Cavriglia č il comune piů ricco della provincia

I dati sulla ricchezza e soprattutto sull'incremento della ricchezza pubblicati alcuni giorni fa da " Il Sole 24 Ore ", mettono in luce un elemento di grande positivitŕ: la consistente crescita che ha interessato nell'ultimo decennio il comune di Cavriglia. Con i 17.700 euro di reddito medio per contribuente del 2007, superiori di oltre 2.000 euro rispetto alla media provinciale (15.532), Cavriglia si colloca, infatti, al primo posto fra tutti i comuni della provincia di Arezzo, incluso il capoluogo.
Lo studio, che ha visto passare sotto la lente le dichiarazioni dei redditi del 2006 (per l'anno di imposta 2007) raggruppate per territorio e attualizzati al 2007, raffrontate con quelle del 1999, lascia sicuramente aperte le preoccupazioni per la nostra provincia che, nel periodo preso in esame, pare aver registrato un incremento di reddito di appena il 2,5%. Un valore dimezzato rispetto a alla media toscana (5,1%) ed insufficiente a contendere il duello fra ricchezza e costo della vita, se teniamo conto che secondo l'ultima stima della Banca centrale europea il carovita dovrebbe toccare il 3,4% entro la fine dell'anno. Nell'ambito di questo contesto piuttosto nebbioso, il Comune di Cavriglia restituisce fortunatamente segnali di sicuro piů dinamici. Una notizia certamente di conforto per chi come me ha seguito e partecipato con passione alla crescita e allo sviluppo di questo comune dove, come in molti ricorderete, sono stato Sindaco per 14 anni, compreso i primi periodi presi in esame dall'indagine del Sole 24 Ore. Certo, nella classifica dei dieci comuni toscani piů ricchi Cavriglia si colloca al sesto posto ma, a differenza di quanto accada per la media regionale, con i suoi 17.700 euro il nostro comune supera, oltre che il dato medio nazionale (16.958 euro), la soglia dei 17 mila euro sopra la quale viaggiano tutte le regioni del nord Italia.
In termini assoluti (valore nominale) il reddito medio č cresciuto nel comune di quasi il 40% per ogni contribuente e di oltre il 37 % per ciascun abitante. Entrambe le percentuali sono in assoluto le piů elevate fra i comuni dell'aretino.
I dati pubblicati descrivono un decennio che evidentemente ha reso piů forte e piů competitiva la nostra economia. Lo evidenziano i valori sul reddito, ma lo conferma certamente il consistente incremento di attivitŕ economiche che si č avuto nel settore agrituristico ma anche industriale.
Questi dati sono una conferma, ricordo ancora con piacere lo slogan “cavrigliapiace", che ci ha aiutato a farci riconoscere ed apprezzare. Un sondaggio di qualche anno faceva dire alla stragrande maggioranza di cittadini del Valdarno che, dopo il loro paese, Cavriglia era il comune ove avrebbero voluto abitare. Risultati che credo si raggiungano spesso anche grazie ad un impegno coordinato fra amministrazione locale, categorie economiche e cittadini. Un legame che a Caviglia abbiamo cercato di tenere sempre stretto, tentando di rendere la comunitŕ cavrigliese protagonista di una crescita economica, ma anche culturale e sociale e che oggi, con la lettura del Sole 24 Ore, rischia di farci sentire perfino un po’ orgogliosi.

>>> i dati del Sole 24 Ore

Inserito da enzo , domenica 7 settembre 2008 alle 07:51 Commenti (1)

I COMMENTI
Commento di Nicolas , venerdě 20 aprile 2012 alle 17:08
" Caro Ckkb, condivido da molto tempo la tua ssesta analisi per quanto riguarda la questione geopolitica. E’ evidente che cif2 che si sta verificando sullo scacchiere internazionale e8 provocato dalla competizione fra la “vecchia” superpotenza americana e le nuove, in particolare la Cina, ovviamente. Tutto cif2 che sta accadendo, guerra e occupazione militare dell’Iraq e soprattutto dell’Afghanistan non ha nulla o quasi a che vedere con il presunto pericolo islamico ma con il controllo delle risorse naturali (dal petrolio al rame all’oppio), dei collegamenti (gasdotti ecc.) e naturalmente per la supremazia geostrategica e il controllo diretto o indiretto delle varie aree del pianeta.L’integralismo islamico non e8 la causa di tutto questo ma solo l’effetto. E’ evidente. Il mondo islamico e8 sottoposto da lungo tempo all’influenza diretta o indiretta dell’occidente (non entro nel merito perche9 lo abbiamo gie0 fatto con un articolo specifico). E’ quindi logico e conseguente che si sia sviluppata in quel contesto una resistenza a questo processo. Poi che a noi quelle culture possano piacere o non piacere e8 tutto un altro discorso che nulla ha a che vedere con cif2 che sta succedendo.Purtroppo la grande maggioranza delle persone (e anche molti appartenenti ai movimenti maschili) non e8 esperta di questioni internazionali e si beve tutta la propaganda che gli gettano in faccia dalla mattina alla sera. Certo nei vari telegiornali non gli spiegano che la partita in Afghanistan fra USA e Cina e8 fra chi dei due gestire0 l’oppio e chi il rame e che questa non si e8 ancora chiusa. Come non e8 ancora definito dove passeranno i gasdotti nelle varie aree in questione, da chi saranno saranno controllati, gestiti, ecc. Gli USA e l’Occidente sono naturalmente in vantaggio avendo occupato militarmente il paese. Naturalmente in tutto questo bisogna anche trovare un accordo con i potentati locali afghani…Il tutto naturalmente avviene sulle spalle delle popolazioni locali…Mi sembra del tutto logico e naturale che a qualcuno di questi gli girino un po’ le palle nel vedere il proprio paese occupato e spartito da potenze straniere per i loro interessi economici e politici. E naturalmente vengono criminalizzati e definiti terroristi. Ora, con pif9 pudore, vengono chiamati insorti. Siccome sappiamo che il linguaggio non e8 una cosa buttata lec a casaccio ma ha la sua fondamentale importanza, questo cambiamento di definizione dovre0 pur significare qualcosa. E cosa significa? Significa che il peso e l’entite0 di quell’insurrezione fa sec che, anche volendo, non si possa pif9 parlare di semplici terroristi…non sarebbe pif9 credibile visto che i terroristi sono decine di migliaia di uomini, ex pastori con il turbante e il fucile in spalla Questo sul piano geopolitico. Sull’altra questione che poni, non sarei in grado di stabilire, e spero di no, ovviamente, se siamo sull’orlo di un futuro scenario apocalittico, come tu sembri prefigurare (non che sia campata per aria come analisi, sia chiaro). Mi limito per ora a registrare gli eventi e ad analizzare la situazione. Una cosa e8 certa, la competizione fra grandi potenze capitaliste (e imperialiste per forza di cose) ha sempre portato alla guerra. Oggi perf2 siamo in uno scenario diverso dato anche e soprattutto dall’equilibrio nucleare. Questo puf2 cambiare le cose in modo sostanziale. Forse cif2 a cui dovremo invece abituarci e8 una condizione di guerra permanente, come d’altronde gie0 sta avvenendo da decenni, con l’utilizzo di eserciti specializzati utilizzati in praticamente tutte le aree e le situazioni di crisi del pianeta. Mi pare che solo i nostri militari siano presenti in una trentina di paesi del mondo (naturalmente a reggere il culo agli USA anche se non in missioni di guerra ma di pace, come ipocritamente si dice…).Se poi tutto cif2 possa avere anche implicazioni di genere non lo escludo affatto, essendo la questione di genere indissolubilmente legata a tutte le altre.Ti ringrazio di questo contributo perche9, anche se apparentemente puf2 sembrare un po’ fuori tema, in realte0 non lo e8 per nulla. Basti pensare al fatto che numerosi appartenenti al Momas temono la competizione con i maschi islamici che insidierebbero il loro potere e la loro influenza sulle donne occidentali (quale potere e quale influenza non si e8 capito ma insomma…) e individuano la madre di tutte le questioni nella penetrazione islamica in occidente. Peraltro vivendo una contraddizione enorme perche9, proprio loro che hanno una concezione, diciamo cosec, “antica”, della relazione fra i sessi, dovrebbero essere felici di una cultura che va proprio in quella direzione. E invece la combattono, anche se non si capisce perche9. Dovremmo combatterla noi che la vediamo in modo diverso e invece…Comunque, affari loro e non nostri…P.S. per ragioni personali mi sto recando spesso in Germania, a Berlino, dove tornerf2 fra pochi giorni, che e8 considerata (non metaforicamente ma di fatto) la terza citte0 turca dopo Ankara e Istanbul.E’ assolutamente evidente come questa comunite0 si sia perfettamente integrata e come le giovani generazioni, figlie della prima e anche della seconda o terza ondata di immigrazione, abbiano decisamente modificato i loro costumi e la loro cultura. Splendide ragazze turche (che parlano tedesco) circolano per le strade di Berlino , ragazzi miei, e dubito assai, vedendo come si pongono , che i loro padri e i loro nonni abbiano molta voce in capitolo sulle loro vite … Come e8 giusto che sia, sia chiaro, ciascuno deve essere padrone della propria vita.La domanda e8:”Chi modifica chi? Chi condiziona gli usi e i costumi dell’altro? Se dovessimo valutare dal “portamento” e dall’aspetto di tante giovani turco-berlinesi sembrerebbe che l’Islam stia perdendo seri colpi, per lo meno da quelle parti… "

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