No alle barriere architettoniche...

Tanta gente ieri al Park Hotel di Arezzo per il convegno su barriere architettoniche e strutture sanitarie: tecnici, operatori, direttori sanitari della Toscana e disabili, tanti disabili. Interessanti le relazioni, gli interventi. Molti gli spunti, anche culturali.

La Regione Toscana, in tema di accessibilità e strutture sanitarie, vuole sfruttare l’opportunità irripetibile di avere quattro nuovi ospedali in costruzione, ad uno stato di avanzamento tale da permettere, verificando direttamente sul campo, la messa in atto di modifiche e interventi per raggiungere la massima accessibilità da parte di persone con ridotte capacità sia motorie, che visive o uditive. L’esperienza “pilota” sui quattro ospedali costituirà un prezioso patrimonio di conoscenze che permetterà di ridurre nel tempo le inadeguatezze.

L’abbattimento delle barriere architettoniche rappresenta un dovere per garantire dignità e pari opportunità alle persone disabili, così come sancito dalla nostra Costituzione. Oltre al miglioramento sul piano tecnico, che riguardi la progettazione delle nuove strutture, come gli ospedali, dove le barriere architettoniche rappresentano un vero paradosso, serve anche un rinnovato sforzo culturale verso il riconoscimento della disabilità.

Per me è stato importante, negli anni ’70, conoscere il cantautore Pierangelo Bertoli e stare con lui durante una tournée: le barriere allora erano ovunque e anche le cose più semplici da fare, come prendere un caffè al bar, si rivelavano complicatissime. Nel tempo le cose sono andate migliorando ma serve un impegno nelle scuole, nelle famiglie, nelle associazioni, perché tutti possano meglio comprendere l’esperienza della disabilità.

Riuscire davvero a mettersi nei panni di chi ha una disabilità, rappresenta un salto culturale che renderebbe più facile abbattere i mille ostacoli che si trova quotidinamente di fronte e non realizzare più gradini insormontabili, pulsantiere troppo alte, porte troppo strette e molte altre barriere. Del resto è giusto notare come tutto ciò che è progettato e costruito senza barriere per i disabili andrà bene per tutti, mentre non è vero il contrario. 

Inserito da enzo , mercoledì 8 febbraio 2012 alle 13:09 Commenti (1)

I COMMENTI
Commento di Viktoria , venerdì 20 aprile 2012 alle 22:52
" Si Tammaro, mi sono interessato ea0dialogato con anucli cittadini anch’io su questa vicenda. Anzi, ho misurato un paio di punti: la carrozzella da che mio padre usa in casa, quindi assai piccola di dimensioni, misura 60 centimetri di larghezza; anucli punti che ho misurato sul marciapiede erano attorno ai 73 centimetri. Le carrozzelle che si vedono sui marciapiedi sono un po’ pif9 larghe dei 60 centimetri. Insomma siamo al passaggio filo-​​filo. Una vergogna. Le carrozzine dei bimbi, e8 ancora peggio, perche8 hanno pif9 lunghezza ea0con spinta al seguito. Quindi una prova di abilite0…semplicemente per deambulare! Una vergogna! Senza dimenticare, come mi facevano rilevare anucli motociclisti, ea0qui, forse se ne dovrebbero interessare anche ia0vigili urbani, comandante in testa, ea0la Prefettura, che ho intenzione di interessare al fatto, che aver sostituito ia0pannelli pubblicitari-​​balaustra, ben visibili ea0con una loro altezza, con dei vasi, ancor pif9 aa0filo strada (i buchi di sostegno sono nel ciglio del marciapiede) ea0con una altezza ridicola, di fatto sono un massimo pericolo per la viabilite0 aa0due ruote. Naturalmente, ho chiesto alla squadra che stava facendo ia0lavori chi l’avesse commissionato. Tutti parlavano rumeno. Nessuno dava risposta e…sul tabellone dei lavori –che ovviamente non c’era ea0non c’e8– non si puf2 leggere nulla. Neppure se ci sono ia0soldi in bilancio, se c’e8 un responsabile di questi lavori ea0via vergognando.… "

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