In visita al museo Venturino Venturi

La valorizzazione della cultura del territorio significa non solo guardare ai celebrati artisti del Rinascimento, ma porre attenzione anche ai grandi maestri della contemporaneità. Uno di questi è sicuramente lo scultore e pittore Venturino Venturi,  nato a Loro Ciuffenna. Venturino è un protagonista di prima grandezza dell’arte del ‘900 che per il suo valore ha bisogno di iniziative e opportunità, perché la sua opera sia conosciuta in tutto il mondo. Questo è anche il motivo della visita che ieri abbiamo fatto in Valdarno, con la Commissione Cultura del Consiglio Regionale.  Loro Ciuffenna ha dedicato al suo concittadino un percorso artistico culturale che parte dal Museo Venturi nei locali del municipio, passa attraverso la vecchia Filanda dove sono esposte le formelle dipinte che costituirono altrettante stazioni della Via Crucis che accompagnarono Wojtyla nella processione al Colosseo, trasmessa in mondovisione nel 2000, e finisce nella casa dell’artista che ospita lo studio che conserva ancora un gran numero di opere che il maestro ha realizzato fino all’anno della sua morte, il 2002.  Nel pomeriggio abbiamo visitato, assieme al sindaco Maurizio Viligiardi, il museo della Basilica di San Giovanni Valdarno, dove è stata recentemente inaugurata la mostra “Tra terra e Tempera - Pittura e scultura attraverso i maestri del Rinascimento”, aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2010.

Inserito da enzo... , venerdì 30 ottobre 2009 alle 09:00 Commenti (1)

I COMMENTI
Commento di Jijo , sabato 14 luglio 2012 alle 17:43
" Ho conosciuto Francesco Sala nel 2001, in una ednoziie di SpoletoScienza, dove era stato invitato per un dibattito sul libro di Anna Meldolesi, uscito qualche mese prima per Einaudi. Con grande candore aveva confessato di aver letto molte volte il lavoro in cui il gruppo di Ingo Potrykus e Peter Beyer annunciavano su Science il golden rice, di non averne capito i passaggi fondamentali e di esserne venuto a capo solo quando aveva letto con grande attenzione il capitolo che Anna aveva dedicato all'argomento. Non aveva tutti i torti perche9 Anna era riuscita a spiegarne i passaggi soltanto dopo una lunga corrispondenza con Potrykus. Ingo si era scusato dicendo che purtroppo dieci anni di lavoro genetico non si potevano condensare nella lunghezza del pezzo che la rivista americana gli aveva concesso. Ho a che fare con il mondo della ricerca da diversi decenni, ma dubito che un altro ricercatore del suo livello sarebbe stato capace della dimostrazione di umilte0 che Francesco Sala ci aveva dato a Spoleto. Dopo questa occasione ci siamo incontrati molte volte e sentiti al telefono ogni qual volta c'era una novite0 da commentare. Era una persona straordinariamente disponibile di cui sentiremo la mancanza. "

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