapere e creatività che questa terra custodisce ancora. Un patrimonio che è memoria, ma che è anche contemporaneità. Se ne discuterà nella due giorni per la cultura al Teatro Puccini.
"Con la cultura non si mangia” è l’inascoltabile slogan coniato dal Ministro Brunetta. Quindi un giovane dovrebbe pensare che invece con l’ignoranza, si? In Toscana cultura è nuova produzione e opportunità di sviluppo, di lavoro e ricchezza. Investire in cultura significa attrarre risorse, lavoro, turismo: una grande industria del paese. Meritevole di convinti e coraggiosi investimenti.Certo, con la mancanza di fondi e risorse ci deve stare anche il coraggio delle scelte. I giovani dovranno essere la nostra priorità, questa è la grande stagione aperta da Enrico Rossi. Il progetto sul credito agevolato, sulla casa, sul lavoro per le nuove generazioni non può non riguardare anche la cultura: la Regione deve trovare il modo di sostenere chi con entusiasmo si affaccia al mondo. Questo ci chiamerà anche a rompere qualche indugio su antiche e nobili fondazioni, rassegne blasonate e consolidate per aprire ai tanti giovani che producono musica, arte, video, cinema, teatro… La Toscana, anche nella cultura, non potrà essere “un paese per vecchi”.Ci faremo carico, ancora una volta, della mortificante miopia dei tagli del governo per dare risposta alle mille richieste di soccorso, per inventarsi una nuova strategia di cultura come bene economico. Abbiamo iniziato a lavorare su questo in campagna elettorale assieme al Presidente Rossi e a numerosi e autorevoli esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo in Toscana.  Un grande progetto che scovi risorse, comprima gli sprechi e spinga alla costruzione di una rete fra cultura e mondo economico e finanziario, magari con una legge che favorisca agevolazioni fiscali a fronte di investimenti culturali.
Vogliamo guardare a una società curiosa e desiderosa di esprimere i propri a talenti a tutti i livelli, di conoscere e amare le altre culture, di trovare nella vivacità culturale anche il superamento delle paure dei singoli, di ciò che è diverso o che non si conosce. Investire in cultura significa trasformare queste paure in opportunità e, perché no, allontanare i venti dell’intolleranza.
La cultura è un settore in crisi ma che può produrre ricchezza. Dobbiamo farne uno dei motori della rinascita economica ed etica del paese. Noi toscani possiamo e dobbiamo dire la nostra.
A partire dalla musica, non attenderemo il ritorno degli arconti o nuovi prefissi telefonici.
Enzo Brogi 
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Inserito da enzo , domenica 13 febbraio 2011 alle 00:16 Commenti (2)

I COMMENTI
Commento di Aldo , domenica 9 dicembre 2012 alle 02:40
" No faltimo dia 27, o Brasil foi objeto de pgrroamae7e3o no Cube a gente ja falou aqui desse centro de pesquisa franceas sobre a cultura digital. Foi uma noite dedicada e0 veddeo arte, organizada por Francesca Azzi, diretora artedstica do Festivel Fluxus. Quer dar uma olhada em quem foi exibido por le1? "

Commento di Ibrahim , sabato 14 luglio 2012 alle 19:15
" io sono credente, mio maitro non e8 cattolico ma la scelta di non avvalersi per nostra figlia e8 stata presa di comune accordo perche8 io non mi fido degli insegnatni di religione! come per tutte le materie, ce ne sono di bravi e di allucinanti ma non mi andava di rischiare. "

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