Il nuovo Piano sanitario regionale


Il nuovo Piano Sanitario che abbiamo definitivamente approvato in Consiglio Regionale con uno stanziamento di risorse di oltre 6 milioni di euro, costituirà un prezioso strumento per tutelare la salute dei cittadini.
Sono soddisfatto di un lavoro che evidenzia una forte scelta, da parte della sanità pubblica toscana, di stare più vicino ai cittadini, di voler rispondere ai bisogni della salute secondo i principi di appropriatezza, innovazione, efficienza economico-finanziaria. Uno sforzo prevalentemente diretto a migliorare la qualità delle prestazioni e che, quindi, non potrà prescindere anche dalla valorizzazione delle competenze professionali di tutti i nostri operatori. A questo si aggiunge l’impegno che la Regione si propone, di informare e raggiungere in modo sempre più puntuale le fasce più deboli della popolazione, quelle che più faticano di più ad usufruire dei servizi.
Ma se questi sono i confortanti principi cui la sanità toscana si è ispirata per una corretta gestione della salute dei cittadini, condivido invece pienamente le forti preoccupazioni dell’assessore Rossi nei confronti degli annunciati tagli del governo nazionale. Una politica che viene sciaguratamente prefigurandosi nel momento in cui, considerata la progressiva crescita della popolazione anziana e l’aumento della speranza di vita delle persone, le risorse per la spesa sanitaria dovrebbero, al contrario, essere aumentate (negli ultimi anni l’aspettativa media di vita in Toscana è salita ad 83 anni per le donne 77 per gli uomini).
I bilanci in pareggio della sanità riportati in questi anni collocano la Toscana fra le regioni più virtuose, nonostante i continui sforzi per il miglioramento dei servizi. Un percorso, il nostro, che si è posto dunque l’obiettivo di garantire un utilizzo più efficiente delle risorse, di ridurre gli sprechi, umanizzare e qualificare la rete ospedaliera. Il tutto, nell’ottica di un dovere etico che le istituzioni hanno nei confronti del diritto alla salute di tutti i cittadini.
Per questo dovremmo dare dura battaglia, a chi tenta di compromettere questo cammino(che ha visto scendere in campo anche Formigoni, il Presidente della Giunta regionale Lombarda!).
Fra le principali risorse stanziate dal piano, di cui si avvantaggerà anche la nostra realtà territoriale, si riconoscono indubbiamente quelle per la gestione delle patologie croniche, per il potenziamento del pronto soccorso sia sotto il profilo organizzativo che dell’accoglienza, per l’assistenza del ricoverato al momento in cui viene dimesso dalle strutture ospedaliere, per la valorizzazione dei piccoli ospedali e la previsione di strutture organizzate per intensità di cure. Per l’Ospedale della Gruccia di San Giovanni V.no è utile ricordare che sono stati destinati investimenti per 14.100.000 euro da utilizzare per il Pronto Soccorso, per la nuova Radioterapia e per nuova struttura riabilitativa, oltre all’acquisto della nuova diagnostica Rx Diretta Digitale ed il mammografo digitale per i quali sono stati programmati altri 750.000 euro. Importanti interventi, come ad esempio quello per la nuova TAC, sono comunque previsti anche in Casentino.

scarica il Piano
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Inserito da enzo , venerdì 18 luglio 2008 alle 12:43 Commenti (8)

I COMMENTI
Commento di Hassan , mercoledì 3 luglio 2013 alle 17:51
" I must express my atpreciapion to this writer for rescuing me from such a crisis. After surfing throughout the search engines and finding basics which were not productive, I was thinking my entire life was well over. Being alive minus the answers to the issues you have sorted out by way of your main article is a crucial case, as well as those which may have adversely affected my career if I had not noticed the website. Your own personal expertise and kindness in taking care of the whole thing was very useful. I don't know what I would have done if I hadn't come upon such a solution like this. I can at this time look ahead to my future. Thanks so much for your specialized and sensible help. I will not think twice to propose the sites to anybody who needs counselling on this situation. http://ywbuzoo.com [url=http://xznjwpnjah.com]xznjwpnjah[/url] [link=http://dicxalor.com]dicxalor[/link] "

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Commento di Hassan , mercoledì 3 luglio 2013 alle 17:51
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Commento di Hamzah , sabato 22 giugno 2013 alle 17:27
" Grazie per aver condiviso qtesuo brano... pensieri che condivido appieno. Tutti questi meccanismi, ivi compreso lo svuotamento della parola, portano alla non coincidenza fra significante e significato e alla conseguente perdita di senso etico, umano, filosofico del vivere quotidiano. In una visione tragica come quella di Bernard Noel, nella sua Castrazione Mentale, e in quella da osservatore di Fossati, nella sua canzone Il Battito, emergono pesantemente queste realta'. Lottare contro qtesuo meccanismo e' durissimo. Viviamo in un nuovo sistema di schiavizzazione, dai fili invisibili.. apparentemente liberi eppure controllati quasi in ogni gesto. La cultura e' potere e liberta' mi sento di aggiungere, come dico spesso sul mio blog. Grazie a voi, che lottate ogni giorno con il vostro lavoro... resistete! "

Commento di Vyolet , sabato 22 giugno 2013 alle 09:41
" Ah, specifico che ho avuto anche la Playstation 2 ed atutelmante ho l'XBox 360 oltre alla Wii, ma la Nintendo e8 tutto di un'altro livello. Peccato in questa generazione abbiano abbassato leggermente il livello di difficolte0 dei loro giochi rendendolo pif9 ammicchevoli per i bambini' perche8 neanche ce n'era bisogno! Io a 5-6 anni giocavo a Super Mario Bros. All Star e ai Donkey Kong Country, considerati molto difficili, eppure, mi ci appassionavo lo stesso! La scelta, l'hanno fatto pif9 credo per motivare i genitori a comprarla, visto che alla fine sono loro ad andare in negozi e far fare i soldi a Nintendo peccato! Speriamo che la Wii U offre una difficolte0 pif9 hard-core!!! "

Commento di James , giovedì 20 giugno 2013 alle 16:33
" Purnima,oops...you are right ! It was Askhay...but not Rahul :-)I always get counfsed between Rahul and Akshay..! This time too :-)I stand corrected. Thank you ! "

Commento di Vanessa , venerdì 21 settembre 2012 alle 11:27
" Personalmente, trovo che la questione debba eessre posta in termini molto diversi.In primo luogo, non e8 affatto vero che le materie umanistiche oggi stiano recuperando terreno o, addirittura, che stiano superando quelle scientifiche: basti dare solo un’occhiata alle statistiche sulle iscrizioni nelle facolte0 umanistiche e alle diverse proporzioni dei finanziamenti relativi alla ricerca scientifica in queste materie per rendersene conto. Perfino l'intitolazione di alcuni corsi di laurea risente dell'egemonia della scienza. Esistono le scienze archeologiche, le scienze storiche, le scienze storico-artistiche e cosec via. E non e8 tutto. La reazione di qualsiasi persona, di qualsiasi estrazione sociale, da me interpellata riguardo al valore di un investimento in termini di studio nelle materie umanistiche, mi ha risposto sempre con un laconico: bello, si, ma poi che cosa ci fai? Provare per credere. E ancora, quanti laureati, ormai un po’ attempati, in possesso di un pezzo di carta recante la famigerata intestazione “lettere e filosofia”, sconsigliano disincantati ai propri figli, nipoti e amici, di intraprendere il loro stesso corso di studi?Non mi sembra, dunque, che le materie umanistiche godano di grande rilevanza sociale.Detto questo, perf2, non confondiamo la posizione attuale delle materie umanistiche e il giudizio di valore (pif9 o meno disilluso) a loro affibbiato, dalle reali motivazioni di questo stato di cose.Il nostro problema e8 che la societe0 capitalistica ha costruito intorno al guadagno la sua fortuna e cif2 ha semplicemente fatto si che l’obiettivo primario della “formazione culturale” di un individuo non fosse pif9 tanto la persona, quanto la fonte di profitto che essa rappresenta. La persona (termine ormai quasi desueto) e8 divenuta, nel corso del tempo, niente di pif9 e niente di meno che una fonte di reddito. Pif9 e8 immediata meglio e8, ed e8 ancora pif9 apprezzata se lavora presto, se lavora molto e se produce denaro, ovviamente. La garanzia migliore perche9 questa richiesta sociale venga soddisfatta, non lo si puf2 negare, e8 offerta dalla scienza. La ricerca scientifica e le sue applicazioni, per quanto lunghe e complesse nel corso della gestazione, sono quelle che danno apparentemente pif9 frutti, pif9 diretti, pif9 utili e, sulle lunghe distanze, anche pif9 remunerativi.Questa constatazione, perf2, non ha nulla a che vedere con la reale portata e il reale valore degli studi scientifici, come di quelli umanistici. Quella che ho descritto e8 una distorsione odierna e subdola di queste due fondamentali direttrici sulle quali si e8 mosso l’uomo di sempre (spesso anche intersecandole tra loro), sbocciata in buona misura a partire dalla Rivoluzione Industriale e cresciuta a dismisura fino ad oggi. La storia della scienza e dell’umanesimo, per quanto lunga, controversa e problematica da tempi molto pif9 remoti dell’Ottocento, oggi non dovrebbe pif9 dividere gli studiosi e nemmeno generare insulse prese di posizione pro o contro. Non ha alcun senso. Soltanto chi ignora il valore di entrambe e la loro reciproca correlazione puf2 farlo.D'altronde non si tratta di un problema solamente italiano. Recentemente, forse gie0 lo saprete, e8 stato pubblicato un saggio della filosofa Martha Nussbaum, dal titolo Non per profitto , nel quale la studiosa rivela come e quanto siano state progressivamente snaturate le discipline umanistiche in tutto il mondo, con particolare attenzione al caso degli Stati Uniti e di una potenza economicamente emergente come l'India. Questo dato sconcertante non vuole eessre sbandierato da parte mia semplicemente come una difesa d'ufficio delle materie umanistiche, perche9, ripeto, sarebbe un atto stupido e qualificherebbe chiunque come una persona mediocre: la sola idea di parteggiare per l'una o per l'altra parte della medaglia dell'intero complesso della cultura e del sapere umano che ci ha permesso di arrivare fin qui e che ci consente di proiettarci verso il futuro, sarebbe una follia.Io ritengo invece, come hai giustamente scritto tu, Licia, che non si possa smettere di interrogarsi, di capire, di cercare delle risposte, di esercitare la propria capacite0 critica e la propria creativite0; tutti eventi che si pongono alla base delle questioni di tutti i giorni come anche alla base delle nuove scoperte che rivoluzionano l’avvenire. Ma troppo spesso ci dimentichiamo che e8 proprio questa l'essenza della cultura umanistica: il pensiero. La scienza, semplicemente, fa umanesimo quando ragiona, quando si interroga, quando valuta e paragona. E’ il pensiero lo strumento fondamentale della nostra umanite0 e non deve eessre ridotto ai soli contenuti, come conoscere Dante o le leggi della termodinamica (questa e8 una lettura –ahime9- molto povera del nostro tempo), ma ai metodi.Il pensiero e8 piuttosto -posso azzardare il paragone?-, la nostra energia rinnovabile a costo zero. E’ il pensiero che agisce e reagisce, si modula e si caratterizza attraverso la nostra capacite0 di esercitarlo e di adattarlo. Che i risultati siano formule, tele o sculture, che sia un pezzo giornalistico, una sonda su Marte o una rappresentazione teatrale, poco importa. Cif2 che garantisce ad un eessre umano la propria liberte0 individuale e l'esercizio del proprio talento non risiede nel cosa si fa, ma nel “come” e soprattutto nel “perche9”. La domanda che ci poniamo e8 il vero nucleo. Il desiderio di capire.E la domanda, io credo, anche quella scientifica, si chiama umanesimo. "

Commento di Tanzarella catia , lunedì 28 luglio 2008 alle 14:06
" condivido le preoccupazioni dell'assessore Rossi e comunque destinare i fondi ai cittadini più deboli è la nostra "mission".
Ciao e buone ferie Catia "

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