Vogliamo una legge di libertà

Oggi il Consiglio regionale si riunisce in una seduta straordinaria per discutere di testamento biologico e della vicenda di Eluana Englaro. All'ordine del giorno ci sarà anche una proposta di risoluzione presentata dal PD sull'urgenza di una legge che disciplini in questa materia.

Vi ripropongo qua l'appello del senatore Ignazio Marino per il diritto alla libertà di cura.

Rispettiamo l'Articolo 32 della Costituzione


Il Parlamento, con molti anni di ritardo e sull'onda emotiva legata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, si prepara a discutere e votare una legge sul testamento biologico. 

Dopo quasi 15 anni di discussioni, chiediamo che il Parlamento approvi questo importantissimo provvedimento che riguarda la vita di ciascun cittadino. Il Parlamento, dove siedono i rappresentanti del popolo, deve infatti tenere conto dell'orientamento generale degli italiani.

Rivendichiamo l'indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie, come scritto nella Costituzione.

Rivendichiamo tale diritto per tutte le persone, per coloro che possono parlare e decidere, e anche per chi ha perso l'integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà.

Chiediamo che la legge sul testamento biologico rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere.

Chiediamo una legge che dia a chi lo vuole, e solo a chi lo vuole, la possibilità di indicare, quando si è pienamente consapevoli e informati, le terapie alle quali si vuole essere sottoposti, così come quelle che si intendono rifiutare, se un giorno si perderà la coscienza e con essa la possibilità di esprimersi.

Chiediamo una legge che anche nel nostro Paese dia le giuste regole in questa materia, ma rifiutiamo che una qualunque terapia o trattamento medico siano imposti dallo Stato contro la volontà espressa del cittadino.

Vogliamo una legge che confermi il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie.


Vogliamo una legge di libertà, che confermi ciò che è indicato nella Costituzione. 

Per firmare l'appello >>>

Inserito da enzo , martedì 10 marzo 2009 alle 08:46 Commenti (1)

I COMMENTI
Commento di Rpdrive , sabato 14 luglio 2012 alle 22:20
" Ho letto gli articoli da te seanlgati, ma mi scuserai se non prendo per oro colato tutto cif2 che vi e8 scritto, perche9 sono del parere che NESSUNO possa essere depositario di Verite0Ma qui non si tratta di voler pretendere di essere depositari della Verite0. Qui si tratta di dati di fatto e non di opinioni. Sull’articolo di Antifeminist, ma non solo quello, e8 descritto il pensiero femminista anglosassone dell’ 800 e della prima mete0 del ’900, cioe8 proprio quello delle “origini”, efferato, razzista e contiguo alle culture razziste e reazionarie dell’epoca. Sono citate a tal proposito i pensieri e gli scritti delle femministe dell’epoca. Contariamente a quanto affermate voi, il ’68 ammorbidec le efferatezze femministe cercando di coniugarle con le tematiche proprie della sinistra: umanesimo, pacifismo, ambientalismo, opearismo, dirittumanismo. Solo che essendo queste ultime inconciliabili con il Femminismio, la sinistra e8 finita per depistare. La sinistra e8 mutata, non il femminismo o meglio il femminismo e8 mutato in senso regressivo convergendo a quello anglosassone, cioe8 quello delle origini..“il femminismo delle origini aveva ANCHE le sue buone ragioni.”E’ falso. Non esiste il femminismo “onesto”(cioe8 quello di prima) e quello disonesto di oggi. Il femminismo e8 stato sempre disonesto e sessista.Sostenere indirettamente che gli uomini non hanno mai sbagliato nullaIo non ho mai sostenuto una cosa del genere. Solo che bisogna precisare cosa si intende per “sbagli” e a quali di essi. "

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