Il treno delle otto

Il  mio treno è pieno di universitari, commessi, impiegati, il treno delle otto. Prevalenza ceto piccolo  (ma piccolo!) borghese. Qualche giornale aperto, molte cuffie nelle orecchie.   Tutti più o meno di vista ci si conosce. Molti conoscono la mia faccia ed il mio mestiere, complici le televisioni private che ogni tanto parlano con me  e così talvolta mi cercano per discutere di politica, di questioni che riguardano la nostra regione, soprattutto di trasporti.

 

Stamani no, si parla della legge sull’immigrazione che discuteremo stamani in Consiglio. Non è facile far capire che i lavoratori stranieri regolari, risorsa e contributo alla nostra economia devono avere gli stessi diritti della “nostra gente”. Non è facile far capire che i loro figli devono avere gli stessi diritti e doveri dei nostri figli: sono nati nella nostra Regione, frequentano le scuole frequentate dai nostri figli, chiedono la Coca cola con la stessa “c” strascicata. Non è facile far capire che solamente con regole e strumenti che garantiscano tutti si possa favorire sicurezza e legalità. 

 

Sono preoccupati i miei compagni di viaggio, e discutono animatamente con me: “avranno la precedenza per le case popolari, per le visite mediche, porteranno violenze e delinquenza, non possono avere i nostri stessi diritti!” Io provo a far capire loro che  manca una politica nazionale sull’immigrazione, che vi è una modestissima cultura sull’accoglienza,  ma tutto – in questi giorni - è invelenito dalla campagna elettorale. Vengono dette inesattezze gravi, prevalgono pensieri xenofobi e razzisti.

 

Sono molto preoccupato, forse una legge come questa, così importante, dai giusti principi e che tenta di aprire una riflessione coerente su chi sono per noi i migranti avrebbe dovuto avere una stagione migliore di questa troppo invelenita dalla campagna elettorale,  avrebbe richiesto un momento migliore e un tempo maggiore, per essere discussa e ben compresa dai nostri cittadini.

Inserito da enzo , mercoledì 20 maggio 2009 alle 13:12 Commenti (2)

I COMMENTI
Commento di Adalinda , venerdì 21 settembre 2012 alle 19:21
" Ma dai, usano ancora i reogli! Li avevo anch'io 30 anni fa (praticamente nel pleistocene)! Si usano ancora di legno? Mi sa che se faccio un po' di speleologia a casa di mia mamma li ritrovo Buono a sapersi, li conservo per il mio Topo Attila!P.S. I reogli non mi hanno aiutato a NON diventare scarsissima in matematica "

Commento di Rocio , venerdì 21 settembre 2012 alle 12:41
" Questa riflessione sul tempo la trovo molto inertessante e mi incuriosice parecchio .non sare0 davvero che esistono realte0 parallele?! E se si, dove ci collochiamo noi ora? .. "

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