ACC!...Piero Pelů!





 


Una chiaccherata con Piero che č finita su ACC!, il nuovo giornale della Casa della Creativitŕ
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Piero, ma cos’č la creativitŕ?

Un mistero, almeno quanto la creazione dell’universo. Non č solo un procedimento scientifico, č qualcosa che arriva al profondo insondabile che c’č dentro di noi. Quindi non ne so piů di chi sta leggendo in questo momento...
Secondo te Firenze č una cittŕ creativa?
Grazie alla sua tradizione all’universitŕ, alla presenza di stranieri (quelli residenti non i turisti) e anche grazie ai tanti artisti indigeni, Firenze ha un grande potenziale che fino a oggi fa molta fatica a trovare la giusta via per espandersi. Č un peccato veramente grande, nella mia esperienza di direttore di Fiesta (eventi dell’estate fiorentina n.d.r.) ho capito quante occasioni vengano sprecate nella nostra cittŕ.
Tre posti di Firenze che ami?
Flog, Viper e Teatro del Sale sono luoghi dove si incontra umanitŕ molto attenta sensibile e fondamentalmente vera. Non amo le discoteche con tutti i loro annessi e connessi. Quando non ci sono spettacoli mi piace trascorrere le serate nell’Oltrarno.
Che ne pensi della mia proposta di legge per la musica popolare?
Quando vedrň finalmente il testo definitivo e la legge approvata capirň se hai ben interpretato quello che qualche anno fa ti avevo suggerito, e cioč che la musica popolare (dal rock al folk) č cultura e deve essere finalmente riconosciuta come tale. Quindi deve ricevere anche il sostegno che merita, soprattutto nelle sue forme piů innovative.
Sarai al Festival della creativitŕ di ottobre?
Parteciperň anche io come artista insieme agli amici di Controradio che mi hanno coinvolto in un progetto. Porterň in scena una cosa originale studiata esclusivamente per l’occasione.
Dicci qualcosa di piů...
Il tema del festival č il viaggio e visto che anche nel mio ultimo cd c’č una canzone a cui tengo molto (pensa anche il nuovo video girato in Camargue alla festa dei rom, eterni viaggiatori) ho pensato con il mio grande livello di creativiŕ (ride!) di unire tutti questi elementi per la mia performance.
Per finire, i tuoi consigli a un giovane musicista.
Due: amare sempre il suo strumento studiando con insegnanti qualificati. Poi cercarsi un  avvocato di fiducia che li protegga e che perň non voglia diventare il loro manager. Firmate i contratti solo in punto di morte come diceva Mario Landi...
E chi č??
Il mio nonno, nonché protagonista della canzone Zombi nel mio ultimo cd Fenomeni.

Piero lo ascolteremo al Festival della Creativitŕ il 26 ottobre prossimo!!




 La foto di Giň Martorana č stata scattata in Camargue alla festa dei gitani.

Inserito da enzo , martedě 7 ottobre 2008 alle 18:31 Commenti (1)

I COMMENTI
Commento di Julie , domenica 23 settembre 2012 alle 04:49
" Hai colpito in pieno il belsgario. In effetti, mi trovo concorde in molto, discorde in tanto altro.Tanto per cominciare resterebbe da capire cosa intendi perabun approccio che, appellandosi alle innovazioni, rifiuti strumenti concettuali ormai inadeguatibb.Che naturalmente la virtualite0 implichi l’assunzione di un’identite0 e spesso e volentieri di una falsa identite0, e8 assolutamente fuori discussione. Ricordavo proprio il caso limite in cui il virtuale diventa reale e il reale virtuale. Forse dunque che stiamo sempre pif9 protendendo verso una comunite0 virtuale che sostituisca quella reale? Il rischio e8 di un’umanite0 che dimentichi la sua essenza corporea e riduca la sua “ontologia sociale” nel regno del virtuale. Esso e8 gie0 parte integrante del nostro quotidiano, ma non puf2 essere quotidiano. Il cartaceo tende a scomparire in funzione del virtuale (carte di credito, e-book, transizioni economiche, titoli azionari, cartelle cliniche …); forse che matrimoni, guerre, affetti e attivite0 sessuali si ridurranno sempre pif9 a forme simili pif9 di quanto gie0 oggi non avvenga? Che questi sianoabstrumenti concettuali ormai inadeguatibb mi sembra un punto discutibile.Il punto sul quale e8 probabile io sia stato poco chiaro ed efficace e8 proprio quello a cui fai riferimento dicendo cheabUn libro, un giornale, una musica, grazie agli sviluppi tecnologici del nostro secolo, consentono di fissare i propri contenuti in supporti fisici emancipando la trasmissione simbolica dai limiti della locazione spazio-temporale del qui e dell’adessobballudendo probabilmente al fatto che io non condivida l’idea di una comunicazione mediata, o semplicemente che non la consideri una vera forma di comunicazione. Ma ogni comunicazione prima di essere mediata dal mezzo tecnico (computer, telefono, televisione, scrittura) e8 mediata dall’uso stesso del linguaggio. La differenza non e8 quindi tra un’e-mail e una lettera, bensec tra una chat e una piazza. c8 solo nella condivisione degli spazi che la comunicazione respira, il che non implica tanto che le altre forme comunicative non siano tali, ma che in essi prevalga solo trasmissione d’informazioni.c8 facile accorgersi che non condividiamo lo stesso significato di “virtuale”. Per te ho l’impressione che esso denoti nient’altro che l’ambito sociale (abQuell’uomo laggif9 non e8 solo una persona, ma e8 anche il Presidente degli Stati Uniti!bb) nella sua pluralite0 di forme.abInsomma, la dimensione dell’uomo politico non e8 poi tanto diversa da quella di chi instaura relazioni attraverso software!bb. Ma non sarebbe in ogni caso meglio distinguere l’ontologia sociale da quella virtuale?Il che non implica necessariamente un’idea di sociale che escluda il virtuale, ma che lo contenga come una sua forma particolare e non identitaria. Come il mondo dell’azione umana e8 parte del cosmo nella sua totalite0, cosec l’ambito del virtuale e8 parte di quello sociale, ma una loro identite0 credo finisca nell’incorrere nei rischi sopra delineati. Spesso e volentieri sonoabintrecciati tra loro cosec da non poterne dipanare le fila e tracciare linee nette di demarcazionebb, ma ne passa tra questo dibattito online e il nostro scrutarci negli occhi sorridendo e bevendo un buon vino. Il mondo umano e8 quello dell’esperienza. Non escludo dunque i diversi livelli comunicativiabrifiutandone altri per “pregiudizio” nei confronti di cif2 che appare strano e talvolta mediocrebb, semplicemente li pongo appunto su diversi livelli che se vuoi fanno del virtuale un sub-luogo nel luogo. Quando dico che il virtuale sia un non-luogo intendo proprio questa alterite0 d'essere e quindi non riducibile al mondo stesso. "

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