"...ma le ronde no!"

Cari amici, sono passate un po’ di settimane dalla “burrasca” elettorale ed ognuno di noi, sebbene con un po’ di amarezza, ha avviato riflessioni, analisi, critiche, autocritiche ed affini.
Anch’io ogni tanto ho scritto qualcosa sul mio diario e alcuni di voi, che ringrazio, hanno voluto arricchire la riflessione con i loro contributi.
Adesso ci aspetta una impegnativa azione di opposizione. Avremo tempo e modo per analizzare il prevalere della spinta buonista o di quella più barricadiera, la voglia di proseguire un cammino “autonomo” o quello di riaprire un “dibattito a sinistra”. Tutti aspetti su cui discuteremo molto.
Vorrei però che in questo periodo trovassimo anche il tempo di ragionare ma, soprattutto, almeno laddove governiamo, di agire sui temi della precarietà economica ed occupazionale, della convivenza civile e del disagio sociale. Vorrei che ci si occupasse dei problemi che assillano i cittadini più deboli e i nostri giovani, a partire dai fenomeni di bullismo, giunti ormai anche nelle scuole toscane, a quelli della forte crescita di dipendenza dalla droga da parte di studenti e giovani operai. Mi ha colpito, a tal proposito, l’inchiesta apparsa, alcuni giorni, fa sul Manifesto: “Quanto tira la classe operaia”(...>>>)
Ma in questi tempi si discute molto anche di sicurezza, immigrazione clandestina, di rom e di ronde.
I recenti episodi di violenza xenofoba e razzista cui stiamo assistendo mi sembrano un chiaro allarme del rischio che stiamo correndo nel nostro paese. Il senso di insicurezza economica, la paura del futuro sembrano purtroppo prevalere sulla fiducia, sui progetti, sulle aspirazioni dei cittadini, alimentando un clima di intolleranza preoccupante. Mi è sembrata efficace l’immagine riportata da Don Ciotti in un articolo apparso sull’Unità del 16 maggio “…E' come se ci sentissimo tutti su una nave in balia delle onde, e sapendo che il numero delle scialuppe è limitato, il rischio di affondare ci fa percepire il nostro prossimo come un concorrente, uno che potrebbe salvarsi al nostro posto. La reazione è allora di scacciare dalla nave quelli considerati "di troppo", e pazienza se sono quasi sempre i più vulnerabili. La logica del capro espiatorio – alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e immagini, da un'informazione a volte pronta a fomentare odi e paure – funziona così…”.
Certo, anch’io sono convinto che sia necessario elevare il livello di attenzione e di sicurezza nelle nostre città, che occorra regolamentare i flussi, così come garantire dignità e diritti a chi arriva nel nostro paese per lavorare regolarmente e comportarsi come ogni altro civile cittadino.
Ma le ronde no, quelle proprio non mi piacciono, anzi mi incutono timore e inquitanti ricordi. Non mi piacciono le città blindate, ma le città “vissute”, dove i cittadini si sentono riconosciuti e per questo vogliono vivere i loro spazi da cittadini, vogliono partecipare, proporre, e sentirsi parte integrante di una comunità che, allora si, potrà dirsi civile.

Inserito da enzo , mercoledì 28 maggio 2008 alle 11:08 Commenti (2)

I COMMENTI
Commento di Giovanni Cardinale , sabato 31 maggio 2008 alle 20:14
" Caro Enzo, quando mi capita di leggere le tue note di sabato sera, come in questo istante, ed ho un pò di tempo, non posso fare a meno di rispondere.
Le questioni che tu poni imporrebbero mille riflessioni su cui sarebbe alla fine necessario anche schierarsi.
Io intanto suggerireri anche a te di uscire dal generalismo delle diagnosi (che secondo me non può prefigurare il profilo di un un dirigente politico di valore)ed affrontare i problemi -quelli che tu poni ed altri - uno per volta; magari anche in tavoli di "paese" con, la tua partecipazione che certo richiamerà cittadini di vario tipo. Circa le questioni dei giovani, da persona ormai impegnata da troppi anni nella docenza univesitaria, ti pongo un altro problema : cosa ne pensi di un modello di società, come quello toscano, in cui il protezionismo delle lobby, fuori da ogni regola di confronto e di seria concorrenza, sta affossando il merito ed i valori? Vedo sempre più gente, di poco valore, che gestisce l'esercizio del potere senza mai porsi il problema dell'adempimento del dovere; le parole etica, principio di responsabilità, sono sparite dal linguaggio di troppi dirigenti politici e da una intera classe di manager confinati nelle tante aziende pubbliche o a capitale pubblico; persone che, in un mondo diverso, basato sul merito e sulle effettive capacità, certo non avrebbero quel livello di potere e responsabilità. Per esempio, pensi che ai manager della sanità toscana verebbero affidate, nel settore privato, aziende con il livello di fatturato e di personale delle nostre ASL? La risposta è troppo ovvia e la conosci di certo anche tu; ma una tua risposta chiara nel merito non mi dispiacerebbe. Sai in quale documento politico ho trtovato quelle parole? Nella mozione di Fassino all'ultimo congresso dei DS : parole dimenticate da tutti gli attuali simboli del Partito democratico.
Mi piacerebbe avere un confronto politico con te, come con altri, su temi reali e concreti della nostyra realtà di Valdarno, di Provicnai, di Arezzo. A te spetta la scelta di organizzarla o meno : io ci sono.
Buon lavoro.
Con affetto
Giovanni "

Commento di nuto , giovedì 29 maggio 2008 alle 01:48
" Caro Enzo, purtroppo stiamo cadendo proprio in basso. L'Italia, di destra o di sinistra che fosse,non ha saputo affrontare le problematiche legate all'ingrossarsi dei flussi migratori e ovunque, indipendentemente dal colore delle giunte, assistiamo sempre più spesso a reazioni scomposte (a dir poco), sempre motivate dalla "maggiore richiesta di sicurezza" della popolazione. Il tema "stranieri" era troppo goloso, in quanto pregno di significati che vanno ben oltre l'ordine pubblico o l'aumento della microcriminalità. Si è cavalcato la tigre della protesta velatamente razzista di un paese che non conosce la propria storia (se non ricordo male gli italiani nel mondo sono praticamente lo stesso numero di quelli sul territorio...il che la dice lunga) soffiando sul fuoco e creando ad arte un clima di allarme generalizzato. Basta dare un'occhiata a come gli episodi di cronaca siano "spettacolarizzati" dai media ed occupino sempre spazi maggiori all'interno dei "contenitori" di notizie; meglio ancora (naturalmente) se i protagonisti sono stranieri, magari "irregolari". Purtroppo ci sono toccati in sorte politici che hanno sottostimato l'effetto pedagogico a lungo termine dei "cattivi maestri" che ormai da decenni lobotomizzano la middleclass italiana (ricorderai sicuramente chi definì mero "folklore" la leganord, che ancora oggi continua invece a condizionare la vita politica italiana permettendosi europarlamentari della statura del neofascista borghezio (volutamente minuscolo). Da questo tranello non si smarcano, spesso, neanche le realtà "di sinistra", che dipingono realtà apocalittiche per giustificare paurosi "pacchetti di sicurezza" utili solo ad impedire ai cittadini di passeggiare per il centro storico ed a chiudere locali troppo rumorosi (a dir loro...). Mah...sembra una versione all'italiana di quelle tristi realtà in stile "patriot-act": volete più sicurezza? Va bene! Ma meno libertà! Io sono sconvolto dalla recente notizia degli "informatori" fiorentini ma, con mio stupore, la popolazione non si è riversata sotto palazzo vecchio con i forconi. Ormai si accetta tutto senza fiatare, evidentemente. In nome della "sicurezza", of course.
Tristemente, ma con affetto e speranza (che non ci sia bisogno nè di forconi nè di un guazzaloca fiorentino prima di poter riprendere la retta via), ti saluto.
ale "

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