Per ripartire dalla cultura

Ho rilasciato un'intervista sul quotidano Toscana Oggi dopo i dodici punti per la cultura toscana proposti da Franco Cardini:

Come giudicate le 12 “provocazioni” lanciate sul nostro giornale da Franco Cardini in merito alla politica culturale? Quali vi sembrano le più condivisibili e su quali invece non siete d’accordo?

“Da un’autorità come Franco Cardini ogni stimolo, anche sotto forma di provocazione, è un contributo essenziale all’evoluzione del dibattito e delle politiche culturali anche regionali. La cultura vive di stimoli e provocazioni, senza di esse non avremmo avuto straordinari movimenti pittorici, artistici, letterali, culturali in generale. Un contributo, quindi, di cui va sicuramente tenuto conto”.

Cosa ne pensate in particolare del richiamo al turismo “interno” come occasione educativa per gli stessi toscani?

“Non si può che condividere la provocazione di Cardini. E’ scontato, ma la Toscana racchiude in sé la stragrande maggioranza del patrimonio monumentale, artistico, culturale, dell’umanità. In questi anni la Regione ha operato, nella limitatezza delle proprie competenze e conseguentemente delle risorse disponibili, da un lato per sostenere un percorso di consolidamento dell’offerta turistica del sistema delle città d’arte, dall’altro per valorizzare quella Toscana “museo diffuso” che è rappresentato dalla miriade di testimonianze dislocate in quella parte grande, vasta e imponente, conosciuta come Toscana rurale. Sono almeno dodici anni infatti che la Regione sostiene il recupero di monumenti, strutture architettoniche, raccolte di documenti, con priorità per quelli siti nei comuni non capoluogo o di minore dimensione. Certo, oggi il problema è legato ad una compressione della domanda interna, causa crisi economica, che interessa ampi fenomeni turistici”.

Cardini parla anche di Università regionale della memoria, dell’artigianato e del turismo, da finanziare attraverso sponsor. Come valutate l’idea e, più in generale, che ne pensate della possibilità di convogliare, mediante opportuni accordi, risorse private sul fronte cultura?

“Il ruolo del privato è fondamentale nella valorizzazione della cultura. D’altronde, le risorse libere (al netto di quelle che spendiamo per la sanità, i servizi sociali, la scuola e gli asili, il sostegno all’economia e ai lavoratori in mobilità) del bilancio regionale per la cultura sono limitatissime, circa lo 0,1%. Ovvio che la crisi colpisca prima di tutto questo settore: è strutturalmente accezione comune considerare le spese per sostegni alla cultura fra i primi rami secchi da tagliare quando i conti cominciano a non tornare. Il ruolo della politica è provare a cambiare questa concezione dimostrando che la cultura può essere un investimento produttivo per la ripresa economica. E’ la sfida che ci attende già nei prossimi mesi. Fatto questo, le idee come quella di Cardini non possono che trovare il consenso dell’amministrazione pubblica”.

Un altro tema è la possibilità di una politica estera culturale, a cominciare – crediamo opportuno – dall’Europa. Come dovrebbe o potrebbe svilupparsi?

“Se per politica estera s’intende una presa in carico comune da parte dell’Unione Europea dell’opportunità che, per i 25 Paesi che la compongono, è rappresentata dall’offerta di produzione culturale e di patrimonio storico artistico detenuto, siamo pienamente d’accordo. D’altronde una simile visione non potrebbe che ulteriormente valorizzare l’offerta turistico-culturale italiana per ovvie ragioni oggettive, scevre da ogni campanilismo. Oggi però il problema non è tanto di una politica culturale europea quanto di una più generale politica estera europea. Ma non è discorso da affrontare in questa sede. Certo è che non sarebbe sbagliato soprattutto in termini d’immagine ipotizzare una figura di Ministro Europeo della Cultura simile a quella fatta per il cosiddetto signor Pesc. D’altronde per la maggior parte dei Paesi dell’Unione cultura e turismo sono una delle principali voci di crescita del Pil”.

Il rapporto con le scuole è un altro punto importante, toccato anche da Stefania Fuscagni nelle sue osservazioni. Cardini parla della possibilità di istituire una cattedra specifica e corsi di aggiornamento. Che ne pensate?

“Il problema vero sta nella alfabetizzazione dei bambini alla conoscenza e all’apprezzamento del patrimonio culturale. Un patrimonio immenso, che però non deve scoraggiare dall’obiettivo di strutturare finalmente una proposta educativa che formi le coscienze alla conoscenza del bello. Come possiamo pensare di avere cittadini che un domani scelgano di fare le proprie vacanze tra i borghi medioevali della Toscana, girando le pinacoteche locali, visitando le tante testimonianze del romanico toscano se non ci preoccupiamo di stimolare la curiosità di quelli stessi che oggi hanno 5,6,7 anni? Nella latitanza delle scelte governative-ministeriali, peggiorate, mi consenta, dalla Gelmini, molto possono fare e già hanno fatto gli enti locali. Uno strumento sono i Pia (Progetti integrati d’area), strumenti educativi concertati tra istituzioni scolastiche ed enti locali. Ma i tagli del Governo al settore istruzione rischiano di minare la funzionalità anche di questo unico baluardo di innovazione al fianco dell’educazione alla cultura delle giovani generazioni”.

Che giudizio date sulla proposta di Testo Unico?

“Il testo unico è un appuntamento fondamentale di legislatura che vogliamo come Commissione onorare. Già per il fatto che è stato elaborato il Testo Unico il giudizio è positivo, non è facile portare a sintesi strumenti legislativi che hanno avuto genesi diverse per motivazioni e caratteri temporali. Fondamentale sarà il lavoro che faremo in sede di consultazione e audizione con tutti i soggetti che saranno interessati a dare il loro contributo”.

Quali sono i punti qualificanti del Testo Unico sulla cultura?

“In qualità di Presidente della Commissione Cultura ritengo inopportuno segnalare ora gli elementi positivi o evidenziare quelli negativi. Mi pare una forma di rispetto per tutti i soggetti pubblici e privati che con le consultazioni coinvolgeremo in questo importante processo di cornice futura su cui edificare un nuovo progetto di cultura per la Toscana. Confermo apprezzamento per giunta e uffici nel redigere un testo onnicomprensivo che ha il merito di costituire una fonte unitaria di riferimento per tutti gli attori della cultura in Toscana. Credo, anche, che sia importante recuperare quelle proposte di legge consiliari su musica popolare, cinema e riviste che renderebbero ancora più completo il testo”.

C’è possibilità che le osservazioni dell’opposizione siano, almeno in parte, recepite in sede di approvazione?

“L’esperienza di questa legislatura dice che il contributo dell’opposizione, quando costruttivo, ha sempre avuto da parte della maggioranza piena disponibilità di accoglienza. A ciò si aggiunga la mia personale indole ad essere uomo di confronto. L’opposizione si può considerare pienamente garantita”.

La cultura deve necessariamente “produrre” qualcosa di economicamente tangibile o è piuttosto da vedere come investimento educativo non necessariamente legato a ritorni di carattere economico?

“La cultura è di per sé una ricchezza e uno dei patrimoni fondamentali dell’umanità, vincolarla al sostegno ad un ritorno economico è una visione che mi è estranea. Ciò non toglie che essa possa rappresentare un volano di sviluppo ed un’occasione per le imprese di diversificare la propria azione nella legittimità delle ragioni d’impresa. Mi sento di poter dire che per il privato la cultura è un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Soprattutto in un momento di crisi come questo dove la parola d’ordine, è, ce lo dicono gli analisti, riposizionarsi”.

12 punti sulla cultura di Franco Cardini >>>

Inserito da enzo , mercoledì 14 ottobre 2009 alle 22:08 Commenti (4)

I COMMENTI
Commento di Vichiny , sabato 16 marzo 2013 alle 19:47
" Hi Karen, I can eat oats so long as they haven't been mixed with gulten. I buy Bob's Red Mill #gf oats. The type of gulten in oats is okay for me. Some celiacs can't even eat oats either. I eat sugar. I shouldn't but I do. Thanks for the credit. I do eat out, but I don't always enjoy it. Love Thai food as that is one which doesn't have a lot of gulten, but you must watch out for the oyster sauce.It is easier to eat at home. ) Oh, Fox Point must be bought at Penzey's. McCormick has a similar blend, and I believe it is also gulten free. "

Commento di Alison , venerdì 20 aprile 2012 alle 20:58
" Ased es, orgullosamente Tijuanense, afan seivovbre el edificio donde fue creada por primera vez, ahora convertido en hotel St Francis, del que no muchos recidentes saben de el gracias por el articulo. "

Commento di enzo brogi , sabato 17 ottobre 2009 alle 00:33
" Grazie caro Emilio, dovrei farti leggere prima le cose che scrivo: puntuale ed attento come sempre! "

Commento di Emilio Polverini , venerdì 16 ottobre 2009 alle 23:39
" Il quotidiano Toscana Oggi è un settimanale! Sto scherzando. Ciao Enzo,
Emilio Polverini "

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