Grazie, Libero!


- Prima o poi vengo a trovarti a Firenze – mi diceva sempre Libero, il “Cuccule”  di Cavriglia.
Si, ma lui, non prende mica il treno dei pendolari, e non scomoda nemmeno il motore di un auto. Lui si sposta in bicicletta. Qualche giorno fa è partito di buon mattino da Cavriglia ed è arrivato in Consiglio per venire a presentare l’Eroica, la cicloturistica d’epoca di Gaiole in Chianti. E chi meglio di lui!

“Una maglia gialla consunta – scrive Simone Spadaro (Corriere Fiorentino) a cui ho raccontato la sua storia - quella che conquistò Gino Bartali al Tour de France del 1948, ma che è come una seconda pelle per Libero Cuccuini, 88 anni da Cavriglia… Cuccuini non era un gregario di Gino Bartali ma è sempre stato uno dei seguaci più sanguigni. Nonno Libero non ha mai fatto il ciclista di professione ma ha sempre usato la bicicletta come mezzo per muoversi. Anche nel periodo della guerra, come Bartali del resto, si adoperava per portare messaggi o andare a prendere vestiti o altro in su e in giù per la Toscana. Ha lavorato in miniera fino alla grande crisi degli anni ’50. (…) (…)Il Tour del 1947 era stato vinto da Jean Robic. (...)“Bartali mi confessò che aveva paura di Robic – prosegue Libero – ma gli dissi: fammi i’ piacere. Quello pesa venti chili meno di te! Te lo metti n’i taschino! Vai e vinci i’ Tour. Gino vinse quella che tutti ricordano come la vittoria sportiva che evitò una guerra civile dopo l’attentato a Togliatti e, ricordandosi dell’amico che lo aveva incoraggiato a tornare sulle strade francesi a 10 anni dalla prima vittoria, gli regalò la maglia gialla che Libero usa ancora oggi per l’Eroica. (…) Ogni domenica mattina inforca la sua bicicletta e si fa i suoi 40-50 chilometri. “Prima ne facevo anche 100 o 130 ma ora ne fo’ un po’ meno” spiega. Poi, vestito di tutto punto, come un personaggio del secolo scorso, va alla Casa del Popolo, fa volontariato strappando i biglietti allo stadio, gira con le sue bici, andando fra i campi e ricordando quando rincorreva i grandi delle due ruote. E’ amico di Franco Bitossi, Roberto Poggiali e di altri toscani che hanno scritto pagine epiche del ciclismo. Ma tra tutti, nonostante riconosca in Coppi un grande campione, un posto particolare è per “Ginettaccio” che correva lungo le strade bianche e che se ha vinto un Tour lo deve anche a Libero Cuccuini.

E’ stata una vera emozione vederlo arrivare col suo fiero sorriso in Consiglio a domare i microfoni incuriositi dei giornalisti. Libero, che quando gli chiedi l’età ti risponde in settimane (circa 4.576!), perché gli anni non gli appartengono.
Mentre lui ripartiva pensavo davvero che avevo ricevuto un bel regalo da quella visita. Un bell’esempio di chi, libero come il suo nome, dimostra davvero di dare vita ai giorni… e non giorni alla vita!

E il prossimo anno ci voglio anche loro!



Inserito da enzo , mercoledì 14 ottobre 2009 alle 22:09 Commenti (4)

I COMMENTI
Commento di knoxytopy , mercoledì 6 novembre 2013 alle 12:34
" quello che stavo cercando, grazie
"

Commento di Hiromi , domenica 17 marzo 2013 alle 06:20
" What a great ride Gerry and thanks got the baonkrcugd history you've been providing us. The Tour was and still is a travelling circus consisting of some interesting stories over the years. In relative terms, the Col de Aspin at 12+kms and a 5% average incline should feel pretty comfortable. Maybe you too should do the Marmotte the day before like you're previous reader. I mean afterall, it will give you something to do to take your mind of the next day's race. "

Commento di Selim , venerdì 20 aprile 2012 alle 08:37
" davide satti scrive:ma si retorbo, hai ragione anche tu.solo che alla nostalgia preferisco le proposte nuove. tutto qui. poi la qualite0 di un lavoro e8 in relazione anche al tempo che ci si puf2 dedicare, e il tempo si misura in soldi quando si lavora pensa che certi blog pagano 3 euro a post. dico 3-e-u-r-o!!! e' questo il modo di coltivare una nuova generazione di giornalisti, fossero anche citizen journalist dal basso? allora la tecnologia va in secondo piano rispetto al centro della questione, cioe8 creare delle imprese editoriali che si sostengano economicamente, che generino ricchezza per chi ci lavora e facciano (buon'ultima) cultura.Ma qui siamo un pelo off-topic, per il momento mi auguro che tutto questo riesca a farlo un bel progetto come quello di Emergency (nel frattempo ho comprato la rivista!).d. "

Commento di Alessio , lunedì 19 ottobre 2009 alle 16:34
" Caro Enzo, puoi contarci saremo tutti presenti, speriamo però di reggere il passo del "Cuccule".... "

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