2 Giugno festa della Repubblica

Dal discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

"...Ma non posso tacere la mia preoccupazione, in questo momento, per il crescere di fenomeni che costituiscono invece la negazione dei principi e valori costituzionali: fenomeni di intolleranza e di violenza di qualsiasi specie, violenza contro la sicurezza dei cittadini, le loro vite e i loro beni, intolleranza e violenza contro lo straniero, intolleranza e violenza politica, insofferenza e ribellismo verso legittime decisioni dello Stato democratico. Chiedo a quanti, cittadini e istituzioni, condividano questa preoccupazione, di fare la loro parte nellinteresse generale, per fermare ogni rischio di regressione civile in questa nostra Italia, che sente sempre vive le sue pi profonde tradizioni storiche e radici umanistiche..."

Inserito da enzo , domenica 1 giugno 2008 alle 19:16 Commenti (2)

I COMMENTI
Commento di Moon , sabato 21 aprile 2012 alle 06:48
" I'm impressed! You've managed the amlsot impossible. "

Commento di Giovana , venerd 20 aprile 2012 alle 08:53
" per comodite0 mia roptrio l'intervento delle connettive nel miocommento dirisposta 1.Cosa implica il riconoscimento dellal scelta di prostituirsi e che significato ha all’interno della manifestazione:-la promozione della prostituzione oscura le violenze a cui le donne che si prostituiscono sono soggette, non nominando il problema della tratta, che riguarda la maggior parte delle prostituite. Non e8 chiaro chi “promuove” la prostituzione. A me non sembra che nessuna/* lo faccia .-la prostituzione e8 in se9 una violazione, e8 sfruttamento perche9 mercifica i corpi e ne contrattualizza l’uso: una societe0 civile non puf2 riconoscere il diritto di vendere il proprio corpo, cosec come vieta la vendita degli organi e disciplina la donazione degli organi in modo da escludere qualsiasi tipo di scambio economico.Gli atti sessuali non sono “il proprio corpo”. Il modo di dire “vendere il proprio corpo” e8 TOTALMENTE interno alla cultura sessista in cui si assimila la donna al sesso: donna=sesso, ovvero donna che vende sesso equivale a vendersi in toto. Che significa esattamente vendere il proprio corpo? A che pensate quando dite questo? (non ho capito,la vagina e8 la cosa pif9 preziosa per una donna? O il femminismo mette in evidenza che sono sacri e preziosi l'intero essere umano e il suo tempo?)Compagne attenzione ad usare il linguaggio creato dalla cultura sessista.Attenzione due volte perche8 il sesso cosec descritto si “santifica” e questo rientra sempre nello stesso sistema di pensiero: il sesso non si vende perche8 e8 sacro (ma solo quello delle donne, il sesso maschile venduto fa meno impressione vi siete chieste perche8? E il perche8 e8 importante: riguarda da vicino le donne questa diversa percezione che si ha della prostituzione femminile e di quella maschile .e parlo sempre al di fuori di tratta e sfruttamento, sia chiaro)..Perche8 il sesso e8 pif9 sacro di tutto il “resto” della persona-donna?Perche8 e8 pif9 denigrante per una donna vendere sesso, che per un uomo?Perche8 fare 5 minuti di pompino a pagamento e8 pif9 denigrante che pulire merda al canile comunale 7 ore al giorno? O doversi piegare alle regole di mercato in materia artistica? O “leccare il culo ” a qualcuna/o per far carriera (tipo all'universite0 o dove vi pare)?Dov'e8 il problema? Non sare0 la vendita e lo sfruttamento IN OGNI SENSO di esseri umani? Non sare0 che “vendersi” in qualsiasi modo non e8 bello ne9 “giusto”?Da un punto di vista femminista e8 fondamentale rilevare come l'oppressione delle donne passi in modo specifico per lo sfruttamento sessule, nelle sue varie forme: di coppia (matrimonio), nella prostituzione, nella pornografia e, contemporaneamente, nel lavoro di cura. Divisione sessuale del lavoro. Ed e8 importante tornarci su, riprendere questo discorso. E' importante capire come patriarcato e sessismo intervengono sui corpi e nelle vite delle donne. E' importante tornare a dire come (e sottolineo come ) le donne rappresentino e siano rappresentate/rappresentanti in qualite0 di oggetti sessuali. Se vogliamo smontare questa roba bisogna andare affondo e guardare anche quello che “e8 scomodo vedere”, la complessite0 della cosa, le sue numerose, varie articolazioni. Non basta dire “si mercifica il corpo” sopratutto in un mondo in cui i corpi di tutte e tutti sono mercificati in ogni modo, e non solo: tutto e8 mercificato, gli affetti, la socialite0 etc (la metto gif9 dura ma E' dura). E' facile isolare la questione e sentenziare: “e8 male”.Diverso e8 dire i corpi delle donne sono mercificati in modo specifico e analizzare la questione.-considerare la prostituzione una scelta e un diritto implica la necessite0 di una regolamentazione e quindi il riconoscimento del sesso come un prodotto/servizio e i clienti/compratori dei “consumatori” di donne, con tutte le implicazioni che questo comporta (limiti di ete0, quantite0 e qualite0 delle prestazioni, diritto all’esigibilite0 della prestazione stessa, etc.); maggiore espansione dell’industria del sesso e soggezione alle regole di mercato; limitazione dei programmi di fuoriuscita dalla prostituzione, anzi la sua promozione come “lavoro”; difficolte0 di determinare gli abusi, di delineare la differenza tra una violenza e una giusta pretesa all’ottenimento di quanto pattuito nella contrattazione; mancata promozione di ricerche sul fenomeno.Emerge da studi internazionali (Osservatorio sulla violenza contro le donne,Lobby Europea EWT, Coalizione contro la tratta CATW), che laddove la prostituzione e8 stata legalizzata, le violenze contro le prostitute continuano ad esistere: per esempio in Netherland il 40% subisce aggressioni fisiche, il 40% violenza sessuale). Il problema reale e8 il cliente, al quale non puf2 essere riconosciuto alcun diritto e alcuna legittimazione, attraverso il riconoscimento del diritto a prostituirsi.Mi sembra un passo molto accelerato parlare qui di “legalizzazione”: per ora ci troviamo in una situazione in cui si vuole far diventare la prostituzione reato. Ci rendiamo conto?!Compagne, ci rendiamo conto? REATO. La prostituzione e8 un fenomeno che ha molte faccie e dire “le violenze contro le prostitute continuano ad esistere” e8 un'affermazione sicuramente vera -sic- ma non descrive la situazione: Quali prostitute? In che contesti lavorano? Etc Ripeto: per fare un'analisi seria di un fenomeno non basta una statistica (che poi va letta adeguatamente tra l'altro) ma e8 assolutamente necessario un confronto reale con i soggetti coinvolti.E sentire anche le sex worker (e dico le sex worker per le specifiche oppressioni di genere, ma confrontarsi anche con le sex worker trans e i sex worker forse ci direbbe anche qualcosa in pif9 sul rapporto patriarcato-sessismo e sessualite0 in genere, che non guasterebbe ad esempio M.Mieli diceva qualcosa sulla misoginia e la rappresentazione, in un certo senso pornografica, del “femminile” in correlazione all'omosessulite0 maschile repressa o “educastrata” argomento che potrebbe essere rilevante ai fini anche della “nostra” lotta, si diceva sguardo globale-agire locale).Insomma forse possiamo vedere qualcosa che dalla nostra posizione ci sfugge.Fare un unico calderone sotto la voce “prostituzione” (tra l'altro descritta solo come “vendita del proprio corpo) non credo sia uno strumento realisticamente valido di lotta.Spero di essere stat* chiar* abbastanza.E spero di poter discutere sulla legalizzazione quando le persone che si prostituiscono e/o vittime di tratta e sfruttamento, almeno non rischino multe, espulsioni, galera (oltre a tutto il resto).-la connessione tra prostituzione e violenza, inoltre risulta da molti studi: una percentuale considerevole di donne e ragazze che si prostituiscono sono state vittime di abusi. San Francisco 1998: su 130 donne il 57% erano state abusate da bambine, il 49% aveva subito violenze fisiche in famiglia. In Oregon 1993, l’85% sono state vittime di incesto, etc. Le donne che si prostituiscono dichiarano di non desiderare che le proprie figlie abbiano come aspirazione il “lavoro” di prostituta.Noi vogliamo che la nostra comunite0 di donne lo desideri?Ripeto nessuna qui mi pare si auguri di prostituirsi o lo promuova in alcun modo, come non mi auspico che mia figlia/o vada a fare un lavoro alienante, che la/lo deprivi degli affetti o dei tempi per viverseli e via cantando.E poi ancora sulle statistiche mi sa che purtroppo le percentuali di donne violentate-molestate-abusate in qualche modo sia alto un po' in qualsiasi campo. Ma ancora torno a dire indaghiamo sulle statistiche come un'abuso porta alla prostituzione? Come funziona questo meccanismo? Questa sarebbe una cosa su cui lavorare, non mi basta decretare: “la prostituzione e8 male” (e, di conseguenza: “ quanto sbagliano le donne che lo scelgono=cattive”, non sare0 funzionale al sistema a schieramenti dividersi in buone e cattive?)-introdurre, all'interno di una manifestazione contro la violenza alle donne, la difesa del lavoro di prostituta e8 contraddittorio e legittima la violenza che essa stessa vuole rendere visibile e condannare.Mi sono pers* un passaggio: non mi sembra si stia difendendo nessun “lavoro” (e sul concetto di lavoro ci sarebbe molto da dire, appunto). Mi sembra ci si sia limitate a difendere le persone che sono oggetto di violenze normative fondate sull'ipocrisia sessista e patriarcale. Si esprime solidariete0 ad altre donne (nate tali o no) rispetto ad una situazione, ad un contesto preciso, su qualcosa che riguarda tutte: dividere le donne in sante e puttane, in degne/indegne, repressione normativa sui corpi reali delle donne.Buona lotta a tutte/i/*. Rho. "

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