Non per snobismo
In questi giorni ho girato un po’ per  il tesseramento. Case, circoli, luoghi di lavoro. Ho incontrato preoccupazioni per le rate del mutuo, per la cassa integrazione, per le commesse di lavoro che si riducono. Eppure, anche molta adesione alla nostra campagna di iscrizione al PD. Dunque c’è voglia di partecipare, di non lasciare questo paese in mano ad un Presidente sempre più screditato, ad una destra che ci sta conducendo alla deriva.
Ma c’è un altro eppure: al contrario di quanto avvenga nelle riunioni dei gruppi dirigenti, nessuno mi ha chiesto se fossi schierato con Bersani, Francheschini o Marino.
Guardando quel cospicuo mucchietto di nuove tessere, ho pensato allora quanto rischiamo di essere lontani non solo dalle questioni urgenti del nostro Paese, ma anche dei nostri iscritti.
Considero Franceschini e Bersani due ottime risorse in grado di dare impulso al nostro partito. Così come Ignazio Marino e le sacrosante suggestioni che ci offre la “sua” laicità.
Ma di questo passo temo che il congresso possa partorire divisioni, rancori.
Per questo non mi appassionano gli schieramenti. Nessuna forma di snobismo, sia chiaro. Ho molta voglia di dibattere e di stare dentro al partito, ma nel partito tutto intero. Ci siamo già ristretti assai, perché incunearsi in una parte ancor più angusta? Serve una crescita collettiva e matura, altrimenti vincerà un qualche candidato, ma ne uscirà sconfitto il nostro progetto, il nostro PD.
Chi ha un’attività sul filo della sopravvivenza, chi è precario, anziano, disoccupato, chi studia, penso che abbia bisogno di sentire un PD vicino, unito e autorevole. La “questione Grillo” sarebbe stata forse verosimile nel PCI di Berlinguer?
Faccio anche molta fatica, qualora mi schierassi per un candidato nazionale, a vedermi automaticamente etichettato nella corrispondente area a livello regionale, provinciale, e via dicendo.
In Toscana abbiamo un’occasione immediata per la segreteria regionale. Mi piacerebbe che Andrea Manciulli, che apprezzo, non fosse il candidato di una parte ma di tutto il PD  toscano e, al contempo, che altri comprendessero che si può benissimo far crescere la propria idea di Partito, senza necessariamente indicare candidati di corrente. Credo che tutto questo potrebbe far bene anche al risultato delle imminenti elezioni regionali.
In Toscana dividersi non ha senso >>>
l'Unità Firenze, 23/07/2009
Inserito da enzo , giovedì 23 luglio 2009 alle 11:38 Commenti (1)

I COMMENTI
Commento di Jannika , venerdì 29 luglio 2011 alle 18:51
" Super excited to see more of this kind of stuff onnlie. "

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