Festeggiando Antonio Camici



Cavriglia è una terra carica di suggestioni, storia e cultura politica: il grande paesaggio lunare delle miniere di lignite, della centrale termoelettrica e del suo paese fantasma location naturale del bellissimo film di Alessandro Benvenuti. Il paese dell'eccidio nazifascista che colpì oltre duecento cittadini inermi, colpevoli solamente di vivere in un "paese simbolo" dove la resistenza ed il pensiero prima anarchico, poi socialista e comunista era radicato in ogni casa. Terra di lavoro duro e di miniere e minatori. Terra innamorata, come canta una nota canzone popolare su Cavriglia, terra eletta da tanti personaggi della cultura a buen ritiro come Gherardo Colombo, Piero Pelù...terra di cui è cittadino onorario Sergio Cofferati.
Ancora oggi ha percentuali bulgare e per ben due volte mi ha fatto eleggere a Sindaco con il risultato più alto del PDS prima e dei DS poi in Italia: 88,7°0% (risultato celebrato anche dagli scritti affettuosi ed amichevoli di Adriano Sofri) .
Primi non solo nei risultati, ma anche nelle sottoscrizioni, nella diffusione de l'Unità, nelle Feste...lo sapevano bene ed a noi ricorrevano sovente dirigenti ed amministratori della Federazione aretina. 
Cavriglia poi è ricca di compagni storici e valorosi dirigenti, parlamentari...anche il primo segretario regionale del PCI il Sen. Alessio Pasquini era un minatore di Cavriglia.
 
Ma soprattutto primi perché abbiamo un compagno dalla passione e dall'impegno raro: Antonio Camici, che da poche settimane ha compiuto 80 anni. “Una scelta di vita” la sua, come aveva scritto Giorgio Amendola, sicuramente una delle figure a cui Antonio si è sempre sentito ispirato. Di Amendola amava la sua determinata pacatezza, il suo rigoroso ragionare e soprattutto il suo riformismo. Nella sua libreria sicuramente non mancano i suoi libri.
Una vita interamente dedicata all’impegno politico, sociale, della sua comunità ed in particolare del suo Partito. Ha sempre anteposto ogni interesse alla ragione del partito. Ma lo ha fatto sempre in modo nobile, laico, aperto.
Difficile pensare a ciò che negli ultimi sessanta anni è successo a Caviglia, e spesso anche nella provincia di Arezzo, senza che Antonio abbia, con grande equilibrio, “detto la sua”.
Un compagno a cui nessuno di noi sa mai dire di no.
Senza alcuna retorica è opinione comune ritenere la sua figura e la sua autorevolezza ancora una risorsa riconosciuta per l’intero Partito della provincia di Arezzo.
Antonio si  è avvicinato alla politica ed alla sinistra giovanissimo, ha diretto il Partito Comunista ai vari livelli, si è impegnato prima nel sindacato minatori, poi in quello dell’energia fino alla metà degli anni sessanta quando fu eletto Sindaco di Cavriglia . Incarico che ricoprì fino al giorno in cui dovette abbandonare per un intervento alla testa, giudicato in quegli anni, ad elevatissimo rischio.
L’intervento, sia pur con una lenta ripresa e con qualche postumo ebbe grande successo, così da permettergli di riprendere con vigore l’impegno politico, accompagnando, sempre con un ruolo di primo piano,  il percorso storico del PCI fino alla recente nascita del PD.
Ma la sua vera forza emerge durante le campagne elettorali e nei momenti delle campagne di sensibilitazione e  mobilitazione del Partito. In quelle circostanze è incontenibile, iperattivo, attento ad ogni sollecitazione, impegnato dalla mattina alla sera in un esagerato lavoro di propaganda e di contatti…quasi fino a divenire insopportabile!...almeno per chi gli sta vicino, prima fra tutti sua moglie Lea.
Ancora oggi è amministratore della COOP del Comune, del PD, Presidente dell’AUSER, in vari consigli di Circoli sociali ed ARCI, sindaco revisore di una delle più grandi cooperative di produzione della Toscana….gli manca la bocciofila poi è ovunque!

Inserito da enzo , giovedì 24 luglio 2008 alle 21:42 Commenti (2)

I COMMENTI
Commento di Darrence , venerdì 21 settembre 2012 alle 20:16
" Kudos! What a neat way of tihinnkg about it. "

Commento di Martha , sabato 14 luglio 2012 alle 18:26
" anche io spesso ho laitasco che la comunicazione cadesse in un buco nero fatto di silenzi e noia soprattutto quando non mi sono spinta oltre tante volte ho laitasco che le persone attraversassero la mia vita come meteore e tutto questo perche avevo gia un'idea fissa e appollaiata,ben consolidata nella testa che annientava il fluire comunicativo.questo mi e accaduto tante volte,quando scioccamente,mi sono fermata all'apparenza dell'interlocutore.e non ho chiesto non ho raccontato,non ho vissuto in modo produttivo lo scambio con l'altro ahh a volte come sono precipitosa !!! per fortuna si puo sempre ritentare "

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